Archive for Ottobre, 2016

Ott 31 2016

Dopo due mesi salta già il limite massimo di migranti economici accoglibili. I Prefetti chiedono già le deroghe.

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Migranti: per cercare di fare capire ai sindaci, sempre più allarmati, che l’obbligo di ricevere migranti economici (solo il 5% sono rifugiati politici) avrebbe avuto un limite. Il Governo infatti, circa due mesi fa aveva stabilito che ogni Comune doveva accogliere 2,5 persone ogni cento residenti. Già a settembre, secondo quanto scrive IVG.it, il Prefetto di Savona ha chiesto ai sindaci di derogare al limite e di alzarlo.Nel frattempo l’utopia dell’accoglienza diffusa ovvero la bislacca idea, anche questa lanciata dal Governo e appoggiata dalla Chiesa Cattolica, per la quale i cittadini avrebbero dovuto ospitare nelle prorpie case i migranti economica è fallita miseramente, con zero disponibilità.

Dunque dopo 60 giorni (dicasi 60 giorni…) ecco già le richieste ai Comune di derogare. Pare che tutti i sindaci della provincia si siano rifiutati perchè è ovvio il rischio di creare situazioni non governabili in termini di costi, ordine pubblico e gestione sociale. Varazze ad esempio, è già arrivata quasi al limite di saturazione. Una situazione esplosiva, indotta da una politica che ha diffuso nel Mediterraneo il messaggio che l’Italia accoglie tutti i migranti, ovvero tutti coloro che vogliano vedere migliorare le proprie condizioni economiche. Ambizione più che legittima che dovrebbe però fare i conti con le risorse limitate di chi accoglie (la mucca che da il latte, se munta troppo, poi il latte non lo da più perchè ci rimane secca…..). Così milioni di persone, ritengono, che la prospettiva di poter dimorare in Italia per almeno 48 mesi senza dover dimostrare nulla, appaia oggettivemente interessante. Non è un caso che oltre l’80% dei migranti siano maschi giovani, attratti più che dal lavoro da ciò che loro pare bello (vestiti, cellulari, ecc.). Per invece i volenterosi (e ce ne sono), le prospettive, almeno in Italia, di lavorare legalmente sono quasi nulle per i prossimi anni.

Ecco dunque, il diabolico ingorgo. Altro che Halloween. L’Italia è la meta più comoda e immediata per masse di migranti economici che vorrebbero andare altrove ma che sbarcano dove è più semplice farlo, con una macchina illegale oramai oliata e che funziona con grande efficienza e con costi decrescenti (un tempo occorrevano 2000 euro ora ne “bastano” 300). Il problema è che sempre meno queste persone potranno recarsi in altri Paesi europei, che oramai hanno posto dei limiti subito dopo aver capito che l’Italia giocava al Paese solidale con la “pelle” degli altri e sempre meno hanno possibilità di trovare un sistema di accoglienza efficiente.

Ciò non può che portare a situazioni di devianza crescenti, o per lo meno, di asocialità procurata da un meccanismo asfittico con conseguente isolamento culturale dei nuovi arrivati. Esattamente l’incontrario del multiculturalismo che tanto predicano coloro che sostengono l’accoglienza immediata e illimitata.

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Ott 30 2016

Se il Wi-fi è a pagamento…

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Una famiglia di amici svizzeri ha deciso di venire in vacanza in questi giorni in Riviera, a Varazze.
Sono famiglie abituate a girare mezzo mondo e comunque vengono spesso a trovarci nella nostra città che tutto sommato apprezzano.
La sera dell’arrivo erano un poco scossi. Ho chiesto loro perchè. Mi hanno raccontato che nell’albergo dove alloggiavano in wi-fi era a …pagamento e a …ore…
Sono rimasto a bocca aperta. Sappiamo tuttoi che il costo di messa a disposizione di un pò di banda per il collegamento alla rete web è praticamente nullo e non richieste strutture particolari. Raro imbattersi in alberghi che fanno pagare questo servizio (anzi rarissimo) se non proprio in luoghi profondamente disagiati e lontani che necessitano del traffico dati via satellite.
Si tratta di pochi euro ma l’impatto di immagine è devastante.
La moglie del mio amico, mi ha già detto che non verrà più e rideva amaramente di questa wi-fi a pagamento. Dopo un rapido calcolo, questo albergatore per incassare 10,15 euro ha perso per il prossimo futuro un soggiorno di circa 1000 euro per tre giorni.
Occorre essere più attenti. Sono costi, ad esempio quello del wi-fi che non sono più esigibili da una clientela moderna, che gira il mondo.

