Archive for Luglio, 2016

Lug 31 2016

Rischio incendi? Facciamo attenzione!

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Scatta oggi lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio della Regione Liguria. Il provvedimento è stato adottato dalla Sala operativa unificata permanente-Suop in base alle condizioni meteo registrate che hanno determinato una maggiore secchezza della vegetazione, dalle alte temperature e previsioni di rischio incendi boschivi.
Per ogni avvistamtno o segnalazione chiamate il numero verde regionale “Il Salvaboschi” 800.80.70.47 o quello del Corpo forestale dello Stato 1515.

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Lug 30 2016

Sabato di luglio

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Ore 9.55 di un sabato di luglio. La città è totalmente bloccata. Il mercato scorre placido e l’Aurelia è un campo di battaglia sul filo dei 37 gradi e tassi da smog mica male.
La lotta per il parcheggio se esistente, selvaggia.
Sul mercato abbiamo già preso una posizione. Si fanno mercati su tutte le passeggiate della riviera da Finale Ligure a Noli ecc. ma a Varazze pare non sia possibile.
La cosa non meriterebbe un approfondimento specifico?

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Lug 30 2016

Se la Provincia fa il gioco delle sedie…

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La Provincia comunica che non farà più manutenzione delle strade provinciali e dunque in caso di interruzioni le strade saranno chiuse.
La Provincia annuncia che non ha i soldi per il riscaldamento delle scuole superiori statali.
La Provincia annuncia che non può occuparsi dei cinghiali che razzolano tra i semafori.
Il gioco è quello delle sedie, dove qualcuno rimarrà di certo in piedi a guardare gli altri. E’ il gioco del tanto peggio tanto meglio, cercando per affermare la propria esistenza di arrecare i maggiori disagi ai cittadini che pagano regolarmente le tasse. Una “minaccia” continua verso i Comuni compreso quello di Varazze.
Varazze ha investito moltissimi soldi per mettere a posto zone compromesse dalle recenti alluvioni (in ultimo i lavori finanziati per la strada dell’Eremo del Deserto per quasi 1 milione di euro) perchè tutti sanno che se non intervieni, i danni di moltiplicheranno alle prime piogge siginficative. La Provincia no.
Lei aspetterà il danno maggiore per spendere di più e poter dire “ve lo avevo detto che senza i soldi alla Provincia….”
A me pare puro autolesionismo.
Sappiamo tutti ad esempio, che per strada provinciale che va da S.Martino a Varazze ha almeno tre punti dove con l’acqua piovana, è molto probabile ci sarà una seria compromissione della strada. Il Comune non può fare niente e la Provincia che è proprietaria della strada non farà nulla.
Non ci sono soldi? A questo punto che il presidente della Provincia Giuliano abbia la dignità politica di dimettersi.

