Archive for Aprile, 2015

Apr 30 2015

Buon S.Caterina!

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Oggi è Santa Caterina. Una giornata di fede, passione ma anche tradizione, cultura e spirito di Comunità e questo al di là della fede di ognuno di noi.
E’ una celebrazione che persino il Papa alcuni anni fa ricordò ed è sempre bello perché vissuto con semplicità e sincerità.
Buona Festa a tutti!

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Apr 29 2015

La Vecchia

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Sorrideva stamattina con i pochi denti rimasti. Allegra. C’è da preoccuparsi di solito. Si è pure pagata il caffè. Mah… poi ha cominciato a parlare della politica e di come è finita in basso.
Ci ha “spiegato” come la politica è piuttosto scesa in basso ma anche che chi la contesta non è da meno. Ci ha spiegato che si è vista tutta l’intervista di Grillo a Primocanale (?) dove il milionario di Nervi spiega che è orgoglioso di essere populista perché il populismo è una forma d’arte della politica. La Vecchia con i baffi di panna per essersi sbaffata il pasticcino ci ha dato una rispolverata del significato di populismo nel suo significato condiviso universalmente accettato ovvero come forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.
Il mio collega ha osato prendere la parola e contraddicendola le ha chiesto dove sarebbe il capo carismatico nel M5S…La Vecchia se ne è andata via senza neppure salutare come il suo solito.
Dopo un minuto ha aperto la porta e ghignando ci ha “urlato” la sua opinione: “quelli là parlano di internet, vogliono controllare tutto con ciò che nessuno controlla se non con i server. Già ma nel M5S chi controlla i server che danno tutte le risposte compreso chi deve essere il candidato del M5S? A proposito “sta zuena” la Alice o come si chiama…ma belin…a Primocanale ha spiegato che le auto blu della sanità costano 1,5 miliardi di euro…va bene gli sprechi ma sparare cifre a caso….già messa lì……da 300 voti su internet…! W internet!”
Salute Vecchia.
A non rivederci Vecchia.

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Apr 28 2015

La strana vicenda dell’invasione dei cartelli (sempre più gialli)

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E’ l’appalto più fantasioso che da tempo sia stato escogitato a Varazze. E’ il frutto di un lavoro geniale che nella sostanza prevede: la ditta può mettere cartelli praticamente ovunque in quantità ILLIMITATA purché non ledano palesemente il codice della strada. A dare il benestare il comando di Polizia Locale che valuta esclusivamente il rispetto del codice della strada.
NESSUN altro controllo.
Risultato? Una giungla di cartelli , ovunque, che deturpano il buonsenso e la città.
Un meccanismo infernale che nessuno vuole fermare.
La ditta ovviamente più cartelli mette , più guadagna e se trova un’Amministrazione che gli ha firmato un roba del genere non è colpa sua.
Ora però i mitici cartelli, dopo poco più di un anno stanno diventando tutti gialli.
Un disastro. A tempo di record.
Un buon motivo per bloccare questo folle contratto.
Vediamo se questa amministrazione comunale avrà il “coraggio” di farlo.

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Apr 28 2015

E la rotonda….va..

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Finalmente un angolo stile Beirut scomparirà nel giro di qualche settimana. Si tratta della rotonda all’incrocio tra Viale Nazioni unite e la strada statale per Sassello. Dopo anni di presenza casuale di jersey di plastica e un desolante, abbandono partiranno la prossima settimana i lavori per rendere l’angolo più trafficato di Varazze in qualcosa di presentabile. Era un biglietto da visita che lasciava sgomenti coloro che, a differenza di noi che ci abitiamo, non lo avevano ancora metabolizzato con gli occhi dell’abitudine.
Il costo circa 80.000 euro. Pronto prima dell’inizio dell’estate

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Apr 27 2015

Il Corteo storico di S.Caterina

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Ieri c’è stato il Corte Storico in onore di S. Caterina. C’era poca gente per via del tempo e dunque quasi solo varazzini. E’ stato bello lo stesso perché “si conosceva un po’ tutti” proprio come ai vecchi tempi negli anni ’50 o ’60. Comunque bello come sempre.

