Feb 12 2016

Turismo, fiumi di parole?

Negli anni, se vi fosse una classifica dei temi più gettonati nelle proposte politiche, il turismo sarebbe di gran lunga il più citato. Spesso adombrato come l’eldorado di una città o di un territorio, altre volte indicato come la spia di una decadenza irrefrenabile. Tutti ne parlano, tutti auspicano e spesso non accade nulla. Lavorando fianco a fianco con uno dei pochi esperti del tema a livello nazionale, ho scoperto che in Italia non esiste un sito ufficiale o ufficioso di discussione tecnica sul turismo e che non esiste neppure una istituzione seria di affiancamento tecnico al tema turismo. L’Enit da tempo ha abdicato a parte alcune pubblicazioni settoriali. Analisi, dati, numeri con definizione locale, analizzate da esperti mai. Non ci credete? Provate a fare una ricerca sui motori internet…
Tutti dunque ne parlano, per moltissimi è ipocritamente una panacea per qualsiasi problema economico e di occupazione eppure…nessuno affronta i temi con un approccio pari a quello dedicato ad altri settori economici. Ha dell’incredibile ma è davvero così. Certo, seminari, tavolo rotonde, incontri di giornata abbondano ma nulla esiste, neppure in ambito universitario, che affronti il tema in modo sistemico e scientifico.
Solo un gran “fai da te” quando va bene. Eppure vi è un gran bisogno di ripartire su basi moderne, concrete e aggiornate senza improvvisare.

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Feb 11 2016

Vivi Varazze un’idea come un’altra?


Qualcuno se la prende con “Vivi Varazze” e non va bene. Personalmente non ho grande simpatia per i “Comitati” che spesso per loro natura vengono strumentalizzati per fini diversi dalle buone intenzioni degli aderenti. NON è il caso di “Vivi Varazze” che da anni opera ed esprime legittimamente le proprie opinioni sulla spinta, certamente, di un impegno civico. I contenuti possono essere condivisi, criticati senza dubbio, può dare fastidio ad alcuni che si connotino per posizioni più allocate a “destra” ma ciò non ha davvero nessuna importanza.
Spero che “Vivi Varazze” possa riaprire le proprie pagine Facebook a tutti per dare come sempre un contributo su questa città, troppo spesso dormiente. Varazze ha bisogno di discussioni e approfondimenti, ha bisogno di confrontarsi, dialogare sempre in un’ottica di proposta e costruzione.

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Feb 11 2016

I post e i refoli di vento

Come i circa 2000 lettori al giorno di queste pagine sanno, evitiamo sempre e volentieri discussioni o polemiche che pensiamo non interessino molto i varazzini, ben preoccupati piuttosto delle vicende della città. Mae Vaze è un blog riavviato di recente e come tutti i nuovi nati (augurandogli lunga vita ma la moria è alta) sgomita un poco per farsi vedere. Così in un recente post definisce “filo governativo” il nostro blog che recentemente ha superato un milione di lettori.
Scorrendo le pagine di “Parliamo di Varazze” in realtà è palese come queste pagine siano spesso critiche (e non poco) verso alcuni errori di questa amministrazione e tuttavia anche incoraggiando per le cose che riteniamo ben fatte. Riconosco a questa amministrazione, su alcune cose il coraggio di rompere o tentare di rompere certi consociativismi che stavano portando la città alla tomba e in particolare di alcuni che mostrano un coraggio riformista che io comunque apprezzo.
Ci sono anche amministratori/trici al momento al di sotto e di molto delle attese ma su questo torneremo presto con nomi e cognomi. Resta il fatto che stiamo cercando di essere costruttivi, evitando lo sfascismo di alcune aree politiche, attività che distende i nervi ma non risolve nessun problema.
Agli amici di Mae Vaze per ora possiamo solo augurare tanti buoni post, magari evitando di appiccicare etichette che come tutti sanno si staccano al primo refolo di vento. Buon lavoro.

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Feb 09 2016

Forte libecciata in arrivo oggi pomeriggio

Fate attenzione a mare e vento. Forte libecciata con punte anche di 80/90 km/h e onde fino a 5 metri di altezza. Da oggi pomeriggio. Poi verso le 24.00 il vento si disporrà da nord-nordovest con mare a decrescere. Per info puntuali visitate Limet.