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Lug 28 2016

Il richiedente asilo politico può fare accattonaggio

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Ieri è stato reso noto che un richiedente asilo politico nigeriano che si era visto sospendere lo status di “in attesa di asilo politico” dal Comune di Pietra Ligure prima e dal Ministero dell’Interno poi, in quanto esercitava attività di accattonaggio, ha vinto la causa legale. Il Ministero degli Interni dovrà pagare i costi della causa per 1000 euro circa. Nella sostanza il TAR ha sostenuto che bisogna valutare di caso in caso e dunque non essendo stato fatto, la decisione del Comune di Pietra e del Ministero erano illegittime.
A nostro parere occorrebbe valutare più seriamente, se una persona accolta decentemente che usufruisce dei servizi sanitari al pari dei cittadini, che usufruisce di vitto, alloggio, assistenza medica, possibilità di fare corsi di lingua e di formazione, diritto a non prestare alcuna attività lavorativa, il tutto senza sapere ancora se è o meno un rifugiato politico, e che decida di esercitare accattonaggio, possa davvero essere valutato come coerente con il proprio status. A questo si aggiunge la possiiblità di viaggiare su alcuni mezzi pubblici locali gratis,un piccolo rimborso spese e un rimborso telefonico.
Ecco, intanto bisognerebbe capire se è possessore di un telefono cellulare, ad esempio. Il TAR lo ha chiesto? E’ da immaginare che la risposta sia positiva. Ha allora un senso che una persona che non ha oggettivi problemi di sussitenza, possa essere libero di esercitare accattonaggio comunque e ovunque? Anche qui secondo me no. L’attività di accottanaggio in questo caso, si prefigura come “completamento” di un reddito assicurato sotto forma di beni e servizi concessi i nattesa che si sappia se ne può davvero usufruire.
E’ proprio la mancanza di buonsenso che rischia di creare danni alle attività di accoglienza perchè le persone sanno valutare anche gli eccessi, e questa scelta del TAR appare onestamente come del tutto insensata. Certo non è una cosa grave; tuttavia sono proprio queste valutazioni ipergarantiste, al di là del buon senso comune, che fanno scattare purtroppo reazioni negative e di discredito rispetto alle attività organizzate di accoglienza degli immigrati.
A Varazze ieri ad esempio, l’attività di accatotnaggio era asfissiante. In via Campana, nel centro storico, ogni 20 metri vi era un esercente attività di accattonaggio. Per altro sono le stesse persone, negli stessi posti con una “regolamentazione” che lascia pensare. Di certo, ogni circa 30 secondi si venita sollecitati. Non era oggettivamente percorribile in quel momento senza che si perdesse un pò la pazienza. In più vi erano un paio di banchetti per la raccolta firma “contro la droga”.
Di certo per ora, in attesa del Consiglio di Stato, in Italia, Paese spesso dle bengodi o comunque del buonismo a prescindere, i richiedenti asilo politico possono esercitare liberamente, seppure siano sussidiati dallo Stato italiano, l’attività di accattonaggio.
Con celulare o senza cellulare….senza che la cosa per ora abbia una minima importanza.
Un pò di buon senso no…eh?

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Lug 27 2016

Occorre affidare in appalto più servizi comunali? E’ una necessità. Sia fatto bene, ma sia fatto.

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Il personale comunale è sempre meno e si riduce di anno in anno. In alcuni casi è vincolo di situazioni burocratiche e talvolta anche di alcune carenze organizzative (ad oggi, ad esempio, l’ufficio personale è assolutamente sovradimensionato). Illusorio pensare che in futuro si tornerà ad assumere. Bisogna allora, cominciare a fare scelte precise, pragmatiche e non ideologiche. I Comuni sono nati con la loro organizzazione, pagata dai cittadini, per dare servizi. Non importa come, ma occorre dare servizi efficienti e poco costosi.
Con personale pubblico? Ok. Con personale privato? Ok. L’obiettivo non è come dare i servizi ma dare i servizi.. Se oggi come oggi per via dei costi e dei vincoli della dipendenza pubblica, non è possibile immaginare di gestire alcuni servi con personale diretto, lo si faccia con gare, dando in appalto manutenzioni, gestione dei servizi più vari, della manutenzione stradale, o comunque di tutto quello che è conveniente per la Comunità.
Nel nostro Comune non è avvenuto lo scatto politico per capire come detto che l’obiettivo non è come dare i servizi ma dare i servizi. I costi per il cittadino sotto forma di tasse (e tante) sono gli stessi. E’ dovere dell’amministratore pubblico (anche lui pagato dai cittadini) di dare il miglior servizio a prescindere dalla modalità pubblica o privata.
Il controllo pubblico è fuori discussione ovviamente, ma l’impressione è che vi sia una certa ritrosia ad immaginare l’affidamento di più servizi a società esterne. Certo poi quello che fa la differenza è anche la gara pubblica: come la fai, come viene gestita e con quali garanzia.
Ma questo non può più essere, alla prova dei fatti e non a parole, un elemento che allontana dall’obiettivo dovuto ai cittadini paganti.

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Lug 26 2016

Parcheggi? Ok…e poi?