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Apr 26 2015

Immigrati: Varazze ha già dato. Rivolgersi altrove.

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62 immigrati ospiti a Varazze, 60 a Savona (5 volte più grande), 30 tra Cairo e Albisola. Gli altri Comuni zero. Siamo alle solite: la solidarietà pelosa fatta a parole e l’auto-commozione davanti agli schermi tv tipica dell’Italia purché il tutto non riguardi la nostra città o zone. Questi sono i numeri oggettivi che portano ad evidenziare come Varazze si stia facendo carico del 50% della solidarietà parolaia degli altri e che ora tocchi ad altri.
Inaccettabile per tanto e inimmaginabile che Varazze possa ospitare altri immigrati (dei quali è giusto ricordare circa il 20% sono effettivi rifugiati politici).

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Apr 25 2015

Il discorso del 25 aprile del Sindaco

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Care concittadine, cari concittadini,
Autorità,
Rappresentanti del vivace mondo dell’associazionismo e del tessuto economico e sociale della nostra città,
oggi non è un giorno qualunque nella storia del nostro Paese e non lo è neppure nella storia della nostra amata Varazze. Questa città ha sempre raccontato nel XX secolo e talvolta anticipato quegli avvenimenti politici e sociali che spesso, più tardi, sarebbero divenuti realtà in scala ben più grande nel nostro Paese.
Varazze ha una storia tutta sua da raccontare anche per il 25 aprile, fatta da uomini illustri Matteotti ospite in Varazze prima della sua uccisione, come Lelio Basso padre dell’art. 3 della Costituzione e come Sandro Pertini che crebbe e fu formato qui, personaggio straordinario quest’ultimo, che ha impersonato una storia “contro”, spesso lottando, prima che la terribile dittatura che si stava affermando diventasse coscienza davvero diffusa, con una lucidità che ha mirato sempre e prima di tutto a restituire quella Libertà che noi oggi celebriamo tutti insieme.
Anche il 25 Aprile che ricordiamo oggi non fa eccezione perché quella data, di quel mercoledi del 1945, fu il frutto di speranze, valori , pensieri politici e ideali compositi che tuttavia trovarono unità e coesione di fronte all’abominio morale e ancora più umano che rappresentava il pensiero e purtroppo l’azione del nazi-fascismo.
Varazze, che in realtà visse il suo 25 aprile il 24, ovvero un giorno prima della data che oggi celebriamo, vide protagonisti della resistenza al totalitarismo, contributi e storie politiche diverse: è giusto ricordare il contributo militare delle forze partigiane inquadrate nello scacchiere genovese con la brigata patria “Emilio Vecchia”, che in questa zona rappresentarono una forte presenza Garibaldina e dunque di ispirazione comunista e socialista, ma anche l’attività degli uomini legati al mondo cattolico e liberale chiamati ad amministrare il difficile periodo post bellico.
Mi piace definirla una “storia comune”, ovvero una storia, quella della resistenza civile ed armata a Varazze e ancor più nel suo entroterra, fatta da uomini coraggiosi, di azione ma anche di resistenza nella protezione ad esempio delle famiglie ebree come la storia dell’oratorio salesiano narra.
