Archive for Gennaio, 2016

Gen 30 2016

Guerre stellari a Varazze?

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Come noto non condivido quasi nulla del populismo e dell’organizzazione simil-scientology del M5S nazionale.
Non condivido la tendenza a emulare Roberspierre, non condivido la sottile linea di insofferenza che corre in alcune correnti del “Movimento”, non condivido l’organizzazione e soprattutto l’oscura procedura decisionale sempre affidata al Grande Fratello ovvero sia i server gestiti da una sola persona. Opinione diverso l’ho di alcuni esponenti locali di cui apprezzo e stimo l’impegno sociale e politico sempre condotto con criteri di fondo di rispetto per gli “altri”.
Da qualche ora gira il nuovo manifesto di satira politica indirizzata al Sindaco, che ho trovato, pur non condividendone i contenuti, simpatico e divertente. Ben venga una lotta politica incentrata sulla satira se come in questo caso, corredata di buon gusto e rispetto delle sfere personali.

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Gen 28 2016

Il monumento ai caduti

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Avevamo già scritto sull’argomento. Varazze solo durante la Prima Guerra mondiale vide cadere più di cento ragazzi. Altri, almeno 70 durante la Seconda guerra mondiale. Credo che la città debba rispetto e riflessione in onore di questi ragazzi. Certo, sono passati molti anni ma la città deve loro, almeno una luce perenne e dei fiori. Il monumento credo sia degli anni ’20, è semplice, minimalista (stranamente vista l’epoca), con qualche reminescenza liberty che lo rende fine e delicato. Il Comune però, dando incarico a qualche associazione delle tante che arricchiscono il tessuto della città, deve garantire un decoro doveroso.
A quando?

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Gen 26 2016

Se i clienti delle Poste Italiane sono per la maggior parte “esperti” finanziari (Consob)

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Il nuovo approccio di Poste Italiane, forse in vista della prossima privatizzazione del gruppo, assomiglia sempre più a quello di una ‘banca di sistema’ e come tale necessita della linfa fornita dai risparmiatori per sostenere le proprie ambizioni di finanziamento. Ecco perché, negli ultimi tempi alle poste vengono offerti e impacchettati prodotti sempre più complicati e accattivanti, ma non necessariamente efficienti per i risparmiatori. E’ sempre bene informarsi e non lasciarsi ingannare da slogan fuorvianti, anche quando si tratta dei cari, vecchi e amati Buoni Fruttiferi Postali.
Tra il 2011 e il 2013, la ricchezza delle famiglie affidata alla Poste è passata da 326 miliardi di euro a 350 miliardi, fra strumenti finanziari e conti correnti. Al raggiungimento di questo risultato hanno contribuito diversi fattori, quali la diffusione degli sportelli postali sul territorio, molto più capillare di qualsiasi istituto bancario, e la percezione di Poste Italiane come un interlocutore sicuro, trasparente e affidabile per quanto riguarda la gestione del denaro. Questa fiducia sembra però essere stata mal riposta. Nel procedimento 20638/14 del 8 agosto 2014, Consob evidenzia pratiche di vendita di prodotti di risparmio finalizzate al raggiungimento di obiettivi aziendali piuttosto che basate sull’individuazione degli strumenti finanziari più adatti a ogni cliente. Questo enorme conflitto di interessi ha portato a una totale decorrelazione tra la clientela e i prodotti collocati. Consob rivela che il 91% della clientela in possesso della licenza media rientra tra quelli a cui potrebbero essere venduti i prodotti più rischiosi e complessi. Allo stesso modo si riscontra che l’80% dei clienti ultrasettantenni ha un orizzonte di investimento superiore ai 7 anni. Sembrerebbe che la clientela delle Poste sia in realtà estremamente propensa al rischio (e ottimista sulla propria speranza di vita) e con una buona preparazione finanziaria. Questa fotografia confligge però con i dati circa i sottoscrittori delle Poste (almeno per quanto riguarda i Buoni fruttiferi), che sono diffusi in maniera più che proporzionale tra i cittadini con un reddito medio-basso, un grado di istruzione contenuto, e soprattutto nei centri urbani più piccoli. Sempre Consob rileva che dei 900 mila clienti, soltanto 330 mila sono stati profilati ai sensi della direttiva Mifid, la direttiva europea che obbliga chi vende prodotti finanziari a proporre strumenti coerenti con le esigenze di ognuno.