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Ott 29 2016

Bastano tre giorni con il sole….

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Bastano tre giorni di bel tempo e Varazze, ottobre o novembre che sia si riempono di tanta gente.
Oramai la flessibilità turistica è una necessità, anzi un dato di fatto. Certamente non è facile gestire per le strutture complesse questa velocità di azione richiesta (un pò diverso il discorso ad esempio per i negozi) ma fa piacere vedere che le potenzialità non coincidono necessariamente con la tarda primavera o l’estate. In questi giorni la città offre relativamente poco anche se la sensazione, almeno nella rete commerciale, è che la situazione creatasi con questo lungo ponte sia stata compresa e in parte assecondata con alcuni negozi che in tempi diversi, sarebbero stati inesorabilmente chiusi.

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Ott 28 2016

Il semaforo di Bolzino: 83 anni buttati via…

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E’ una sciagura. E ci ricorda da anni che i lavori dopo 6 anni dall’alluvione, non sono conclusi. Roba da Nigeria ma se va bene.
Chi arriva attende mediamente 5 minuti, che sono 10 minuti per due volte ovvero 20 minuti al giorno.
Calcolando che transitano circa 1500 auto giorno (prudenziale) siamo a 30.000 minuti giorno che moltiplicato per 4 anni circa sono 43,8 milioni di minuti buttati nel water.
43,8 milioni di minuti sono circa 83,3 anni di attesa complessiva a questo semaforo.
Ma nessuno sembra particolarmente preoccupato. Oramai il virus del “vediamo che succede” è pandemico e la Provincia di Savona ente morto ma vivo, o quello che ne rimane è non pervenuta. Nel frattempo la gente, i cittadini che le tasse le pagano ogni giorno e tengono su questo splendido baraccone, passano 83 anni in coda nel totale disinteresse generale.

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Ott 27 2016

T1: conto alla rovescia…

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Stavolta si tratta di quelle “promesse” che se non mantenute, farebbero sfondare abbondantemente le soglia del ridicolo. L’annuncio (a dire la verità l’ennesimo) sui giornali da parte del costruttore, era che a novembre partiranno i “mitici” lavori della T1 a partire dall’altrettanto mitico grattacielo. Mancano 4 giorni alla febbrile scadenza e non si muove una pietra. La capacità di mobilitazione è sicuramente all’altezza e 4 giorni sono tanti per chi sa organizzare le cose. Fatto sta che per ora segni di “azione” non ce ne sono. Se fosse così, la credibilità scenderebbe davvero al ivelli bassi, anzi nulli, perchè per vari motivi un annuncio di inizio lavori si può anche disattendere, due è raro, tre improbabile, quattro…

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Ott 26 2016

Raccolta differenziata estesa a tutta la città nei prossimi 60 giorni

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E’ stata formalizzata ieri la decisione operativa di allargare a tutto il territorio comunale la raccolta differenziata con bidoni e tessere di accesso agli stessi. Il sistema che è in uso nella zona centrale della città da alcuni mesi e che ha dato buona prova portando la raccolta dei rifiuti differenziati al 60%-65%, sarà infatti esteso con qualche mese di anticipo a tutto il Comune. I varazzini dovranno dunque dotarsi di tessera magnetica personalizzata, sacchetti e cestino che saranno consegnate gratuitamente presso il punto SAT che si trova sotto il Palazzetto dello Sport. Saranno, inoltre, organizzate riunione informative per la cittadinanza: il 27 ottobre, il 3 e 17 novembre alle 20,30 presso il Palazzetto dello SPort, il 25 novembre presso le Scuole del Pero, il 6 dicembre sempre alle 20,30 presso il Circolo di Alpicella.

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Ott 26 2016

La congiura dei frigoriferi… no … delle strisce bianche

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Mentre tutta Roma si interroga preoccupata su chi sta a capo della cupola della congiura dei frighi avanzata dalla mitica sindaca romana Raggi (“Vedo tanti frigo vicino ai cassonetti dell’immondizia. Come fanno a portarli li? E poi spesso il frigo è già sfondato e graffiato, mi pare strano”. Alla esplicita domanda se ritenga li mettano lì apposta i frigo per sabotare l’amministrazione M5S, Raggi replica con un “Non lo so, però…”) per poi scoprire che dall’8 giugno è stato sospeso il servizio, a Varazze invece, continuiamo a chiederci se qualche omino, anche qui sempre con congiura annessa, passi di notte a cancellare le strisce bianche sull’asfalto, scomparse oramai da anni dalla pavimentazione stradale della città.
In alcuni salotti ben informati si vocifera che la strategia punti a stimolare la capacità immaginativa dei varazzini per la loro buona salute mentale.

