Mag 26 2016

In agosto non si opera. Tutti in vacanza per risparmiare. Il declino inesorabile della sanità pubblica


E’ notizia confermata di oggi che i principali ospedali sui quali fanno riferimento i savonesi e le centinaia di migliaia di turisti chiuderanno le sale operatorie ad agosto.
Un’incubo tutto vero. Per risparmiare.
Se si cercava un indice che potesse fare capire a quale situazione siamo arrivati con la decadenza del servizio sanitario universale in Liguria, direi che oggi ne abbiamo le prove scientifiche.
Carenza di personale spesso esausto, strumenti tecnici super usati e il risparmio dei soldi (ma quanti? Nessuno lo sa con precisione) hanno fatto decidere per la chiusura programmata delle sale operatorie degli ospedali. Tale situazione è figlia di decenni di mala gestione, sprechi, incapacità gestionali manageriali e ora arrivano i conti da pagare per chi deve operarsi.
Non è uno scherzo. Leggete i giornali.
Il problema ancora più grave è per Varazze, che come noto è priva di un centro salute che possa dispensare anche solo un primo soccorso.
Io penso che se lo raccontiamo nel resto d’Europa chiamerebbero per un ricovero sanitario coatto urgente.
p.s. Saranno fatti salvi gli interventi per i quali occorre salvare la vita.

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Mag 26 2016

I tre elementi


Il diritto pubblico e la dottrina dello Stato chiariscono che sono tre gli elementi che individuano uno Stato da una cosa che non lo è.
Uno di questi elementi sono i confini di uno Stato e l’integrità del suo territorio.
A prescindere dalle opinioni sulla gestione o meno dell’ondata migratoria economica che punta oramai esclusivamente l’Italia, il dato evidente è che la stessa non è in grado di garantire uno dei tre elementi costitutivi che ne dovrebbe fare uno Stato.
Non è un’opinione, ma un fatto oggettivo.
Questo al netto dei silenzi pre-elettorali vari dei media televisivi.

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Mag 25 2016

La sconfitta di Poste Italiane e il suo management (ma Varazze non c’è)



Società di diritto privato che incassa mezzo miliardo di euro dal pubblico per svolgere il “servizio universale postale” ammazzando sul nascere ogni ipotesi concreta di concorrenza.
Poste Italiane come noto è presente a Varazze con una sede assurda che contravviene a ogni norma almeno di buonsenso e non solo (zero parcheggi, parcheggi selvaggi ovunque, carico e scarico in mezzo alla strada ecc.). Era però presente in alcune sedi distaccate nelle nostre frazioni ora chiuse. Eppure in altri casi (Albisola, Cairo,) ci si è opposti ricorrendo al TAR e notizia di oggi, i ricorrenti (Comuni) hanno vinto.
In poche parole Poste Italiane ha rinunciato a chiudere le sedi “periferiche” di Cosseria, Cengio, Cairo, Ellera.
Varazze non ha seguito questa scelta di opposizione più dura rispetto alle scelte del management di Poste Italiane, che pare volere prendere finanziamenti pubblici come una società pubblica e muoversi come una privata per farsi bella con bilanci positivi.
E’ stato un errore non ricorrere parrebbe, e forse oggi la sede di Alpicella ad esempio, potrebbe essere ancora aperta.
Resta un fatto di fondo: con Poste Italiane a Varazze occorre un confronto più preciso e severo a partire da una sede assolutamente inadeguata e poco degna di un luogo civile, scomoda, senza parcheggi, posizionata in un piano terra fronte marciapiede.
Bisognerà decidere cosa sono e come devo essere considerati. Se sono una società privata si dia la possibilità reale e non teorica di avere concorrenza e di seguire le richieste e la domanda dei clienti, se sono invece una società pubblica la smettano di fare i manager sulla schiena degli altri con soldi pubblici.

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Mag 24 2016

Differenziata: il chip che non c’è, anzi c’è.