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Feb 08 2016

L’ottava banca in arrivo


Potrebbe essere una buona notizia dopo tutto…ma non ne siamo proprio sicuri. Ebbene sì, con la nuova banca insedianda di fronte alla Pasticceria Giordano arriveremo a 8 filiali in una città che avrà circa 12.000 residenti effettivi, ovvero 1500 abitanti per filiale. Le motivazioni potrebbero essere virtuose ovvero che le banche fanno la fila per insediarsi a Varazze perché si presta molto denaro a volenterosi imprenditori locali e dunque vi sarebbero molti investimenti con conseguenti ricadute di lavoro e occupazione. La seconda motivazione fa pensare ad una iper presenza di istituti di credito, perché si raccoglie denaro in quanto vi è molta liquidità per poi utilizzarla per altri fini che non sono certo l’investimento sul territorio.
I dati di Banca d’Italia danno ragione ad una e all’altra ipotesi: Varazze infatti, in termini di raccolta supera i 100 milioni di euro e circa 80 di impieghi, con dati in realtà medi rispetto alla zone di appartenenza. Un andamento medio dunque che sarebbe interessante monitorare per capire se le politiche attuate hanno portato ad una contrazione od espansione degli investimenti sul territorio comunale.

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Feb 06 2016

Poste italiane (società di diritto privato) e l’anarchia di un quartiere. Fino a quando?




L’ufficio di Poste Italiane collocate all’interno di uno stabile senza alcun parcheggio di servizio per mezzi e utenza, porta ad una condizione di diffusa illegalità, con parcheggi effettuati ovunque, per lo più in mezzo alla strada.
Una situazione di palese anarchia e la creazione di situazioni di pericolo per pedoni e auto, dove molti fanno finta di non vedere.
Prima o poi qualcuno dovrà cominciare a porsi alcune domande sull’accettabilità che un ufficio privato e che eroga servizi privati (per lo più oramai prodotti finanziari che sono l’80% del suo business), possa continuare ad operare nella totale anarchia viaria e di parcheggi.

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Feb 05 2016

Il risiko di S.Nazario. Verso una conclusione positiva?


Ci sono alcune cose che si subiscono, altre che si cerca di guidare perseguendo l’interesse comunitario. La T1 è arrivata perché i terreni erano privati e vi è stata, bella o brutta, una iniziativa imprenditoriale. Si potrebbe dire molto su questa vicenda, ma resta il fatto che esiste e dovrebbe concretizzarsi entro il mese di marzo con l’inizio dei lavori. Tuttavia non è la cosa certo più importante per la città. E’ importante, invece, che si possa aver trovato un equilibrio soddisfacente per tutta l’area ex cantieri Baglietto, con soluzioni che consentirebbero di rinnovare completamente tutto l’area portuale fino alla congiunzione dell’attuale passeggiata, cantieri ex Baglietto compresi. E’ un risiko di demani, permessi, concessioni molto complesse , che coinvolge come nelle migliori tradizioni italiana enti, ministeri, agenzie ecc ecc. che però, pare, possano finalmente trovare la quadra rapidamente.
Sarebbe una soluzione ottimale, con il totale rinnovo dell’area che è certamente quella più degradata della città e assicurando la continuità della passeggiata fino al porto dopo decenni di tentativi e passaggi a vuoto.
Il primo passaggio operativo potrebbe essere la costruzione della nuova sede dei Vigili del Fuoco nell’ex palazzina Baglietto con lavori che potrebbero iniziare all’inizio del prossimo anno e poi a seguire gli altri fino al 2018.

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Feb 04 2016

Pirati? A Varazze erano dei signori. Una città, un perchè?

Nei giorni scorsi il blog “Mae Vaze” ha rilanciato un bellissimo articolo apparso su Mentelocale, su un varazzino davvero straordinario, Antonio Coda.
Pirata e signore, una storia pazzesca che altrove lascerebbe strabiliati. L’articolo alla fine ti fa capire anche perché i varazzini sono arcinoti per il loro carattere un po’…difficile.
Buona lettura!
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I corsari non erano dei fuorilegge erano dei fuorilegge, il corsaro era una persona al servizio di un governo, cui cedeva parte degli utili, ottenendo in cambio lo status di combattente (lettera di corsa da cui corsaro) e la bandiera (il che lo autorizzava a rapinare solo navi nemiche e ad uccidere persone, ma solo in combattimento).
Una nave privata, armata e dotata di capitano ed equipaggio, che operasse con una lettera di corsa (talvolta intestata all’armatore, che restava a terra), era chiamata una nave corsara. Questi ardimentosi in molti casi erano addirittura regolarmente patentati da un governo per svolgere quelle azioni di disturbo (chiamiamole così) in cui una marina regolare non avrebbe potuto impegnarsi ufficialmente senza causare incidenti diplomatici decisamente imbarazzanti.
Tedisio Foglietta, varazzino della seconda metà del 1300, era un Corsaro del Mediterraneo fino a quando nel 1373 il corsaro Luchino Tarigo, patentato dalla Repubblica di Genova, nello Stretto dei Dardanelli lo imprigiona con il suo equipaggio e li risparmia sentendoli parlare ligure.
Tedisio avuta salva la vita si arruola con il Corsaro Tarigo e diventa il suo secondo.
I due con la nave Grifagna, dal Mar Nero risalgono il Don fino quasi alla congiuntura con il Volga ed ivi giunti trascinano la nave per via di terra, riarmandola sul Volga (un impresa da Argonauti) e scendono nel Mar Caspio, per praticare la guerra di “corsa” e diventando il terrore di quelle acque.
Circa un secolo dopo venne il momento di Antonio Coda che al soldo della Repubblica Genovese, con patente di corsa, aveva il compito di proteggendo le rotte dei mercantili genovesi e assaltare le flotte ostili alla repubblica. Dopo aver accumulato una cospicua ricchezza tornò nella a Varazze ed andò ad abitare nel quartiere Calabraghe, (dall’arabo cala = fortificazione e bragh = recinto), diventando cittadino modello e benefattore. Ancora oggi nella cittadina esiste via Antonio Coda.
(Testi tratti da: Mentelocale)

