Archive for Giugno, 2014

Giu 30 2014

Cogoleto: sono partiti quando noi dormivamo?

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Impegnati da anni su una discussione di lana caprina ovvero “l’Aurelis bis si, no, ma, come” (ma su questo torneremo presto), Cogoleto ha ottenuto i soldi per realizzare la pista ciclabile lungomare per collegarla alla Passeggiata Europa. Un milione 280 mila euro finanziati dalla Regione Liguria per raddoppiare parte della passeggiata e realizzare la parte ciclabile della stessa. I soldi spesso ci sono se si hanno idee chiare, progetti pronti e volontà. Varazze invece ha dormito sonni piuttosto tranquilli in questi 5 anni di letargo indotto. Occorre dunque riattivare con energia tutti i processi virtuosi e necessari per ottenere finanziamenti su progetti intelligenti, innovativi e soprattutto pronti. Compito dal quale ci aspettiamo molto e per il quale è stata attribuita  una delega specifica per l’avvocato Putignano. Un passo che denota una precisa volontà rispetto al pessimo passato ma che dovrà cominciare a dare segnali positivi anche perché da cercare i fondi a poterli spendere occorrono mesi se non anni (il che non può essere una scusa ovviamente).

 

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Giu 29 2014

Stipendi fisso: Savona (e purtroppo Varazze) una situazione pesante

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Ieri è stato pubblicato il rapporto sugli stipendi in Italia di Bocconi, Berkeley e European University  (http://www.corriere.it/economia/14_giugno_26/stipendi-l-italia-rovesciata-sud-piu-ricco-nord-b8851240-fcf1-11e3-ab47-248f75b22665.shtml). Questa immagine è tratta dal Corriere della Sera di ieri. Indica l’incidenza del costo della vita rispetto a chi ha nella sostanza uno stipendio simile a quello in altre parti d’Italia essendo vincolato a contratti nazionali.

Il problema vero è che il costo della vita non è uguale in tutta Italia. In sostanza: il costo della vita tra un dipendente di un Comune a Ragusa è nei fatti come potere di acquisto di circa 1/3 superiore a chi guadagna la stessa cifra in Provincia di Savona. Ovviamente a Varazze la situazione è sicuramente peggiore nel senso che il costo della vita è molto superiore di quello  registrato a Sassello od Ortovero e dunque della media provinciale.

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Giu 28 2014

400.000

No, non sono quelli delle Termopili…che erano 300….ma

400.000 lettori unici. Per un blog dedicato  e volontariamente “limitato” a Varazze non sono pochi.

Come sempre  è solo un contributo, spesso magari non all’altezza, ma sicuramente sincero e disinteressato.

Saremmo contenti se qualche volta uno spunto che arriva dalla lettura di questo blog divenisse tema di discussione tra amici, conoscenti, in famiglia, per strada.

Per noi l’obiettivo sarebbe già raggiunto a prescindere,  indipendentemente da come la si pensa.

Grazie a tutti per la pazienza e la passione che dedicate anche alla nostra città.

Anzi 400.000 grazie!

p.s. leggete, leggete, leggete: giornali, libri e qualche volta i blog, quelli più interessanti… :=)

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Giu 28 2014

Idioti all’attacco

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Via Cesare Battisti. Venerdì pomeriggio. La riflessione interessa non solo i varazzini ma tutti quelli che vengono in questa città e pretendono di trovare un posto piacevole.

Cosa passa per la testa di questa gente? E’ una piccola cosa? Trascurabile? Può darsi…ma quello che mi fa pensare e come si possa creare la “scintilla” nei neuroni del cafone  che riesce per un momento ad avere l’idea di trasformare un vaso in un immondezzaio. Ci posso provare ma non ci riesco.

D’altronde so però con certezza cosa può rendere sensibili questi peripatetici idioti: toccarli nel portafoglio e renderli ridicoli. Schiaffargli una bella multa seduta stante davanti a 50 persone che guardano.

Ma la verità è che non siamo concettualmente e organizzativamente capaci di farlo. E lo sanno tutti, pure i peripatetici.

E la sensazione è sempre la stessa: siamo in Italia e ci affidiamo alla buona educazione e al senso civico che è comprovato, spesso scarseggia pure a Varazze.

