Archive for Giugno, 2015

Giu 30 2015

Quantità vuole dire per forza caos?


Alcuni anni fa Varazze scelse la strada del turismo di massa. Scelta col senno di poi sbagliata. Ma il dado oramai è tratto e non è più possibile tornare indietro. Occorre piuttosto lavorare perchè questa scelta non si dimostri deleteria, squalificando sempre più l’offerta turistica.
Va bene fare iniziative e tante, di tutti i tipi; va benissimo che ci si organizzi finalmente e ci si consorzi. Se le focaccerie e i bagni marini devono essere stracolmi che sia, ma tutto deve avere un contrappeso. Se la città non è in grado di gestire la massa turistica ha il DOVERE di adeguarsi con parcheggi di interscambio, sistemi di trasporto efficienti, info rapide e precise e dall’altro lato, un sistema di imposizione dell’ordine che riduca lo spazio alla sensazione di anarchia dilagante come quasi ogni fine settimana estivo si registra nella nostra città.
Confusione come a Varazze non se ne vede da nessuna parte, anche grazie all’assurdo mercato del sabato mattina. Oggettivamente Finale, Loano, Alassio mostrano un minimo di ordine e decoro in più. Non voglio dire che siano il giardino dell’Eden ma non danno la sensazione dell’assalto all’arma bianca. Soprattutto a Varazze l’offerta ambientale e qualitativa va chiaramente in crisi e la sensazione di assedio è marcata. Scarso l’apporto della Polizia locale da decenni chiusa in un contenzioso assurdo nonostante gli sforzi di alcuni (penso al comandante pro tmepore Carattino).
La quantità non può e non deve essere per forza caos, altrimenti se così continuasse, bisognerebbe mettere la marcia indietro e rivedere molte cose…In poche parole andrebbe rivista tutta la politica turistica intrapresa per manifesta incapacità di gestirla.
Di scelte fatte in passato, nei primi anni ’90, dove ci raccontavano che con il “casotto” ovvero le logiche dell’ammasso alla fine, tutti ci avrebbero guadagnato a cascata, ne abbiamo già sperimentato le reali conseguenze con pochi che hanno incassato e molti che sono stati alla finestra.
Abbiamo già dato.

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Giu 29 2015

Arrivando da Campo Ligure

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Ieri con la motocicletta ho percorso un lungo tragitto nel cuore dell’Appennino ligure: Campo ligure, Tiglieto, Urbe, Beigua e giù fino a Varazze. Posti straordinariamente belli.
Pazzeschi. Con potenziali incredibili davvero. Spiace constatare che giunti sul territorio della nostra città la sensazione che la manutenzione latiti è forte. Dal Beigua in giù nessuno taglia l’erba, contenitori dei rifiuti stracolmi, lavatrici abbandonate, frane e franette ovunque (anche se molte su strade provinciali).
Brutta sensazione ma molto reale. Peccato.

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Giu 29 2015

Pratorotondo: un caso di successo


Ci piace segnalare anche le cose che vanno bene (anzi vi invito a mandarmi segnalazioni). Parliamo del rifugio di Prato Rotondo. Alcuni anni fa era semi deserto. Ora è davvero un gran successo. Oggi c’erano centinaia di persone, tutto molto bello da vedere. Affollato di famiglie in una giornata dove chiunque capirebbe il potenziale di questi posti.
Possibile che i due Comuni non perseguano con più determinazione la possibilità di reperire fondi europei che in questo caso ci sono? Sassello con il sindaco Buschiazzo è certamente più attiva e qualcosa sta arrivando. Sedersi a un tavolo serio con i due Comuni non dovrebbe essere particolarmente complicato, al peggio possiamo mettere un container come quello sul 38° parallelo…
Torniamo alle cose serie. Merito dunque a chi ci ha creduto, lavorando sodo. Al contrario mette tristezza l’albergo Monte Beigua oramai abbandonato. Se altri ci credessero a partire dai Comuni di Varazze e Sassello, le potenzialità vere sarebbero enormi del sistema mare-monti vista la tipologia di domanda verso la quale si sta orientando il turismo moderno.
Per ora se non fosse per le iniziative “private” di alcuni e talune azioni positive del Parco del Beigua …avremmo un altro triste posto in uno dei siti più belli del nord del Mediterraneo.

