Archive for Gennaio, 2012

Gen 31 2012

Crisi su crisi se ne va l ‘industria?

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 E’ passato quasi inosservato l’articolo, in basso a destra di pagina 21 de “Il Secolo XIX” di sabato 28 gennaio,  sull’ennesima crisi occupazionale a Varazze.
Dopo cantieri Baglietto, cartiera e la ditta Dema, anche la Lava Jet ha purtroppo messo in cassa integrazione 20 dei suoi dipendenti.
Appresa la triste notizia, adesso ci aspettiamo una risposta da parte della nostra amministrazione.
E a questo punto viene da dire qualunque essa sia.
Abbiamo praticamente perso tutta la media industria, andiamo nella direzione di chiudere anche quella parte di lavoro dato dalla piccola, dove vogliamo andare?
Cosa vogliamo che diventi Varazze?
Vogliamo una città la cui unica fonte di reddito sia il turismo?
Va bene, facciamo allora iniziative concrete affinché lo diventi.
Occorrono risposte.
Occorre  dimostrare che il bene dei Varazzini sta a cuore a chi ci
amministra, anche semplicemente parlandone, sopratutto se sono temi spinosi e difficili. PArtiamo dunque dalla consapevolezza perchè in questo periodo di crisi così generale è vero che non abbiamo la bacchetta magica ma non possiamo fare finta di niente e fare come gli struzzi. Proviamoci.

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Gen 30 2012

Il 40% di McCurry: salviamo Varazze?

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  Mc Curry è il fotografo forze più famoso al mondo. Un artista di straordinaria sensibilità e gusto autore di foto a colori e sopratutto ritratti assolutamente straordinari. Ricordate la foto della bimba afghana con gli occhi verdi? Bene è una sua foto. Cosa c’entra con Varazze? C’entra, c’entra..Intervistato dalla ABC ha dichiarato che dopo aver girato tutto il mondo per mestiere 350 giorni l’anno rimane estasiato dalla bellezza dell’Italia che detiene quasi il 40% di tutta l’arte nel mondo. E gli italiani non lo sanno abbastanza, non hanno capito quanto devono fare per difenderla davvero.Varazze, anche lei è bellissima e il problema è che non lo sappiamo abbastanza con tentativi di costruire (ci riusciranno, ci riusciranno) palazzi da 7 piani  (il tutto per poter fare i giardini sotto magari con i giochi per i bambini s’intende..) che non c’entrano un picchio con la storia, il gusto, la tradizione. l’architettura millenaria di Varazze.

No, non si tratta di imitare le grida dei vari WWF, Legambiente, etc etc. ma semplicemente di usare il buonsenso e il buongusto: basta stravolgere la città con interventi snaturanti che non c’entrano nulla con il posto e la sua storia. Gli interventi si possono fare ma non con progetti “copia incolla”  fatti per chi sa dove. Si , è possibile intervenire sul tessuto urbano a patto che lo si rispetti e che si rispetti la sua storia. Vedete altrimenti questi progettisti una volta fatto il loro lavoro andranno a lavorare da un’altra parte e noi non rimarrà che l’ennesima ferita al nostro orgoglio, alla nostra storia, alla nostra città.

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Gen 28 2012

Telecamere urgono: lo scempio continua

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Dopo uno slancio positivo per dotare la città di una sufficiente rete di controllo con telecamere nn si è più saputo nulla.  Speriamo davvero che in Comune si stia lavornado alacremente per recuperare  il tempo perduto.

Nel frattempo purtroppo alcuni episodi teppistici stanno deturpando le nostre passeggiate con scritte e spray: all’altezza dei giardini di S. Caterina e nella prima galleria del lungomare Europa.

