Archive for Maggio, 2015

Mag 30 2015

Il campeggio abusivo

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Cominciamo la stagione e la piaga del campeggio abusivo sulle spiagge si ripresenta. Nei punti critici ovvero la zona al confine di Cogoleto e nella spiaggia al confine con Celle.
Creano evidenti problemi ecologici e igienici con rifiuti spesso abbandonati e spiagge che diventano inevitabilmente wc all’aria aperta.
Occorre un giro di vite da subito per dare un segnale serio che tale attività non potrà più essere tollerata.

Un commento presente

Mag 29 2015

Condigiun: un inizio di svolta?


Lo so, lo so, “Cundigiun” non pare essere una parola dal grande respiro programmatico. Ma qualche volta dalle parole semplici nascono opportunità importanti o come in questo caso potrebbero rappresentare una piccola-grande svolta nelle politiche turistiche di questa città.
C’era una volta un posto dove le sagre di facevano a “caso” con una notevole confusione e di sagre oramai avevano oggettivamente più poco.
Poi è nata l’idea di mettere insieme tutti, nel nome delle tradizioni del territorio, dell’eco-sostenibilità e del richiamo turistico qualificato. Tutte le sagre sono chiamate a farsi conoscere, ognuna con una specialità ligure nelle piazze della città. Una sorta di tour gastronomico ligure che terrà impegnai molti volontari e che finalmente vedrà una complessiva unità di intenti e un coordinamento certosino.
L’appuntamento è sabato 30 e domenica 31.
Per info su facebook della città di Varazze https://it-it.facebook.com/events/779733622140230/

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Mag 28 2015

La rotonda vs. i lavori anti frana. Chi vince (agli occhi dei cittadini)?

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Se ci pensate, talvolta è buffa la vicenda di amministrare. La rotonda (buon intervento, finalmente!) al centro dell’attenzione o comunque degli sguardi di tutti, oggi in costruzione in pieno centro alla confluenza tra Aurelia bis e strada lungo Teiro costerà circa 80.000 euro. E sarà ovviamente al centro dell’attenzione, con accanite discussioni sulla varietà dei fiori da porvi. Nel frattempo nell’entroterra sono in corso lavori di ripristino dei danni alluvionali per milioni di euro che impegnano le casse del Comune in modo severo e nulla è più “nascosto” nel senso che pochi, se non i residenti specifici, possono valutare i lavori e gli interventi.
Credo che sia un elemento su cui riflettere e cercare di essere informati per potere giudicare adeguatamente.

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Mag 26 2015

Passi in avanti

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Varazze lo sappiamo non se la passa benissimo. Nel passato mi ha ricordato la vecchia signora che guarda il mondo cambiare dalla finestra del suo soggiorno: cambiava tutto ma in questa città abbiamo, anziché darsi da fare, si è preferito egoisticamente spremere il limone fino a quando c’era succo e poi…qualcosa sarebbe stato…Una mentalità fondamentalmente conservativa, mirante a gestire le risorse immediatamente disponibili con pancia piena e ben poco pensiero a proporre cambiamenti al passo con i tempi.
Proprio da ciò la città ha ereditato un ritardo strutturale pesante che in parte stiamo pagando ora con gli interessi. Ma su alcune cose gli sviluppi e i progressi sono stati rapidi e veloci nel recente periodo: ad esempio in pochissimo tempo Varazze è diventata la città sicuramente più attiva sul web/internet con immagini, siti di alta qualità che promuovono bene e in modo efficiente l’immagine della città. Spazi come “I like Varazze” ad esempio, gli stessi spazi social di Facebook e Twitter, Instagram gestiti dal Comune in poche settimane sono divenuti spazi che veicolano bene la promozione del territorio.
Ecco su questo, rispetto ai Comuni analoghi siamo molto avanti forse aiutati dall’obbiettiva bellezza di questo splendido territorio comunale che come sappiamo bene, va dal mare azzurro alla montagna imbiancata con panorami e bellezze mozzafiato.
Varazze sta diventando un laboratorio da rete web virtuoso, dove si scatenano alcune competizioni positive e un po’ di sana concorrenza che prima o poi bisognerà mettere a regime.
Bouldering, corse, passeggiate, fiere, surf, pattinaggio ed eventi in generale stanno arricchendo una comunità dove l’informazione questa volte positiva corre veloce e senza costi.
Bene così.