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Giu 28 2015

Se l’onda arriva ma è marrone


Ci siamo. Alle solite. I genovesi defecano per lo più senza depuratore e i gentili cadeaux arrivano nel primo levante genovese (cioè da noi) dove invece depuriamo tutto (pagando a peso d’oro) per la felicità del ponente savonese che in gran parte non depura. Simpatico come giochetto no?
Oggi fino alle 15, l’acqua del mare a Varazze è stata impraticabile e chiaramente di colore marrone anche se alcuni bagnini comprensibilmente cercavano di spiegare ai milanesi che non era m..da grigliata ma alghe…
Robe da terzo mondo, dovute alla mancanza di brezze e alla corrente marina permanente est-ovest.
Se fosse l’incontrario il ponente sarebbe subissato da denunce dei Comuni del levante.
Noi invece, silenzio da sempre. Invece di schiaffargli una richiesta di danni miliardaria in modo che si adeguino alla svelta o si adeguino, siamo silenti e passivi da anni.
Perchè?
Aspettiamo le correnti, va che è meglio….

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Giu 26 2015

La raccolta straordinaria della Croce Rossa. Solo piccole offerte. I ricchi? Latitano. Probabilmente vivranno in eterno e sempre in buona salute.


Circa 15.000 euro su 200.000 necessari per comprare mezzi di SOCCORSO con urgenza perché la situazione è davvero critica. Già, poi non ci si lamenti quando ne avremo bisogno noi…La CRI ha mandato una lettera a tutti i capi famiglia di Varazze e non si può dire che non si sapesse nulla. Ma la cosa incredibile è che i 15000 euro raccolti (pochissimi) sono giunti per lo più da persone umili che hanno versato 10,20 euro togliendoli dai magri bilanci di un pensionato o di un impiegato con famiglia a carico. Mancano le donazioni importanti, eppure di gente ricca a Varazze c’è ne davvero molta. Mancano per ora anche le contribuzioni di associazioni di categoria e aziende come se salvare le vite (potrebbe capitare anche di dovere salvare la nostra o di un nostro parente) non ci riguardasse.
E’ una figura brutta quella rimediata ad oggi, dai cittadini di Varazze e dalle aziende che vi operano e in modo particolare dai cittadini abbienti a meno che non pensino di comprarsi una o due ambulanze ad uso privato….che per loro sarebbero spiccioli.
Siamo tutti avvisati. Che poi però nessuno osi lamentarsi.
Qui sotto la lettera inviata a casa di ognuno di noi e il conto per fare i versamenti. Ci auguriamo che qualche persona abbiente si guardi allo specchio e provi un po’ di vergogna.

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Giu 25 2015

Aurelia bis: una follia sociale prima ancora che urbanistica. L’alternativa.