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Feb 03 2016

Maruska Piredda: chi se la ricorda?

Pubblicato da archiviato in Varazzate


Carriera folgorante (è quella a destra), da “passionaria” hostess di Alitalia a politica molto, molto vicina a Di Pietro che decidette nel 2010 di farla diventare consigliere Regionale della Liguria (a 6000 euro più rimborsi).
Perché della Liguria, non lo ha mai capito nessuno e pensiamo neppure lei.
Il problema è che della Liguria ne sapeva pochino sebbene, tuttavia, spiegò che pur non conoscendo per nulla la Liguria, non avendo neppure una lontana zia o avo, conosceva i Piani d’Invrea (sigh).
Inutile nascondere che Varazze ebbe un moto di orgoglio non indifferente.
La neoconsigliere nominata con tanto di listino (altrimenti chi l’avrebbe votata?) si ritrovò a decidere il futuro dei poveri liguri, cominciando dall’abc, come ad esempio, dove parcheggiare quando doveva andare in Regione Liguria a lavorare. Il problema è che come per molti altri suoi colleghi, la situazione pare abbia preso la mano, finendo invischiata in una brutta storia di acquisti con soldi pubblici di beni vari, tra i quali, così narrano le cronache, indumenti intimi.
Pruderie. Ovvio.In attesa di giudizio definitivo tra 10 anni o più facilmente della automatica prescrizione è arrivata una prima condanna di 2 anni e 8 mesi.
La ex consigliera ovviamente, non si vede più da molto tempo, scomparsa insieme al clan Di Pietro dai radar dei media forse per non insistere più del dovuto ed evitare ulteriori guai.
Noi ovviamente la salutiamo, con piacere, ringraziandola di averci donato la chicca e certi che, almeno Varazze, l’abbia serbata nel cuore ripassando dove diavolo si trova tra una seduta regionale e l’altra.
Au revoir. A mai più.

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Feb 03 2016

OT: se Renzi è colto dalle utopie insane del concittadino La Pira

Mi sono reso conto di essere razzista. Certo, anche se in buona compagnia. Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Francia, Gran Bretagna, tutte nazioni note per avere attuato in questi anni politiche apertamente razziste perché non hanno accolto milioni di stranieri, perché notoriamente hanno lasciato per strada milioni di persone provenienti dall’Africa e dall’Asia abbandonandole, non assicurando loro servizi sanitari, scuola, educazione e un lavoro indipendentemente dallo loro religione o razza. Già proprio come loro. Già proprio come la Germania che in quest’anno ha accolto 1 milione di persone (1.000.000 di persone, in Italia cosa sarebbe successo?).
Il tutto mentre noi, in Italia come nelle migliori delle tradizioni, si faceva “i furbetti del quartierino”, accogliendo tutti a parole, sapendo benissimo che il 90% degli immigrati in Italia (mica sono scemi) non ci volevano stare e puntavano giustamente a Paesi civilizzati come quelli sopra citati.
Poi, però, i governanti europei a fare la figura dei “mazziati e cornuti” non ci sono più stati, lasciando il Renzi da solo a fare demagogia. Una demagogia ideale, ispirata alle visioni del buon La Pira, rispettabili ma inapplicabili e contro producenti. Quella demagogia che porta allo sfascio invece di aiutare bene e in modo razionale, organizzato. Renzi su questo perderà verosimilmente le elezioni (ha già perso 6 punti percentuali cercando di recuperarli nella polemica contro le burocrazie) e non si capisce davvero perché si sia voluto ficcare in questo vicolo cieco, oramai abbandonato da tutti i partner europei.
Poi verrà il momento della verità, in estate, quando l’Italia tenterà ancora una vota di forzare la mano ai partner europei (o ex?), con una situazione socio-sanitaria difficilmente gestibile da un Paese che a parole vuole accogliere tutti ma che andrebbe in crisi nel giro di 15 giorni.

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