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Tralasciando per un momento il tema della gestione dei parcheggi pubblici sui quali abbiamo scritto molto senza alcuna risposta se non imbarazzati silenzi, la questione di fondo è più fondamentale.
La questione in un’ottica strutturale, come ha evidenziato questa volta correttamente anche il M5S locale, è fino a quanto parcheggi? Quanti ne vengono richiesti, ovvero cercando di rispondere alla domanda temporanea di posti auto? Oppure è più utile tentare di “guidare” l’offerta (di posti auto), scegliendo con una politica pubblica di evitare che il territorio venga mangiato per un buon 40% dalle auto e piuttosto, organizzando sistemi di accesso alla città, facilitati ed economici almeno in alcuni periodi dell’anno?
Perchè ad oggi non abbiamo mai perseguito con coraggio e determinazione il perseguimento dei parcheggi di interscambio?
Perchè forse pensiamo sia un tentativo inutile?
Perchè sarebbe un progetto antieconomico o che contrasta con usi e costumi consolidati?
E’ probabile.
Tuttavia governare significa, non sempre seguire i desiderata quotidiani della gente, ma sapere progettare vedendo un pò più in là del quotidiano.
Sappiamo che le abitudini cambiano con il tempo ma cambiano anche se aiuti a cambiarle con proposte, convenienze, comodità e logiche ambientali.
Costruire un ampio parcheggio di interscambio in località Salice sarebbe un errore? Neppure se servito con bus bavetta continui?
Può essere.
E se si rendesse gratis la permanenza lunga in un’area e si aumentasse il costo nelle zone centrali (non per i residenti)?
Se all’uscita dell’autostrada si pubblicizzasse adeguatamente l’esistenza del parcheggio gratuito e della navetta?
Certo si perderebbero parte degli incassi dei parcheggi a pagamento. Può essere.
Ma se non si prova o almeno si provano idee diverse, non lo sapremo mai.
Ecco perchè governare significa anche avere, almeno qualche volta, il coraggio dell’impopolarità temporanea, ammesso che impopolarità vi possa essere.

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Lug 25 2016

Passeggiata Europa: qualcosa si muove

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Nei giorni scorsi il corso della Passeggiata Europa è stato arricchito di nuovi cartelli che più specificatamente danno informazioni, unitamente alla percezione di trovarsi un un luogo che non è solo passeggiata ma anche sito naturalistico. Pare inoltre, che nei prossimi giorni saranno prese iniziative per gestire meglio l’accesso al varco (sbarra) con un minimo di regolamentazione più seria ed ordinata rispetto a quella di fatto incontrollata in vigore oggi. Sarebbe già un primo passo sapere con esattezza chi ha diritto a transitare, perchè e con quali mezzi e sopratutto se rispetta l’obbiligo di chiudere e aprire in varco. Ad oggi, purtroppo, non è così: non sappiamo neppure per approssimazione chi transita, a che titolo e con quali chiavi.
Occorre e su questo non ci sono novità, che gli accessi al parco siano adeguatamente controllati con telecamere come tutti luoghi ZTL o simili. Senza un controllo video serio, accadono situazioni paradossali come quelle nella foto: a fianco del cartello nuovo di zecca, ve ne è uno pasticciato dal graffittaro idiota di turno che ha pensato bene di lasciare il suo pasticcio sul cartello (oltre che sugli scogli bianchi).
Una rete di telecontrollo per una passeggiata lunga 5 km è fondamentale per mille ovvi motivi che facciano si che la fruibilità sia effettiva da chiunque senza i problemi tipici che si possono riscontrare in zone isolate. Quattro telecamere (due all’entrata, di cui una almeno con riconoscimento targa, e due sul percorso) sarebbero forse sufficienti.
Investimento di 15.000 euro per quella che una delle perle del turismo locale. Ci stanno tutti.

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Lug 22 2016

Vernice: costi poco e ci voleva poco.