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Per anni ci hanno spiegato che Varazze avrebbe dovuto essere divisa in due come un’anguria da una magnifica strada (l’Aurelia bis) che si sarebbe potuta percorrere a velocità elevate. Avete presente l’Aurelia bis di Spotorno? Ecco una cosa del genere. Movimenti d’opinione in realtà interessatissimi hanno spiegato per anni alla popolazione ( piuttosto scettica a prescindere e giustamente) che Varazze doveva dotarsi di una “tangenziale” per alleggerire l’Aurelia sul mare per motivi turistici. Poi per fortuna l’ipotesi ha cozzato contro il tratto di roccia che va dalla Mola a S.Domenico che comportava per essere distrutta costi elevatissimi. Arrivò così l’ipotesi “corta” ovvero l’idea, sempre “geniale”, di spianare i giardini di S.Caterina e farla deviare da lì, evitando l’estrema parte di levante.
In tutto questo fervore ci si è dimenticati di particolari:
a. che Varazze sarebbe tagliata in due nel suo cuore, entrando nel tessuto urbano con una strada che avrebbe poco di meno da invidiare al Muro di Berlino in quanto ad impatto;
b. ci si dimentica, ma sono particolari, che fino a prova contraria Varazze è anche una Comunitò e non solo negozi, e sacrificare tutto per permettere alla gente di sfrecciare da una parta all’altra della città per bypassarla e possibilmente evitarla pare francamente delirante anche turisticamente parlando.
c. si capisce l’interesse che l’Anas può avere ma lo stesso ente ha rallentato rispetto ai bollori di alcune amministrazioni comunali precedenti, e meno male.
d. una roba del genere penso che oggi, non sia neppure immaginabile: una follia urbanistica e soprattutto sociale; sarebbe la storia di una strada che rompe, spacca a metà, condiziona per sempre la vita di una Comunità che ha bisogno di opportunità e non di barriere.
Piuttosto: riqualifichiamo bene tutta la zona attraversata dalla quella che si vorrebbe scelleratamente come Aurelia bis anche con spazi per bici, facciamo un ampio parcheggio di interscambio al Salice in zona casello autostradale, mettiamo navette ogni 3 minuti nel week-end e aumentiamo il costo (che è anche ambientale) di chi per forza vuole parcheggiare a 40 cm. dal mare anziché parcheggiare, magari gratis, all’uscita dell’autostrada prendendo senza attese una navetta con aria condizionata che lo lascia in centro dopo tre minuti.
Questo è il futuro.
Altro che costruire piste da corsa nel cuore della città.
Chi ci sta?

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Giu 23 2015

Snorkeling per bambini: alla scoperta del parco naturale

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Spesso ci fanno notare che parliamo sempre di problemi o polemica. Allora oggi parliamo di una cosa bella. La passione per il mare da condividere insieme per tutti. Nell’area marina sottostante la Villa Araba, mercoledì 24 giugno iniziano le attività gratuite per i bambini organizzate a cura del CEA il Centro di Educazione Ambientale di Varazze. La prima iniziativa coinvolgerà i bambini del “Seal Camp” della Associazione diabete giovanile dell’ospedale Gaslini in collaborazione con il Club nautico di Varazze. Sono in tutto quattro gli appuntamenti estivi coordinati dal CEA con il supporto tecnico della “Techdiving” e servono per avvicinare i piccoli nuotatori alla biodiversità marina in maniera ludica, con approfondimenti e giochi sotto il pelo dell’acqua nel parco naturale costiero della Passeggiata Europa. A noi è sembrata una bella iniziativa e anche originale.
Gli appuntamenti sono il 24 giugno, il 15 luglio, l’8 e 22 agosto sempre dalle 10.30 alle 12.00

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Giu 23 2015

I cani al bagno


Alcuni blog recentemente riaperti sono usciti sul tema dei cani e la presunta polemica (in realtà inesistente) circa i divieti di balneazione per i cani. Personalmente condivido totalmente la scelta di limitare significativamente le aree nelle zone centrali della città dove i cani possono fare il bagno e recarsi sulla spiaggia. E’ una logicissima questione di pulizia e igiene che deve essere rispettata. Dovere imporre a tutti i costi i “diritti” dei proprietari nel far fare il bagno ai propri cani per forza, dove e quando vogliono, è una forzatura figlia dei tempi in cui l’amore cinofilo sta assumendo in alcuni casi aspetti maniacali se non patologici. I cani sono animali splendidi e in alcuni casi cambiano la vita in meglio di tante persone soprattutto se vivono sole. Ma sono animali che piaccia o no anche se molti vorrebbero che non fosse così. Personalmente non condivido la deriva recente sulle battaglie per i “diritti” dei nostri amici quando cozzano contro la logica e l’equilibrio emotivo. Forse occorre ricordare che chi legittimamente non ama i cani, non per forza è un Dracula insensibile e incurante dei destini del mondo.
Credo che non ci siano proprio problemi a fare il bagno al proprio cane a Varazze come altrove, purché non si pretenda di imporre prioritariamente le esigenze dei quadrupedi a quelle, per ora ancora legittime, degli esseri umani. Gli animalisti sono uno di quelle aree sociali che per motivi lunghi da approfondire, hanno iper spazi mediatici rispetto ad altri settori che non fanno notizia. Sono spesso una realtà particolarmente aggressiva che usa talvolta cinicamente o comunque strumentalmente l’emotività che suscita l’animale.
Fa più notizia la polemica per l’orario del bagnetto del cane che un padre di famiglia disperato. Lo sappiamo tutti. Cerchiamo di usare il buon senso.