 

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Giu 27 2014

Tecnologia e informatica in Comune: situazione arretratissima

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Il blog di Gente Comune ha sottolineato come la situazione delle infrastrutture informatiche, ovvero oggi come oggi, la vera spina dorsale di una organizzazione complessa di tipo amministrativo quale è un Comune, sia in stato critico. E’ vero per quello che risulta anche a noi: un coacervo di “tapulli” di tutti i generi che tenevano e tengono in parte ancora oggi la baracca (informatica) insieme con il nastro adesivo (è una metafora ma fino ad un certo punto). La situazione trovata  talmente critica che si sono dovuti fare investimenti urgenti con il dirottamento di risorse importanti a favore del settore informatico per cominciare a costruire una struttura 2.0 degna di questa definizione. I rappresentanti del M5S invocano anche l’adozione di un sistema freeware ovvero senza licenze da pagare come ad esempio Open office o Linus più in generale. Corretto e l’idea di arrivarci condivisibile; il problema è che adottare di punto in bianco Linux o affini in un sistema già in stato di crisi o semi paralisi potrebbe essere il colpo di grazia. Occorre prima stabilizzare la situazione, renderla non più da quarto mondo e poi pianificare un processo – che di solito dura un anno, un anno e mezzo , di transazione verso un Open office. Immagino  che sia nelle intenzioni dell’Amministrazione ma non può essere fatto in questa situazione da subito.

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Giu 25 2014

Ma il “liquidatore” cosa fa esattamente di mestiere?

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Sono in stato confusionale. Lo ammetto. Qualcosina di diritto pubblico dell’economia avendolo studiato un po’ di anni a Pisa ne capisco. Però sta figura del liquidatore giudiziale dei Baglietto mi manda in confusione.

Anni di ruolo e incarico quella del Rag. Galantini e personalmente, ma è una mia mancanza, non ho più capito dove sta chi e fa che cosa.  Personalmente ho perso il conto ma quanti anni sono passati? L’oggetto del mandato è stato siddisfatto? Come mai occorrono così tanti anni per altro con continue esposizioni mediatiche, polemiche, paginate di giornale.

Polemiche come quella di oggi con i sindacati che pensano che di accordi non rispettati ve ne siano e parecchi. E poi gare, contro gare, ricorsi, contro ricorsi, insomma un po’ di tutto.

Lo stesso Galantini si è trovato in una situazione di potenziale conflitto di interessi e dunque vi è stata pure una nomina di un curatore speciale alcuni anni fa.

Mah…personalmente mi pare vi sia non poca confusione; credo ma è sempre una mia opinione, che in un Paese diverso da quello dell’Italia sta roba sarebbe già giunta a termine e da parecchio tempo.

http://www.ivg.it/2014/06/ex-cantieri-baglietto-la-fiom-cgil-dopo-lincontro-regione-pronti-lottare-se-non-si-rispettano-gli-impegni/ra

http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Galantini-precisa-Nessuna-revoca-dal-91686.aspx

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Giu 25 2014

S. Bartolomeo: bambini in graticola. Piatto di moda a Varazze

Tutte le volte che si sono costruiti palazzi a Varazze come oneri l’Amministrazione uscente (quella bocciata, quella dove il sindaco uscente ha preso 100 preferenze) ha richiesto giochi per bambini. Una fantasia straordinaria davvero. Ci sono giochi per bambini ovunque peccato che non ci siano i bambini. L’ultima chicca sono i giochi costruiti a scomputo (così dicono i tecnici) adiacenti a S. Bartolomeo. per compensare con quattro spiccioli l’ecomostro, ovvero il palazzo lievitato come un soufflé  in Piazza S. Bartolomeo (lo vedete bene …è diventato 7 piani…)

Una roba perfettamente inutile, l’area giochi,  fatta solo ed esclusivamente perché non si hanno idee migliori in testa.  Che si faccia qualcosa di davvero utile.

E almeno le  si faccia con un po’ di raziocinio. E invece neppure questo. Va di moda mettere lastroni in pietra che diventano incandescenti al sole e abolire d’ufficio gli alberi. Risultato che i poveri bambini giocano in autentiche fornaci che riflettono calore senza un metro quadrato di ombra. Sapete perché? Semplicemente perché alberi vuole dire potature e gestione.