Oggi è un bel momento di festa e così deve essere, perché chi rischiò la propria vita 70 anni fa, credo sarebbe felice di sapere che il dolore, i lutti e le efferatezze patite nel segno della guerra, oggi sono la festa,e il sorriso dei nostri bambini e ragazzi.
Credo , sia la cosa più bella che si possa raccontare ad un partigiano. Credo anche sia la cosa più bella che possiamo raccontare e dovremo spiegare negli anni a venire.
Non dobbiamo stancarci di spiegare che la libertà non è “automatica” perché qualcuno ce la concede, ma è frutto di una volontà comune e condivisa.
Non dobbiamo neppure stancarci di spiegare che la libertà significa anche avere dei doveri oltre che dei diritti, nei confronti della Comunità e dei concittadini. La tolleranza, la moderazione e il buonsenso sono componenti decisive del vivere democratico ma è altresì necessario , se la situazione lo richiede, determinazione, coraggio e fortezza se qualcuno osa mettere in dubbio o minacciare i principi che il 25 aprile di 70 anni fa trovarono il giorno della loro affermazione in Italia.
I liguri, e i varazzini non fanno eccezione, sono persone qualche volta un po’ rudi e scontrosi ma leali, coraggiosi e generosi soprattutto nella necessità, che sanno capire presto, prima di molti altri quando è necessario agire con determinazione per difendere i valori che contano.
Oggi, dobbiamo spiegare, che quel 25 aprile del 1945 ha ancora un senso nel momento in cui difendiamo il principio basilare della democrazia e del rispetto. Quello che usci dal 25 aprile non è, e non fu un messaggio debole o arrendevole e secondo me non lo è neppure oggi, a 70 anni di distanza.
Varazze, ha fatto tesoro delle tragedie vissute e ancora oggi molti le ricordano per averle vissute o sentite ricordare con la paure e il terrore negli occhi.
Spieghiamo ai ragazzi cittadini e amministratori del futuro e ricordiamolo a noi stessi che non si torna più indietro, che la forza per opporsi agli estremismi di allora e di oggi è tanta e vivace.
Mostriamo nei gesti del ricordo e nel rispetto di tutti coloro che soffrirono nel segno della lealtà, e la pietà per chi non era dalla parte dei giusti perché dopo tanti anni è giusto anche questo.
Partiamo allora dai sorrisi dei nostri bimbi, dai canti che i nostri ragazzi hanno dedicato ieri in Piazza Beato Jacopo alla memoria di giorni lontani, che vivono però nell’amore e nella consapevolezza per il bene inalienabile dell’essere democratici e vivere la democrazia tutti i giorni dopo quel 25 aprile.
Impariamo che quei giorni ci hanno chiesto di essere tolleranti, rispettosi , senza però mai cedere di fronte ai poteri che negano la persona e la società in cui vive nel rispetto reciproco.
Solo così, penso, oggi possiamo alzare lo sguardo orgogliosi, per quello che la Liberazione dal giogo del totalitarismo significò, sicuri di non tradire il messaggio che ci consegnarono tutti coloro che vollero assicurarsi che potessimo vivere in libertà, in democrazia, nel rispetto e nei doveri che il nostro essere cittadini italiani e varazzini – figli di millenni di storia straordinaria- ci impone oggi, più che mai.
Viva il 25 aprile, Viva Varazze, Viva l’Italia!