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Gen 24 2016

Ex cotonificio: ma alla fine la città cosa ci ha guadagnato?

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Sto riflettendo da un po’ di tempo, ogni volta che percorro il lungo Teiro, sull’operazione che portò un’area gigantesca come quella occupata dell’ex cotonoficio a trasformarsi on un quartiere. Ricordo che all’epoca si puntò molto, da parte degli amministratori della città che portarono avanti il progetto, facendolo proprio, che il vero interesse stava nell’acquisita sicurezza idrogeologica dell’area, a rischio inondazioni. Vi fu una campagna pressante sui benefici straordinari di questa operazione: sicurezza idraulica, piazza pubblica per gli eventi, e non so più quale mirabolante promessa accessoria.
Ora, a bocce ferme, possiamo dire che fu poco più che una bufala. Alla fine della fiera fu alzato il muretto lungo Teiro (dalla parte dove però la piena non incide più di tanto, non lato Bar Marilena per intenderci), allargata l’ansa di un paio di metri ma solo in prossimità della curva all’altezza del centro commerciale, fatto un ponticello pedonale di attraversamento.
Con i soldi versati dai costruttori si prospettò la liberazione di tutti gli edifici sul lato sinistro, cosa che non avvenne perché il palazzo delle “catene” e lì. La piazza per gli eventi pubblici (così pubblicizzata) è ora un parcheggio… E infine un po’ di soldi andati perduti in mille rivoli.
Un po’ poco per un’operazione che ha costruito un intero quartiere. Si poteva fare molto, molto meglio.
Devo dire che in confronto l’operazione T1, per volumetrie e incassi a favore del pubblico appare migliore per quanto discutibile soprattutto per quell’assurdo micro grattacielo che urla vendetta al buon gusto. Ma questo poco importa al momento. Conta che un’operazione presentata come pazzesca e innovativa si è rivelata deludente, sciatta e senza decisivi miglioramenti per la Comunità tutta così come ci si aspettava.
In questo cao, comunque la si pensi, la città otterrà più servizi, più soldi e più utilities.

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Gen 23 2016

CRI di Varazze: un impegno onorato dall’Amministrazione civica

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Siamo contenti che il primo articolo dopo il milione di lettori coincida con una bella notizia.
Da pochissimi giorni è stata chiuso un accordo-convenzione tra Comune di Varazze Croce Rossa che restituisce dignità alla nostra Croce rossa varazzina, ente meritorio che tanto ha fatto e fa per la Comunità varazzina. Non siamo molto inclini a fare complimenti ma questa volta ci sentiamo di ringraziare il sindaco Bozzano e il vicesindaco Piacentini che sono stati di parola, permettendo un accordo che assicura un minimo di prospettiva operativa e medio termine alla compagine chiamata ad assicurare a tutti noi, un servizio che può salvarci la vita. Era fondamentale trovare una proposta che assicurasse un servizio efficiente e allo stesso tempo dessa alla CRI locale risorse per pianificare servizi e mezzi più efficienti. Così è stato dopo un periodo molto difficile che ha coinciso con lo smembramento della struttura nazionale della CRI.
Si è trattato di una scelta doverosa a fronte di tante spese importanti ma mai vitali come quelle che devono dare a questo servizio decisivo per la vita dei varazzini, prospettiva ed efficienza.
Ora siamo un poco più sereni e siamo contenti che gli Amministratori civici abbiano compreso a pieno la questione che non poteva che essere prioritaria. Un passo in avanti anche nella cultura sociale di questa città e di questa Comunità.
Bene così.