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Mag 25 2015

Se l’interruzione di Via Roma a Genova conta più di un dibattito televisivo su Sky

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Sono i paradossi della politica o forse di una campagna elettorale agli sgoccioli dove in nervi sono tesi e la fatica si accumula. Resta il fatto che in vista di un faccia a faccia su Sky 24 che verosimilmente in Liguria potrà essere vista da non più di 10.000/20.000 e per altro visto soprattutto da addetti ai lavori e dunque difficilmente disposti a cambiare opinione sulla base di un faccia a faccia televisivo, si mobilitano le forze elettorali dei sostenitori chiamati ad essere presenti in piazza per sostenere “live” i propri candidati impegnati negli studi televisivi. A pochi metri da quella piazza, una delle vie centrali della città metropolitana e asse viario fondamentale, Via Roma, sarà chiusa per una settimana a causa di un piccolo cornicione pericolante.
Inutile spiegare che questo secondo elemento ha di gran lunga un maggiore impatto sul voto degli indecisi piuttosto che “l’epico” faccia a faccia televisivo che per quanto evocativo non cambierà molto sull’esito elettorale. Ma in questi casi la “tv” è la “tv”… e succede che nello svolgimento della strategia da parte di non esperti (o esperti dell’ultima ora) ci si concentri con tante energie e tempo su un obiettivo che non ha la “O” maiuscola.

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Mag 24 2015

Metti tre donne a fare politica. Riflessioni libere.

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C’erano tre donne l’altro ieri sera sul palco del Kursaal Margherita. Era un incontro elettorale del PD. Presente anche il Sindaco che ha ricevuto il ministro della difesa Pinotti, e le candidate Paita e Rambaudi. Erano tutte e tre sul palco, le sole e alcuni hanno riflettuto su quanto sono cambiati i tempi. A me personalmente la cosa non mi colpisce affatto perché la reputo assolutamente scontata. Il vero motivo è che non vedo perché debba stupire la prevalenza del sesso femminile in politica come per altro viceversa.
Continuo a pensare che chi fa politica la fa per quello che dice, per quello che fa e come testimonia quando dichiara ma non per la sua sessualità. E le donne forse sono pure più brave.
Personalmente sono contrario alle quote di riserva per il sesso in quanto purtroppo non è il solo motivo di sotto rappresentanza politica: pensiamo ad esempio, ai soggetti sociali meno rampanti. Quanti operai, artigiani o casalinghe sono deputati o consiglieri regionali ad esempio? Quasi nessuno. Dunque partendo da una sottto rappresentazione di fatto, per essere coerenti occorrerebbe creare quote di garanzia anche per soggetti sociali importanti da sempre sotto rappresentati. Perché sempre per essere coerenti, si sceglie per le quote di garanzia solo il criterio sessuale e non quello sociale ed economico, elementi che nell’articolo 3 della Cost. hanno piena parità e rilevanza?

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Mag 23 2015

Il countdown dei rifiuti

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Non è rimasto molto tempo per le decisioni sul nuovo gestore del sistema di gestione dei rifiuti urbani. Si seguiranno verosimilmente logiche di sistema cercando di scegliere tra aziende o consorzi che operano su aree territoriali extracomunali complesse, in modo da favorire le efficienze.
Scontato che nel giro di qualche mese si andrà verso una raccolta differenziata spinta con percentuali di riciclo oltre il 60-70%. Saliranno notevolmente anche i costi per quanto sostengano utopicamente gli esponenti del M5S; nuova politica dunque anche per la discarica che va a chiusura con un’Amministrazione che dopo 30 anni di gestione piuttosto oscura, mantiene la parola data.
Si innescheranno probabilmente anche economie di scala con qualche risparmio.
Va bene così.
Peccato però perché con un po’ di coraggio si potevano fare scelte più intelligenti, come ad esempio fanno in Israele e buona parte degli USA compresa Los Angeles (non proprio gli ultimi degli scemi), dove si raccoglie in modo indifferenziato il rifiuto urbano e si separa con impianti dopo. IL problema sarebbe stato però – perché siamo nel Paese dell’ipocrisia e della NIMBY – trovare un posto dove fare l’impianto di separazione e sarebbe stata una battaglia contro i mulini a vento.
Perché siamo fatti così: si a tutti gli impianti ecologici di questo mondo basta che siano fatti lontano da casa nostra.
Le tipiche italianate insomma.