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Non dovrebbe essere difficilissimo e neppure particolarmente costoso. Resta il fatto che in due anni di vernice se ne è vista proprio pochina.
Spesso bisogno cercare di “indovinare” il verso giusto delle corsie nei parcheggi.
Ieri la notizia del rifacimento di piazza Dante per complessivi circa 1 milione di euro. Bene. Però secondo me dovremmo iniziare dalle strisce…Troppo prosaico…?
Qui un ex sindaco dell’ascolano ha deciso di dipingersele lui. E’ un suggerimento.

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Lug 21 2016

Il raddoppio ferroviario tra Savona e Ventimiglia? Iniziò nel 1922. Quasi 100 anni! E non è finito.

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Ieri sera incontro con Franco Rebagliati, super storico dei treni in Liguria e non solo, autore di oltre 40 libri sull’argomento. Rebagliati è un varazzino doc.
L’argomento della relazione (presso il Chiostro di San Domenico, nel quadro delle iniziative organizzate dal Campanin Russu) era la storia della ferrovia tra Voltri e Varazze.
Lo storico varazzino ha raccontato che in soli otto anni (i lavori terminarono nel 1868), fu costruito il tratto da Voltri a Savona: si utilizzò polvere da sparo in quanto la dinamite non esisteva ancora; serio il pericolo e purtroppo le perdite umane che furono calcolate in un operaio per ogni chilometro costruito. Molti operai e materiale, furono addirittura trasportati via mare tanto era impervio il tratto.
Tuttavia, nel 1872 proprio a seguito di forti mareggiati e piogge insistenti, la ferrovia appena costruita subì danni ingenti e fu chiusa per alcuni anni per poter ricostruire muri di sostegno e ben 99 scogliere artificiali nel solo tratto Voltri-Savona! Varazze per il tragitto, non fu tagliata a metà per via della presenza dei preziosi cantieri navali che consigliarono un tragitto che passasse all’interno e non fiancheggiasse il mare come accaduto a Celle Ligure e Albisola.
Negli anni ’20 si calcola che transitassero circa 250000 persone all’anno nella sola stazione di Varazze di cui 160.000 paganti.
Il repertorio fotografico ha mostrato anche molti personaggi legati alla vecchia stazione ferroviaria e forse un pò di nostalgia tra le otre 100 persone accorse, si sentiva..
Rebagliati ha poi raccontato delle peripezie del mitico raddoppio ferroviario tra Savona e Ventimiglia iniziato nel 1922….Siamo quasi al centenario e lontani dall’obiettivo.

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Lug 20 2016

Sicurezza percepita, sicurezza effettiva

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I dati della Questura sembrano tranquillizzanti: la criminalità e i reati a Varazze sarebbero diminuiti.
Quanto questi dati sono attendibili? Ritengo lo siano assolutamente, tuttavia non conosco la percentuale di cittadini che non denunciano più i piccoli reati.
I motivi possono essere molti: sfiducia, rassegnazione, scarso valore del maltolto e anche difficoltà a presentare denuncia (la Stazione dei Carabinieri, con personale sempre più ridotto accetta le denunce solo in orari ridotti), idem la Polizia locale.
Perlustrazioni di routine (altro ragionamento i posti di blocco) ridotti al minimo per il personale e per i costi. Alcuni anni fa i Carabinieri erano in grado di assicurare un’auto h24 in pattugliamento. Oggettivamente la visibilità dissuasiva è oramai ridotta al lumicino a fronte di professionisti del crimine (penso ai ladri professionisti in appartamenti) che oggettivamente operano anche qui.
Ora Varazze è una piccola città e un minimo di controllo e solidarietà tra vicini e cittadini c’è ancora, per fortuna. Esiste una rete di telecamere crescente, che una funzione dissuasiva l’ha.
Stabilire dunque quanto hanno ragione i numeri e quanto l’ansia e il percepito soggettivo è difficile.
Forse ciò che crea più sfiducia e il pensiero delle conseguenze alle quali vanno in contro i vari ladri o truffatori: davvero minime, con scarcerazioni quasi sempre nel giro di 24 ore anche per plurirecidivi.
Ecco questo forse è il vero problema.

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