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Gen 22 2016

1.000.000 (un milione) !!!!

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Nessuno lo ha mai neppure immaginato. Neppure noi di “Parliamo di Varazze” ovviamente: che un blog dedicato solo a Varazze potesse raccogliere un milione di lettori unici in così poco tempo è davvero evento straordinario. Una cifra impressionante, con quasi 2000 lettori unici/die. Un frequentatore di internet su cinque tra i varazzini, legge questo blog ogni giorno.
Una bella sorpresa che ci sta mandando in crisi. Tutto nato per gioco, Parliamo di Varazze e’ diventato rapidamente un punto di riferimento per la discussione civica locale.
Agli amici posso solo chiedere di continuare così, contribuendo ad uno spazio di approfondimento davvero unico nel suo genere.
Un grazie dunque a tutti i lettori!

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Gen 21 2016

Piccole pulizie che fanno una citta’ gradevole. 300 euro di multa per chi getta cicche di sigaretta

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La legge 221 del 2015 ha stabilto multe fino a 300 euro per chi gettera’ cicche di sigaretta.
Norma passata inosservata tra i provvedimenti di dicembre 2015. Questo tema si collega alla gestione dei cani e dei loro bisogni corporali. Innegabile che camminando per la citta’ l’odore e le tracce fisiche dell’urina dei cani e’ fatto quasi inevitabile. A me sinceramente fa abbastanza schifo. Basterebbe versare con una bottiglietta almeno un po’ di acqua per evitare gli aspetti piu’ evidenti e sgradevoli. Ad Alassio, ad esempio, la norma e’ in vigore da tempo. Eccessivo? Non credo.

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Gen 21 2016

La grande questione della quale si dimenticano in molti

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Sulla vicenda t1 alcuni esponenti del M5S locale e esponenti della minoranza hanno creato un caso che appare sinceramente spropositato per il valore della cosa in se’; ci riferiamo alla vicenda piuttosto noiosa tra fideiussioni bancarie o assicurative. Lo scriviamo perche’ in realtà vi e’ una vicenda molto piu’ importante che attende una decisione . E” la scelta di cosa fare dell’unica area pianeggiante e pubblica rimasta in Varazze centro. Questa area e’ l’ex campo Pino Ferro che nei voleri del sindaco Delfino avrebbe dovuto diventare una piscina olimpionica, dimenticandosi che i costi di gestione annuali avrebbero superato i 600.000 euro anno di deficit se ben gestita. Ora sarà restituita alla comunità e occorrerà decidere molto in fretta quale utilizzo strategico per la citta’ sara’ il migliore. Personalmente credo che si debba pensare a una piccola sala moderna e polifunzionale, per incontri, convegni, collegamenti,concerti, seminari, ecc. Ecc. Molto flessibile e versatile e improntata a tecnologie d’avanguardia.

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Gen 20 2016

Scienza della comunicazione: una lobby senza spiegazione?

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Leggo che incredibilmente sono aumentati gli iscritti 2015 della Facoltà universitaria di Scienze della comunicazione di Savona, nota fucina di disoccupati. Non me la prendo con gli studenti ovviamente, dei quali alcuni sicuramente bravi e preparati. Però, penso che proporre una facoltà del genere a Savona sia un’autentica presa in giro. Purtroppo i dati dicono che il laureato in Scienze della Comunicazione ha una percentuale di disoccupazione astronomica anche a medio-lungo periodo. Certo l’argomento intriga un po’ come psicologia ma purtroppo non dà alcuna preparazione specifica di nessun tipo.
Allora perché questa Facoltà a Savona? La risposta è chiara ma pochi la sussurrano. Esiste una lobby potente, che è riuscita ad ottenere questa Facoltà. Pensiamo all’ex direttore di Rai Due e Rete4, pensiamo al conduttore di “Il tempo che fa”, pensiamo all’albenganese patron di Striscia la Notizia. E’ un trio di personalità, accomunate anche da posizioni politiche molto omogenee, che certamente hanno una certa voce in capitolo e che hanno fatto eleggere Savona città della Comunicazione (di cosa?).
Il problema è che tanti ragazzi si iscrivono a questa facoltà, con programmi ampiamente deficitari, inutili e datati, pensando di potersi inserire nel rutilante mondo della comunicazione e di fatto perdendo anni di studio per nulla o poco più. Ecco, questo dispiace molto e secondo me esigerebbe più rispetto, trasparenza e attenzione per gli studenti e le loro famiglie.
E’ una facoltà che non serve praticamente a nulla per lo meno per come è impostata e voluta oggi.