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Mag 21 2015

La bomba “politica”

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Vi ricordate che circa due mesi fa ce la siamo presa per una specie di messinscena che riguardava la bomba di aereo ritrovata ad Albisola capo? In quell’occasione fu interrotta la Liguria per mezza giornata provocando danni economici e sociali rilevanti a fronte di un pericolo reale molto molto basso. La sensazione era quella del meccanismo dello scarica barile burocratico secondo il quale è sempre meglio “abundare quam deficere” e così il cerchio di sicurezza si allarga sempre di più fino a diventare oggettivamente irragionevole e tale da procurare evacuazioni ed esodi biblici. In questo caso la Prefettura adottò un comportamento che andava in questo senso.
Il giorno stesso il Prefetto di Genova annunciò che la bomba ritrovata nel porto di Genova non avrebbe portato ad evacuazioni, riducendo al massimo il disagio.
Era una velata sconfessione dei criteri adottati ad Albisola oggettivamente esagerati.
Due settimane fa su tutti i tg locali RAI compresa, l’annuncio “urbi et orbi” che si sarebbe evacuata mezza Genova, chiuso porto, aeroporto, ferrovie, sfollate decine di migliaia di persone compreso mezzo centro storico: una follia logica prima ancora che tecnica calcolando il modestissimo pericolo di una bomba dal potenziale quasi nullo oramai.
Oggi l’annuncio che non si evacuerà nulla.
Forse qualcuno ha fatto ragionare la burocrazia dello scaricabarile.. bloccando il meccanismo infernale secondo il quale si aggiunge sempre una “problematicità”.
La bomba è diventata “politica” nel senso buono del termine…

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Mag 20 2015

Una sera qualsiasi in Via Campana

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Ieri sera. Ore 18. Via Campana. Agli angoli 4 ragazzi distanziati casualmente da pochi metri, tutti ragazzi giovani ospiti in quanto richiedenti “asilo politico” ma in realtà lo sappiamo tutti profughi per motivi economici. Ragazzi sorridenti, ben vestiti obbiettivamente, tutti e quattro al telefono cellulare mentre parlavano (con auricolare un paio) in lingue ovviamente per me indecifrabili. Lo dico senza retorica: stavano bene, rilassati e mi parevano anche felici (non è un reato). La cosa non mi disturba, anzi.
Ho pensato però che nelle more della finzione di chiedere asilo politico (tra due anni avranno una risposta, senza per altro avere alcuna certezza da dove davvero arrivano in quanto le dichiarazioni e le identità non sono verificabili) forse sarebbe corretto chiedere loro almeno un contributo per la Comunità che li ospita e non solo su base volontaria.
Credo risponda a un criterio morale e anche di rispetto per gli stessi membri della Comunità che li ospita e che offre loro (male o bene non lo so, comunque servizi sanitari, scolastici e di ospitalità direi più che decenti rinunciando a proprie risorse). A me pare doveroso.
Non farlo e non porre seriamente la questione mi pare una vittoria dell’ipocrisia di cui questo Paese straborda e che non porta a nulla, nel giorno in cui anche il presidente socialista francese Hollande (noto esponente della destra) parla chiaramente che occorre distinguere nettamente tra chi chiede asilo per motivi di guerra o politici reali e chi invece lo fa per motivi esclusivamente economici aggiungendo che questi secondi devono essere respinti perché non può essere questa la soluzione.

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Mag 18 2015

Lo strano caso del sindaco “ecumenico”

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Ieri il saluto all’inizio dell’evento della Lega nord con Salvini, forse oggi un medesimo saluto all’evento del M5S non senza essere stato presente ad incontri del PD e immaginiamo prima o poi di Forza Italia. Certamente la cosa appare un po’ stravagante. Il piede in 10 scarpe? Conta ovviamente anche che cosa si dice. Se si va (quando invitato) come sindaco a ricordare a tutti di ricordarsi di Varazze e della riviera del Beigua in quanto a capo di un’Amministrazione governata da una lista civica non partitica ci può anche stare. Se si va a dire quanto “siete bravi” beh allora sarebbe ipocrisia politica con le gambe molto corte.
Pensiamo che il sindaco si sia attenuto alla prima ipotesi che è una scelta, criticabile pur sempre una scelta che forse vuole anche ricordare che al di là dei partiti ci deve essere una responsabilità di fronte ai problemi per i quali, legittimamente, i partiti politici propongono le loro soluzioni.

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