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Apr 24 2015

25 aprile: un pò di storia


Si parla e scrive molto sul 25 aprile ma forse è giusto anche ricordare seppure sommariamente alcuni aspetti forse particolare che spesso non vengono raccontati. Varazze nelle strategie partigiane era collocata nell’area genovese (una volta di più…quando smetteremo di considerarci savonesi…che per altro non siamo mai stati?) essendo collocata nella III regione. LA Liguria per l’esattezza era divisa da 4 regioni gestite con proprie gerarchie: la I per l’imperiese, la II per il savonese, la IV per lo spezzino e per l’appunto la III che faceva riferimento al genovese. L’area di Varazze che comprendeva la città (poco coinvolta direttamente) e soprattutto il suo entroterra era assegnata alla “Brigata patria Emilio Vecchia” a sua volta facente parte della divisione che operava su Genova ed entroterra.
I collegamenti sull’asse Sassello-Urbe-Tiglieto-Rossiglione-Molare erano strettissimi. Secondo un censimento ufficiale circa 15 varazzini (come residenza) erano annoverati ufficialmente tra gli effettivi della brigata che contava circa 200 effettivi oltre ovviamente a un numero mai ufficializzato di spalleggiatori, e “agevolanti” ad esempio fornendo vitto e alloggio.La brigata era parte della divisione Mingo formazione che oltre alla brigata Emilio Vecchia comprendeva anche altre 5 brigate per un complessivo di circa 1200 uomini armati. Il centro delle forza naziste e fasciste avevano il loro comando in città, nell’attuale Villa Centa in via XXIV aprile (non a caso poi chiamata così) sede della Milizia fascista e dell’esercito della RSI (Repubblica sociale Italiana). A Varazze come in altre zone liguri, in realtà il 25 aprile fu il 24 aprile nel senso che la liberazione e il ritiro delle truppe tedesche e fasciste (almeno quelle che tentarono di andare via con i tedeschi) avvenne il giorno prima di quello stabilito per la sollevazione generale.
Gli scontri in quel giorno non furono per fortuna particolarmente cruenti nella nostra città in quanto i tedeschi in fuga verso l’acquese siglarono una sorta di patto di non belligeranza evitando rappresaglie o distruzioni pesanti. Un forte contingente di circa 600 tedeschi in uscita da Genova e asserragliati presso i Piani d’Invrea, furono convinti da una delegazione comandata dal dott. Ghigliotto ad arrendersi e dunque ad avviarsi verso i punti di concentramento genovesi. La sera del 24 furono attuate alcune esecuzioni sommarie nei pressi del comando di Villa Centa dove furo passati per le armi circa 10 militi della Repubblica sociale. Ciò va scritto per ricordare, senza mai dimenticare che vi fu una parte giusta e una che non lo era, che fu anche una terribile guerra civile tra italiani, crudele, dura e spesso selvaggia come purtroppo tutte le guerre civili sono.
Ora però si tratta di celebrare il 25 aprile come festa per mantenere inalterati i diritti di libertà. Sempre. Per tutti.

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Apr 23 2015

Tranquillizziamo gli amici dell’altro blog cittadino

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Cari amici di Gente Comune,
posso dirvi che non si è cambiata per nulla idea sul Portigliolo. A mio modestissimo parere, mettere mano in zona Portigliolo è SBAGLIATO. E non “è da farsi”.
Era un progetto già nel libro delle cose “possibili” con le amministrazioni Busso e mi pare sempre collocato tra le “ambizioni”. Era e continua ad essere un errore.
Personalmente, non riesco a immaginare che la Regione possa dare l’ok ad interventi edilizi in quella zona perché basta un po’ di buon senso (oppure in alternativa andarci a fare un giro, bastano 5 minuti) per capire di cosa stiamo parlando.
La situazione a monte è gravemente degradata con discarica e soprattutto frane enormi che insistono sul corso del torrente e per quanto la si giri parliamo comunque del letto di un torrente che è e rimane tale.
Vedete che ogni tanto su qualcosa siamo pure d’accordo?
Saluti (anche dalla Vecchia)

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Apr 22 2015

S.Donato una storia che ritrova energia

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C’è una associazione, quella che si occupa di tramandare la tradizione legata al primo vero cuore pulsante della nostra città. E’ quel colle, un po’ isolato ma ai tempi, in posizione strategica che fu abitato come punto di rifugio prima e come riferimento della vite religiosa dopo. S.Donato è un pezzo di storia importante della città, uno dei più antichi e grazie ad un gruppo di appassionati ha ritrovato una dimensione fatta di eventi, iniziative (il Castro d’argento tra tutti) e come è giusto che sia, di fede.
La Chiesa sta tornando a nuova vita e chi avrà la volontà di visitarla la troverà molto più bella e curata di alcuni decenni fa. E’ una storia bella, fatta di amore per le persone che hanno vissuto una Varazze del passato, ma anche di tradizioni e momenti che non devono essere dimenticati.
Riscoprire, curare e rilanciare le tradizioni non è uno sport; vuole dire riscoprire pezzi di noi stessi, che ci insegnano a conoscerci meglio.
Il silenzio di S.Donato insegna molto di più di tanti telefonini che ronzano inutilmente.
Fidatevi.

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