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Gen 27 2012

E’ tempo di Bilancio…

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 …comunale…sì quello che deciderà nei prossimi 12 mesi cosa finanziare e cosa no. Certo molte risorse sono “obbligatorie”: basti pensare che più del 50% delle risorse se ne vanno in stipendi per i dipendenti comunali oltre ovviamente a tutti i costi accessori (riscaldamento immobili comunali, illuminazione pubblica, etc. etc.). C’è però una novità significativa: dal 1 gennaio 2012 è dovuta l’IMU, l’imposta sostitutiva dell’ex ICI che ingloberà anche la parte di IRPEF legata al possesso di immobili. Le aliquote saranno stabilite in una forbice definita dalla legge con differenziazioni tra prima casa ed altri immobili. Mediamente l’aliquota ordinaria potrebbe essere del 4xmille e per le seconde case al 7,6 x mille ma ciò che più conta previa rivalutazione catastale dei beni del 60%.

Arriverranno dunque a Varazze – considerando la struttura della città con poche prime case (purtroppo!) e moltissime seconde case  significative risorse aggiuntive.

Di per sè non può definirsi notizia ferale certo. Almeno per le casse comunali. Il problema è come sempre se ci sono idee sufficientemente chiare in ottica di programmazione (che non siano i marciapiedi o i palazzi da 6 piani standard…) , che si sia davvero in grado di i mpostare seriamente in ottica di investimenti infrastrutturali.

Dunque quanto intendiamo investire nelle scuole? Quanto nell’edilizia agevolata per i giovani? Quanto in un polo artigianale degno di questo nome? Quanto nei servizi di protezione civile? Quanto nelle politiche di sicurezza? Qual’è l’efficienza complessiva della macchina comunale?  Ecco dunque un’occasione per ridurre gli sprechi e targetizzare il più possibile gli sforzi per ottenere qualcosa di davvero tangibile e concreto anche nella nostra città.

Tuttavia ne dubitiamo perchè vi è troppa attenzione verso una logica datata, a concezioni che immaginano lo sviluppo della città esclusivamente come sviluppo urbanistico e mantenimento di  ciò che esiste senza un’analisi critica e funzionale seria, senza uno spirito  riformistico vero. Senza coraggio.

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Gen 26 2012

Aree retroportuali: la trattativa non è “privata”

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Ci sono delle cose che non sono accettabili. Nel 2012 non lo sono. Che nell’ambito di un progetto edilizio privato (quello della cosìddetta T1 o area retroportuale) le contropartite che gli imprenditori privati riconoscono al Comune e dunque alla Comunità varazzina siano oggetto di stravolgimenti e modifiche radicali (negli importi, nei tempi e nelle modalità delle opere) senza alcuna informazione ai cittadini è cosa inaccettabile.

Troppo importante l’opera e troppo importanti gli interessi pubblici per pensare che si tratti senza informare dettagliatamente circa i cambiamenti voluti rispetto ad accordi precedenti. Tutto deve essere gestito con grande trasparenza (sulla correttezza non abbiamo dubbi) perchè è doveroso dire chiaramente da parte dell’Amministrazione quali sono state le condizioni che hanno determinato un cambiamento nella trattativa con gli imprenditori e perchè (e quali) sono state le nuove condizioni dell’accordo.

Se poi tutte le contropartite d’interesse pubblico dovessero essere posposte all’inizio dell’intervento edilizio senza che siano state definite nel dettaglio, allora saremmo in una situazione di scarsa responsabilità sociale che meriterà iniziative pubbliche in nome della trasparenza. Tutto ciò è doveroso nei confronti dei cittadini che sono gli “azionisti” del Comune e non “quelli” da informare a cose fatte.  p.s. gli azionisti quandi decidono di farlo e  gli si danno le motivazioni dimissionano il Consiglio di Amministrazione

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Gen 25 2012

Russianland

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 Varazze come altre località della Riviera (quella dei Fiori non c’è più si sono persi il marchio,  diciamo quella della Palme?) è da pochi anni oggetto di alcuni acquisti della ricca neo borghesia russa. Si rincorrono voci di acquisti di immobili di pregio qua e là con ottimi affari per chi vende e per le agenzie immobiliari. Nulla di male. Quello che preoccupa è però la costante “portofinizzazione” della nostra città che può essere espressa in sintesi come:

1. perdita costante di popolazione

2. invecchiamento demografico

3. prezzi degli immobili altissimi

4. allontanamento delle attività produttive a discapito delle seconde case

5. rinuncia ad una gestione attivi delle politica turistiche lasciando l’iniziativa ai privati

6. nessun insediamento agevolato per giovani famiglie

Risultato? Città semi deserte, di lusso ma semi deserte. E’ quello che vogliamo per questa città davvero? Una cosa inaccettabile in tutto questo c’è davvero: che nessuno (?) abbia pensato seriamente – tranne che un mese prima delle elezioni – a creare condizioni per permettere alle poche coppie giovani che vivono e lavorono qui di poter accedere ad una casa senza pagarla cifre proibitive e spesso impossibili. Perchè altrimenti i pochi giovani continueranno a fare ciò che hanno dovuto fare spesso: allontanarsi da Varazze. Non è un grande affare per la comunità.

 

 

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Gen 24 2012

Molti soldi…poche idee?

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 Con l’applicazione dell’IMU, l’imposta sostitutiva dell’ex ICI arriveranno nella case statali circa 11 miliardi di euro. Aliquota ordinaria al 4 per mille e per le seconde case al 7,6 per mille ma ciò che più conta previa rivalutazione catastale dei beni del 60%.

Arriverranno dunque a Varazze – considerando la struttura della città con poche prime case (purtroppo!) e moltissime seconde case (ben oltre il 50%), parecchie risorse.

Di per sè non può definirsi notizia ferale certo. Almeno per le casse comunali. Il problema è come sempre se ci sono idee sufficientemente chiare in ottica di programmazione (che non siano i marciapiedi o i palazzi da 6 piani standard…) , che si sia davvero in grado di i mpostare seriamente in ottica di INVESTIMENTI infrastrutturali per il turismo, per le attività artigianali, per le case destinate alle giovani coppie soggetti orami in via di estinzione….

Dunque quanto intendiamo investire nelle scuole? Quanto nell’edilizia agevolata per i giovani? Quanto in un polo artigianale degno di questo nome? Quanto nei servizi di protezione civile? Quanto nelle politiche di sicurezza? Qual’è l’efficienza complessiva della macchina comunale?  

Ne dubitiamo. Troppe attenzione ad una logica datata, a concezioni che immaginano lo sviluppo della città esclusivamente come sviluppo urbanistico, danno elementi che un pò ci fanno disperare…

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Gen 24 2012

Mondadori è il nuovo “civic center” di Varazze. E la biblioteca?

No, non è ironia. La libreria Mondadori di Varazze in Piazza Bovani è sempre aperta e accoglie tutti. Organizza incontri di incoraggiamento alla lettura per i bimbi, stimola la curiosità verso i libri offrendo in modo intelligente proposte varie e articolate ma sopratutto riserva tantissime proposte per chi più di altri ha bisogno di “imparare” a leggere libri: i nostri bambini e ragazzi. Tra ipad, cellulari e televisione la voglia e la capacità di fare lavorare le enormi potenzialità del nostro intelletto sono ampiamente ridotte con risultati evidenti davanti a tutti noi.

Ecco allora una libreria che fa un poco quello che la nostra biblioteca comunale purtroppo non fa quasi per nulla, ingessata tra risorse quasi interamente assorbite dal personale, nessuna iniziativa innovativa e coinvolgente. La vocazione della lettura, quella della biblioteca comunale, vissuta come un lavoro qualsiasi, pubblico e protetto forse un pò autoreferenziale.

Scriviamo questo cose perchè siamo convinti si potrebbero fare molte cose con uno spirito diverso e un bel pò di iniziativa in più. E invece abbiamo…la Mondadori che di lavoro vende i ilibri.

