Feb 06 2017

Sulla sanità e sul S.Paolo

(foto cortesy IVG.it)
Tema spinoso. Quando facevo il master in gestione sanitaria al S.Raffaele di Milano, mi spiegarono che tutti noi vorremmo l’ospedale sotto casa e il migliore possibile. Giusto. Però non è possibile. In sanità, oggi i centri medici per cure importanti devono essere grandi e iperspecializzati. Una volta un politico raccolse firme per difendere un piccolo ospedale di vallata nel genovese e tutti i cittadini firmarono; poi chiese la firma per impegnarsi a farsi ricoverare lì invece che andare al S.Martino e nessuno firmò. Perchè? Perchè per le cure “importanti” nessuno guarda la vicinanza ma l’efficacia giustamente e 50 o 100 km in più per avere cure all’avanguardia non spaventano nessuno. Bisogna essere CONCRETI. Per latro il S.Paolo non potrà mai essere DEA di 2° livello per ovvi motivi che tutti gli addetti ai lavori conoscono (e che non sto qui a illustrare). Prentenderlo è illudere la gente. Altra cosa prentendere invece che il S.Paolo sia un buon ospedale, molto meglio di quello che è oggi. Il S.Paolo di Savona ha subito negli anni un veloce decadimento qualitativo nel suo complesso e il flusso di “fughe” verso altri nosocomi è consistente. Dati alla mano. Io mi concentrerei di più sui motivi di queste costanti inefficienze, sul verificare quali e quante competenze manageriali serie vi hanno operato e come anzichè raccogliere firme per una cosa ovvia (avere un ospedale di qualità). Non basta raccogliere firme. Se il sindaco e i suoi colleghi d’ambito (ASL2) che siedono nel comitato dei sindaci, vuole essere attivo sul tema della sanità, faccia, proponga e sarà lavoro ben fatto. Raccogliere firme? Bello ma a cosa serve concretamente?
Fossi nel Sindaco mi concentrerei molto di più nell’avere un centro di primo intervento a Varazze, ovvero un centro “Varazze salute” come proposto dall’associazione “Azione Popolare” piuttosto che in “battaglie” senza sbocchi concreti a suon di firme. Varazze fino a pochi mesi fa era la terza città della provincia (oggi quarta) ed è l’unica sopra i 10.000 abitanti a non avere un centro salute dove i cittadini possano andare per cure non urgenti ed esami diagnostici di livello senza perdere giornate a Savona o Genova.
Queste sono le esigenze della città, più che firme (contro le quali non ho nulla anzi…)

2 commenti




2 Commenti to “Sulla sanità e sul S.Paolo”

  1.   Francescaon 06 Feb 2017 at 13:56

    Io ho firmato per far si che l’ospedale S. Paolo mantenga le specialità e non perda reparti importanti quali cardiologia per esempio. Detto questo è ovvio che se si trattasse di mantenere un ospedale sperduto “tra i bricchi” la sua difesa sarebbe anacronistica. Ma qui parliamo dell’ospedale del capoluogo e soprattutto parliamo di trasferire alcune specialità a Pietra Ligure per motivi che a prima vista non concernono una razionalizzazione delle risorse ma per meri calcoli politici di consenso. Leggi alcuni consiglieri regionali. Mi corregga se sbaglio.

  2.   Parliamo di Varazzeon 07 Feb 2017 at 22:23

    Grazie per aver scritto. Non posso correggerla. Non mi permetterei. Certo la politica è una delle rovine della sanità in Italia e viene dagli anni ’70 dove si giunse a livelli assurdi. Continuiamo a pagarne le conseguenze. L’ospedale di Savona certo non può essere svuotato, certo. Bisogna però dire che in generale (con tutte le eccezioni) il livello qualitativo è sceso in questi anni; si respira a tratti un’aria di “abbandono” che forse rispecchia una città vecchia e stanca più di altre. E’ molto triste ma la politica ha responsabilità pesantissime. Personalmente oggi come oggi, potendo andrei a Genova e Pietra. Con tutte le eccezioni del caso. Certo nella ASL ci sono ogni camice bianco o azzurro DUE amministrativi. Fate voi….