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Gen 19 2016

Ing. Buscaglia: replica ai “robersperriani” del M5S

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Ricevo e volentieri pubblico dall’amico Buscaglia. Aggiungo che Fabrizio è persona serissima e di grande correttezza come tutti sanno. Prima di fare accuse velate, ci rifletterei un poco di più Anche solo per non screditarle in partenza visto che Fabrizio lo conosciamo tutti.

In merito al post nel quale vengo “ricitato” 1.: la consulta è stata sciolta con la riunione dello scorso 14 gennaio 2. entro fine mese si chiuderanno le adesioni dei tecnici che vorranno partecipare alla nuova tornata 3. essendo una consulta “di settore”, tutti i tecnici iscritti agli ordini/collegi professionali sono stati avvisati, ma non è aperta a tutti i cittadini, proprio per il suo valore tecnico-consultivo 4. la Consulta non “delibera” un bel niente, semplicemente perché non è nelle sue funzioni, tanto meno può fornire valutazioni di carattere normativo/estetico su progetti in corso sul territorio né proporre progetti 5. in questo anno (la Consulta ha iniziato a lavorare a regime nel novembre del 2014, da qui il ritardo sull’avvicendamento dei nuovi rappresentanti) 6. il nostro è stato un lavoro (volontario e in nessuna maniera retribuito, sottolineerei ancora una volta) rivolto al coinvolgimento dei tecnici di Varazze, in particolare modo, organizzando tavoli di dibattito sulle nuove normative, quali ad esempio, la nuova legge sul recupero dei sottotetti, che ha portato a un costruttivo confronto con i funzionari comunali, nell’intento di trovare linee di interpretazione comuni nell’interesse professionali di tutti 7. l’atto conclusivo del nostro primo mandato è stata l’organizzazione di un incontro illustrativo sulla suddetta legge che ha visto come relatore un responsabile della Regione Liguria; tale conferenza è stata anche accreditata dagli ordini professionali per la sua importanza (credo di non sbagliare affermando che sia stata la prima di tale importanza organizzata a Varazze) 8. i risultati del lavoro della consulta (per carità, nulla di eclatante, forse) sono stati depositati come verbali o sintesi delle riunioni e della conferenza.
Infine due piccole cose, per chiarire definitivamente la questione: visto il mio personale rapporto di amicizia con diversi esponenti del proprio gruppo (cito ad esempio Paolo Bassafontana, Diego Lofrano amico e collega, Gianfranco Tirotta, etc.) dal momento che non mi capita molto spesso di leggere il Vostro blog, non essendo a conoscenza di commenti che mi riguardano, la prossima volta, avvisatemi… forse posso spiegare per tempo tutto quanto in modo preciso… e serio… visto che si tratta della mia professione e della mia dignità. L’altra osservazione, come già detto a suo tempo, è relativa al “detto/non detto” che si legge tra le righe: associare il mio nome alla Consulta va bene, ma va meno bene se appaiono frasi del tipo cit.” ….con procedimenti per abuso edilizio a proprio carico”. I casi sono due: o siete in mala fede o siete sprovveduti e non riuscite a capire che c’è materiale sufficiente per una bella querela. Nel post appare solamente il mio nome e, per come si può interpretare, risulterebbe che l’interessato al procedimento di abuso sarei io. Materiale buono per avvocati? Pensiamoci…. Ciao ragazzi… i miei contatti, se volete, li avete
!

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