E qui chiamiamo in causa la direzione politica della biblioteca ovvero l’assessore alla cultura che ha il dovere di “richiamare”, progettare e costruire insieme ai funzionari competenti proposte culturali innovative ed interessanti perchè una biblioteca civica in una città come Varazze povera di luoghi di aggregazione non può pensare di vivere di rendita in quanto “bibloteca civica” ma ha il dovere anzi il dovere  di essere da stimolo per la cultura non limitandosi a prestare libri o ad ospitare nel cortile iniziative estive altrui.

No, troppo poco. Troppo poco per giustificare gli investimenti assorbiti. Troppo poco per il dovere di stimolare il capitale umano dei nostri ragazzi, il capitale che contà di più e di cui Varazze ha più bisogno.

 

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Gen 23 2012

Se le telecamere sono meglio delle “ronde padane”…

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Diciamolo subito: sulle ronde padane si è fatta un pò troppo demagogia. Che fossero inopportune nella loro ideazione è palese ma che fossero l’anticamera delle squadracce fasciste è stata pura retorica. A Varazze le ronde (poco padane a dire la verità) raramente ma sono state fatte. Di certo non hanno creato problemi o inconvenienti; se sono state utili beh su questo la discussione è aperta.

Che poi piuttosto che padani fossero aderenti all’associazione ex Carabinieri tanto meglio.

Però oggi il problema sicurezza deve essere risolto in modo moderno ed efficiente. Occorre assolutamente e subito una rete moderna di controllo del territorio di Varazze con telecamere moderne. Occorre subito che quelle presenti oggi e del tutto inadeguate vengano sostituite. Occorre che il numero sia decisamente aumentato a partire anche dalle frazioni e da zone ambientalmente sensibili (discariche abusive, zone a rischio incendio boschivo, Ramognina, passeggiata Europa etc.). Non possiamo più aspettare. Siamo rimasti indietro mentre tantissimi Comuni (di tutte le parti politiche) stanno investendo e bene. I costi sono davvero ridotti perchè la tecnologia permette a costi minimi l’istallazione di telecamere wireless ad altissima efficienza e in tempi rapidissimi.

L’installazione assicurerebbe un ausilio fondamentale per combattere la piccola e grande criminalità sopratutto d’estate. Il taglio delle risorse destinate alla sicurezza sta riducendo purtroppo anche il personale del Carabinieri disponibile sul territorio: occorre aiutare il loro lavoro mettendo a disposizone al più presto e senza esitazioni uno strumento che è sempre più decisivo per garantire il controllo del territorio facendo da deterrente per tutti i male intenzionati.

Diamo ai varazzini subito la sicurezza che meritano. Senza altre perdite di tempo.

 

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Gen 21 2012

Un pezzo di California

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Durante queste ultime feste di Natale Varazze è stata particolarmente fortunata dal punto di vista climatico. Il sole, le temperature giornaliere sopra i 15 gradi, l’assenza di vento hanno invogliato molte persone a trascorrere le giornate al mare.
In particolare, nella zona del molo Marinai d’Italia (conosciuto anche come molo del surf), una rampa da skate, una parete da arrampicata, i cavalli, il mare mosso con le onde sulla secca e i surfisti hanno contribuito a regalarci un piccolo pezzo di California.
È stato molto gratificante sentire i commenti positivi della gente, piacevolmente stupita di quello che offriva loro la nostra città, anche solo visivamente.
Complimenti quindi ai fautori di tutto questo.

Dispiace però che l’ottima immagine che siamo stati in grado di fornire sia stata rovinata da una costante e massiccia presenza di venditori abusivi che hanno occupato la maggior parte del suolo a disposizione nelle passeggiate di levante e di ponente, subito in prossimità del suddetto molo.
Ci chiediamo come mai coloro che avevano fatto della lotta all’abusivismo una bandiera della campagna elettorale, anche attraverso metodi discutibili come quello della “mano nera”, siano stati semplicemente a guardare, senza prendere una posizione e senza fare praticamente nulla.
Peccato, un autogol che ha di fatto rovinato quanto di buono fatto con quel piccolo pezzo di California.

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