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Ott 25 2016

Turismo: basterà la crisi internazionale?

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E’ innegabile che la crisi di sicurezza dettata da questa fase legata alle minacce terroristiche, ha indotto molti italiani a programmare vacanze casalinghe, ovvero sul proprio territorio nazionale. Ciò a comportato maggiori presenza e maggiori consumi legati all’offerta turistica. Anche in Liguria. Si tratta di un’opportunità (l’ultima?) importantissima per il turismo varazzino e non solo ovviamente. Solo dando la percezione concreta che i servizi turistici stanno crescendo, solo facendo apprezzare le opportunità e peculiarità dell’offerta ligure, si può sperare che il turista dell’oggi, sia anche quello di domani. Ovvero, che l’esperienza risulti potiva e si possa contare su un ritorno del cliente, che magari negli anni precedenti aveva un pò abbandonato la destinazione rivierasca, per altre mete italiane e non (es. Grecia, Tunisia, ecc.). Potrebbe essere un’ultima decisiva opportunità concessa al turismo ligure per riscattarsi.

Ma lo stesso, saprà cogliere l’occasione e dimostrarsi all’altezza?

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Ott 23 2016

Turismo 2.0

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Il problema del turismo 2.0 in realtà non è nuovo. Ed è un problema specifico di Varazze, più che da ogni altra parte della Riviera. Varazze è un ibrido turistico da sempre: il primo posto dove il vacanziero domenicale proveniente dalla pianura può trovare sfogo e spiagge (per altro mica un posto poi così brutto…!). Ma anche un luogo che fino agli anni ’60 è stato stazione turistica di assoluto prestigio turistico, alla pari, in fatto di prestigio, con Sanremo o Alassio. Dunque, un posto di élite e un posto popolare e per chiunque. Un luogo che aspirava a un turismo ricco, di italiani e stranieri, e un luogo dove i gitanti domenicali di Genova Prà con panini (esempio a caso, non si offendano gli amici della bella Prà) e di Quarto Oggiaro in canotta e ciabatte arrivavano a macchinate. il tutto conviveva in un miscuglio che aveva il sapore del “prendi tutto e fai cassa”. . Poi i tempi sono cambiati, i ricchi sono diventati più attenti alla qualità turistica e chi ha pochi soldi cerca di spenderne il meno possibile e magari mettere i soldi nel salvadanaio per una crociera a basso costo. La crisi d’identità si è fatta sentire anche se non solo per Varazze. La crisi si è concretizzata con il crollo verticale degli alberghi presenti, dimezzati in 20 anni. Poi il boom del turismo che io chiamo “turismo 2.0″, quello che consuma in giornata e rientra. Non è turismo per forza scadente, ma è un turismo diverso e o lo sai governare o lo subisci. In questi due anni, l’economia del “turismo 2.0″ come, ad esempio, pizzerie, focaccerie, bagni marini, negozi, chioschi ecc ecc. sono andati piuttosto bene, con buone entrare almeno per i gestori più capaci e “svegli”. Meno invece, i pernotti alberghieri ed extralberghieri che non hanno capitalizzato il boom del turismo nazionale a seguito delle crisi politiche internazionali.

Sul turismo 2.0, occorre però prendere alcune decisioni. Non è in assoluta antitesi con il turismo alberghiero. Ma lo potrebbe essere. Anzi, i due movimenti turistici, potrebbero essere in contrasto uno con l’altro, se non si provano strade innovative.

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Ott 20 2016

Il nuovo Vescovo di Savona-Noli. Una foto, una storia

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Mi ha colpito la foto pubblicata oggi su IVG.it che riproponiamo con il permesso della redazione che ringraziamo. E’ una bellisisma foto che ritrae il nuovo vescovo di Noli Mons. Calogero Marino.

Leggendo la sua storia di impegno religioso, giunge il ritratto di un uomo attivo, preparato con una storia di grande attività e dinamismo. Nella foto compare vestito in modo molto semplice, come un qualsiasi sacerdote di trincea, di città o di campagna che sia. un sorriso semplice, forse un pò stanco ed emozionato. A fianco l’anziano vescovo che di fianco a lui, lo ha accompagnato nelle semplice cerimonia, durante la quale è stato investito dell’incarico vescovile. Più anziano, vestito in modo tradizionale. Non è che necessariamente un modo di essere sia meglio dell’altro e non necessariamente ciò che è “moderno” nella chiesa è migliore. Spesso non è così. Tuttavia, mi ha colpito il contrasto benevolo tra le due Eccellenze vescovili. E in ogni caso benvenuto Signor Vescovo Marino!

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