Polemica al fulmicotone nei giorni scorsi da segretaria del PD e assessorato ai rifiuti e igiene ambientale. Il tema era l’accusa che le tessere consegnate non avevano un “chip” (componente elettronico del circuito integrato) e dunque non erano in grado di dare e ricevere informazioni sull’identità e le abitudini di chi contribuisce al deposito dei rifiuti. Attacco coraggioso ma finito oggettivamente in poca gloria, in quanto pare evidente che una volta riconosciuta la carta i dati non vengono immagazzinati dalla carta stessa ma dalla parte di apparato elettronico posizionato presso i cassonetti. Ecco perché la tessera non ha alcun chip…
Al di là di questa “incidente” di percorso, forse dettato dalla necessità di critica, rimangono ad oggi i cassonetti privi di chiusura per “abituare” alla raccolta i cittadini prima che vengano aperti solo dalle carte (consegnate ai cittadini solo in parte).
Problema per noi sottovalutato, ci pare piuttosto la questione delle case affittate (in nero e non), dei bed and breakfast e più in generale delle seconde case: troppi si troveranno a luglio e agosto a non volere o potere seguire le regole con il rischio di spargimenti casuali di rifiuti. E molti faranno per comodità i finti tonti come nelle migliori tradizioni italiane. A onor del vero la questione si sarebbe presentata comunque a prescindere dal periodo di inizio della raccolta differenziata spinta, e forse aver preso il toro per le corna ed avere iniziato nel periodo più difficile, può essere stato utile.
Rimane comunque una campagna informativa di SAT troppo superficiale nella pianificazione e nell’attenzione alle peculiarità della principale città turistica che SAT oggi gestisce, forse non prestando sufficiente attenzione alle caratteristiche tipiche di questo tipo di città (che non è Celle Ligure per elementi di grandezza o Vado Ligure per elementi sociali ed economici).

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Mag 22 2016

Cundigiun: tante persone, associazioni, passione civica. E se tra 20 anni fosse una realtà virtuale? Un incubo!

E’ una bella esperienza (sperando che non sia filogovernativa, ma mi pare che anche i pezzi grossi della politica di opposizione stiano apprezzando..) trovare i banchetti gastronomici gestiti dalle associazioni frazionali, con tante persone che prestano la loro attività da 5 giorni per preparare ed essere presenti in questi due giorni. Castagnabuona ad esempio, ha preparato 300 kg. di polipetti e patate per un piatto assolutamente squisito o S.Donato con 100 kg. di canestrelli inimitabili. E con loro altre associazioni emerite, frazionali e non come il GAV, le Faje, Casanova, Cantalupo, Pero, Alpicella, Confraterinta di S.Bartolomeo, Protezione civile e CRI.
Persone straordinarie che lo fanno per la città e per recuperare risorse per beneficienza e scopi sociali.
E poi insieme a loro tantissimi altri chioschi gestiti da altrettante benemerite associazioni. Davvero bello.
Ieri sera vedendo parecchia gente con il proprio smartphone, in una sorta di legame mistico con lo schermo, mi chiedevo se tra 30 anni si preferirà a questo modo straordinario di stare con le gente e per la gente oppure se si viaggerà, magari da casa, con i visori di “realtà aumentata” (quei mascheroni con l’elastico che cominciano a vedersi adesso) e una bella found-raising (raccolta fondi) con carta di credito…nella solitudine più assoluta.
Vi piace questa idea? Devastante… La fine della società e l’inizio del grande fratello che tanto eccita anche alcuni movimenti politici.
Bisogna allora che ci si sforzi perchè questa città possa rimanere una Comunità vera, fatta di persone e passione (e le normali incomprensioni di corredo), incoraggiando e perseguendo gli avvenimenti di aggregazione di qualità, utili e intelligenti.
Bravi tutti!