 

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Giu 24 2014

La Goa di Varazze

Ieri ore 20,30. Passeggiata all’estremo levante del territorio varazzino al confine con Cogoleto. Grande falò acceso, “bracierata” da paura, plastica a gogo, rutto libero come sana tradizione pretende. Il resto non saprei dire. Nessuno controlla nessuno. E’ la Goa di Varazze dove tutto si può fare. p.s. ora non vorrei che la Polizia locale passasse a controllare magari al mattino  o al pomeriggio, non funzionerebbe perché di solito i barbecue si fanno la sera. Lo so è ingiusto ma è così…Saludos.

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Giu 24 2014

“La città possibile”. Commento del Prof. Moroni

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Ricevo e con piacere pubblico un’ulteriore riflessione del Prof. Moroni, ringraziandolo.

“I commenti di Paolo Caviglia sono molto interessanti e stimolanti.

Non c’è dubbio che, a volte, si oppongano al cambiamento anche i piccoli interessi diffusi. Giusto ricordarlo. Qualche responsabilità in più però mi sento di attribuirla all’intellighenzia che potrebbe fare di più per mutare il clima culturale e certe abitudini, e ai legislatori che raramente innovano o consentono l’innovazione.

E non c’è dubbio che la questione della generazione distribuita dell’energia sia un problema complesso.
Tre punti solo vorrei rimarcare.
Anzitutto, sia la generazione centralizzata sia la generazione distribuita presentano vantaggi (e svantaggi), e problemi tecnici. Le ragioni per cui la prima è stata sinora favorita rispetto alla seconda non sono però solo di natura tecnica.
Secondariamente, gli elettrodotti tradizionali non sono certo identici a tubi che perdono acqua, però si possono comunque avere perdite per trasmissione e distribuzione; per lasciar la parola a un ordinario di fisica tecnica: queste “sono state il 9,5% di tutta la generazione mondiale del 1999, pari alla domanda di Francia, Germania e Regno Unito messi insieme” (Butera, Dalla caverna alla casa ecologica, 2013); lo stesso punto è sottolineato dal responsabile delle attività sul solare presso la Direzione generale dell’energia e dei trasporti della Commissione europea: “L’elettricità prodotta nello schema di generazione distribuita può risultare, alla fonte, più costosa, per la taglia ridotta degli impianti. Questi, però, non registrano le elevate perdite associate alla trasmissione dell’elettricità nelle linee ad elevatissima tensione … e di distribuzione nelle linee a tensione medio-alta … dei grandi impianti. Inoltre, gli impianti di generazione distribuiti possono utilizzare in maniera efficiente il calore che … è possibile recuperare dalla trasformazione di energia… Al contrario, invece, il calore delle grandi centrali elettriche è generalmente perso” (Menna, L’energia pulita, 2003).
In terzo luogo, è l’intreccio dell’idea della generazione distribuita dell’energia con la possibilità di dar più spazio a forme varie di “comunità contrattuali” (Brunetta e Moroni, La città intraprendente, 2011) che potrebbe rappresentare una svolta epocale (altro che condomini…).
In breve, opportunità e possibilità della generazione distribuita sono all’oggi tutt’altro che da escludere a priori (il libro di Butera appena citato, insieme a innumerevoli altri lavori recenti sull’argomento, possono forse far venire qualche dubbio a chi ancora ritiene questa strada non percorribile).

Per concludere: sono ben contento di non essere isolato; anzi, spero, di essere sempre più in (ben disposta al rinnovamento) compagnia.
Grazie ancora a tutti dell’incontro, e del dibattito (in serata e nei giorni a seguire)”
Stefano Moroni

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Giu 24 2014

Dare del “tu” alla “rumenta” ?!

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…sì perché ho un amico che corre quattro  volte la settimana, tutte le settimane e sempre fino a Cogoleto lungo la passeggiata Europa. Mi ha detto che oramai da del “tu” ai fazzoletti sporchi e alla rumenta varia che staziona da circa 3 mesi imperterrita nelle gallerie e fuori. Dunque l’ha incontrata (la  “rumenta”) almeno 45 volte e  un po’ di confidenza ci pare effettivamente  consentita… In realtà vuole dire che da tre mesi non si vede uno spazzino tranne, provo ad immaginare, i camion che vanno a scaricare i cassonetti.

Non dico spazzare il parco naturale  tutti i giorni ma neanche ogni tre mesi. O sbaglio?

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