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Giu 22 2015

Comune di Varazze: una struttura datata

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Saranno 20 anni è più che nessuno ci mette mano. La struttura della “macchina comunale” è rimasta tale e quale dai tempi nei quali gli enti pubblici “navigavano nell’oro”, almeno rispetto ad oggi.
Quello che è incredibile è che nessuno ha voluto (o potuto?) seriamente riordinare la struttura comunale, adeguandola alle esigenze e al calo dei dipendenti, riformulando una pianta organica al passo dei tempi. Eppure non è poca cosa visto che il 30% e più delle spese (una decina di milioni dunque) se ne vanno per sostenere le spese dell’apparato. Ci sono situazioni che non vanno bene a prescindere dalle persone: ci riferiamo al fatto che non ci sia turn over della dirigenza da circa 30 anni, che vi siano situazioni come l’ufficio personale dove ci sono 4-5 persone per meno di 100 dipendenti…, e più in generale urge un riordino che consenta ai dipendenti di lavorare meglio e soprattutto di rendere servizi all’altezza con i costi sostenuti dalla comunità. Penso che sia possibile se lo si vuole, e penso anche che i dipendenti (quelli intellettualmente onesti che sono la stragrande maggioranza) lo vogliano anche loro perché si potrebbe lavorare molto meglio.
Sono passati 30 anni di “tapulli” o poco più. E’ urgente mettervi mano con intelligenza, capacità dialettica ma soprattutto dialogo, senza perdere tempo, cercando piuttosto nel limite del possibile, una via comune improntata al buon senso.

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Giu 20 2015

Sabato mattina: una camera a gas invivibile altro che Tirreno Power

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E’ sabato mattina. Già dalle 8,30 è il caos più completo. Code, liti, lotte feroci all’ultimo parcheggio, rumore, smog, l’aria è quasi irrespirabile. Altro che Tirreno Power dove dopo 5 anni di inchieste, perizie megagalattiche e periti che si devono fare da parte per eccessivo entusiasmo, alla fine pare che molto dipenda da un misterioso modello matematico visto che l’aria non parrebbe gran che migliorata. A Varazze invece l’aria si taglia con il coltello e se ci fosse una centralina di controllo dell’aria in piazza Dalla Chiesa supereremmo i 500 micro grammi/m3 di polveri in un battibaleno (a Vado sono piuttosto costanti 13 contro i 200 di legge).
Tutto per un mercato che non può essere spostato. Ma chi lo ha detto? Dove è scritto che:
1. un’Amministrazione comunale debba per forza fare il mercato il sabato?
2. e pure nella zona più centrale della città, città turistica che il sabato ha il massimo delle presenze?
Lo so anche io che gli ambulanti incassano più il sabato a Varazze che tutto il resto della settimana. Ma perché la città deve pagare un prezzo di caos e inquinamento così elevato?
Viene prima l’interesse di una Comunità e dei commercianti ambulanti?
Che si disdica con due anni di anticipo la disponibilità del mercato del sabato a Varazze (in modo che non si possa sostenere l’agguato o il fulmine a ciel sereno) e si ridiscuta tutto.
Perché come si presenta Varazze il sabato è una roba da terzo mondo.

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