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Mag 21 2016

Il Cundigiun: un’iniziativa contro corrente


Lo ammetto il titolo è un poco provocatorio. Fatto sta che questa iniziativa, alla seconda edizione e certamente migliorata, raccoglie tantissime
energie, associazioni, e gruppi di volontariato in modo organico e organizzato. Oggettivamente non è una cosa semplicissima…
Sembrerebbe una cosa normale ma in questo tipo di iniziative è un evento che merita di essere sottolineato nella speranza che possa fare imparare che dopo tutto lavorare insieme per la promozione è una fatto che porta vantaggi a tutti.
Dopo tutto la tendenza individualistica dei varazzini è nota e dunque questa attività “insieme”, credo sia degna di essere messa in evidenza.

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Mag 19 2016

Tutti contro “Parliamo di Varazze”


La cosa che trovo divertente da un pò di tempo a questa parte, è che dalla maggioranza mi si accusa di essere troppo filo-opposizione e dall’opposizione mi si accusa di essere troppo filo-maggioranza.
Per non parlare dei pezzi grossi del M5S.
Direi che sono sulla strada giusta….visto anche il numero sempre crescente di lettori…
p.s. non arrabbiatevi, prima o poi mi stufo di scrivere e “Parliamo di Varazze” scomparirà proprio come è comparso. Tranq.

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Mag 19 2016

Il cardinale Calcagno e i garage di Varazze


Difficile farsi un’idea precisa anche perché quello che è finito sui giornali sono ipotesi accusative. Tuttavia colpisce il fatto
che l’azione dei garage costruiti di fianco all’Oratorio dell’Assunta possano davvero aver rappresentato una perdita economica per
i conti del fondo per il sostentamento dei religiosi. Il cardinale Calcagno, qualunque idea si possa avere dei fatti e della persona, è conosciuto per essere amministratore capace, arguto e preciso e non a caso l’incarico che ricopre oggi lo testimonia. Nelle accuse sembra di capire che anche l’operazione dei garage a Varazze sia stata una pessima iniziativa con danni rilevanti al patrimonio del Fondo. Può essere, per carità, ma la sensazione è che quell’operazione tra le altre, quella di Varazze, difficilmente possa essere stata in perdita. Per quello che si ricorda, i garage sono stati tutti venduti e rapidamente, a prezzi sicuramente di mercato e dunque, parlando di Varazze, piuttosto elevati; anche se tutto è possibile ed effettivamente furono necessari lavori di consolidamento aggiuntivi, difficile immaginare un’operazione davvero in perdita, salvo ovviamente clamorosi fatti non noti.

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Mag 18 2016

E differenziata fu..


Capita di incontrare in questi giorni qualcuno con il proprio micro sacchetto di umido che un pò timidamente si appropinqua a depositare nei contenitori a tessera, con un misto di dubbio e curiosità. Con “quella faccia un pò così” come direbbe un cantautore famoso. Nel bene o nel male ci allineiamo a gran parte del nord Italia che su questo piano è molto più avanti
ecco allora per chi ha la “fortuna” di abitare nella zona compresa tra le “due Aurelia” è partita la differenziata. Ci vorrà qualche tempo per vedere se la qualità della raccolta sarà decente oppure meno. La sensazione è che ancora molti cittadini non siano stati informati a sufficienza o se si preferisce non abbiano voluto essere informati a sufficienza. Rimane forte anche il dubbio del rispetto delle regole di base per i tanti turisti giornalieri (con tutte le deroghe del caso stabilite) ma sopratutto, se necessario, sulla capacità di fare rispettare praticamente le regole da parte di funzionari e Polizia locale. Vediamo.

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Mag 16 2016

Segnaletica: sopratutto ma non solo sicurezza



Le strisce che regolano la segnaletica stradale sull’asfalto hanno una doppia funzione: la prima, quella “propria” garantisce la sicurezza stradale, la seconda invece ha innegabilmente una funzione di decoro urbano. La situazione a Varazze da tempo è profondamente deteriorata. In alcune zone il tutto è lasciato alla libera “creatività” dell’automobilista (es. Piazza Dalla Chiesa o zona Mola alla quale si riferiscono le foto), con attraversamenti pedonali praticamente invisibili. Urge un intervento completo e rapido per altro con costi davvero contenuti rispetto a tanti altri lavori pubblici e azioni di manutenzione ben più complessi e costosi.

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