Archive for the 'Argomenti vari' Categoria

Feb 14 2016

Se lo scandalo non è dormire in magazzino…

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Non vorrei essere frainteso: ovvio che se sarà dimostrato che dei dipendenti comunali invece di lavorare erano a farsi i fatti loro le conseguenze dovranno essere esemplari.
Non credo però che in posti come Varazze accadano fenomeni assurdi come Sanremo, Comune come noto, condotto in modo raccapricciante da almeno 30 anni.
I problemi sono spesso meno appariscenti che non timbrare a andarsi a fare la spesa. I problemi che pesano davvero sono quelli che si creano quando la macchina comunale non è stata gestita in modo moderno per 30 anni. I problemi veri nascono quando non hai lavorato sull’aggiornamento, la qualificazione e lo sviluppo professionale e delle regole interne, se il caso, a stretto contatto con dei sindacati credibili.
Trovi situazioni come quella del Corpo della Polizia locale di fatto allo sbando o in anarchia permanente (se preferite) con la necessità di chiamare un super comandane (e lo è davvero) da fuori città.
Il problema è un ufficio del personale con 4 impiegate che costano 200.000 euro l’anno per 90 dipendenti (!) quando una esternalizzazione costerebbe poco più di 60/70.00 euro (ass. Manna dove sei?)
Il problema è quando alcuni (non tutti!) dei dirigenti non ha la mentalità per essere un manager moderno, e pensa che un dirigente debba essere burocrate prima di tutto.
Ecco, solo per dire che certo questi dipendenti saranno puniti se colpevoli ma certo non si nasconda tutto dietro questi sventurati perché le cose che non si vedono spesso sono molto, molto più decisive in peggio.

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Feb 11 2016

Vivi Varazze un’idea come un’altra?


Qualcuno se la prende con “Vivi Varazze” e non va bene. Personalmente non ho grande simpatia per i “Comitati” che spesso per loro natura vengono strumentalizzati per fini diversi dalle buone intenzioni degli aderenti. NON è il caso di “Vivi Varazze” che da anni opera ed esprime legittimamente le proprie opinioni sulla spinta, certamente, di un impegno civico. I contenuti possono essere condivisi, criticati senza dubbio, può dare fastidio ad alcuni che si connotino per posizioni più allocate a “destra” ma ciò non ha davvero nessuna importanza.
Spero che “Vivi Varazze” possa riaprire le proprie pagine Facebook a tutti per dare come sempre un contributo su questa città, troppo spesso dormiente. Varazze ha bisogno di discussioni e approfondimenti, ha bisogno di confrontarsi, dialogare sempre in un’ottica di proposta e costruzione.

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Feb 02 2016

Il paradosso della poca spazzatura per chiudere la discarica per sempre.

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L’Amministazione che governa questa città, fece in campagna elettorale una promessa importante che nessuna delle altre forze in campo volle fare, ovvero che lo scandalo numero uno di questa città, ovvero quello della discarica sarebbe arrivato al termine, con la chiusura definitiva della Ramognina. Sarebbe stato chiuso entro il 2017 o comunque al completamento dello lotto già aperto e che necessariamente deve essere completato. La previsione con il flusso normale dei rifiuti diceva che nel 2017 il lotto sarebbe giunto a completamento e la discarica chiusa per sempre.
Tale scelte sono state più volte ribadite e confermate dalla giunta Bozzano. Il problema è che il flusso dei rifiuti si è ridotto moltissimo per via delle crescenti attività di raccolta differenziata e dunque anche i rifiuti portati in discarica.
Nella sostanza ciò potrebbe significare che per chiudere il lotto e dunque la discarica, invece di arrivare al 2017, con gli attuali flussi ci vorrebbero due, tre, quattro anni in più. Ciò, di fatto, porterebbe ad una dilatazione dei tempi della chiusura che nessuno dei governanti della città auspica. Che fare allora per rispettare la chiusura?
La strada intrapresa finalmente dall’assessore Baccino per una differenziata spinta anche a Varazze, i costi inizialmente alti di questo tipo di raccolta, l’adesione alla SAT sono tutte decisioni che portano a fare passi di modernità in un settore dove per 30 ci sono stati interessi inesprimibili.
Ora, per chiudere nel 2017 e accelerare i tempi si potrebbe, per chiudere il lotto della discarica e la discarica stessa, per sempre, acquisire rifiuti urbani da città vicine. Poca roba ma utile per pareggiare il calo dei conferimenti e rispettare i tempi programmati.
Una scelta di buon senso secondo noi, di pragmatismo e concretezza magari nella speranza che non ci si metta a fare demagogia che questa volta, sì, sarebbe contro gli interessi della Comunità che per 20 anni ha dovuto subire quello scandalo a cielo aperto che si chiama Ramognina e sul quale troppi erano “disattenti”.

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Feb 01 2016

Meteo: un fattore decisivo anche per il turismo

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Il meteo non vuole dire solo i bollettini più o meno ammaestrati che vi propinano al mattino i tanti canali radio/tv.
E neanche volgiamo prenderla “per le lunghe” parlando del fenomeno climatico “El Nino” che è comunque il padre di questa situazione.
Di certo, vi è che l’autunno è passato senza piogge e la primavera secondo i dati del NOAA americano non predicono nulla di buono per la zona dell’alto Mediterraneo. Ciò potrebbe, ed oggi è solo per fortuna un’ipotesi, portare un periodo di ulteriore e prolungata siccità di fondo, con conseguenza che tutti noi conosciamo. Altre invece, non le immaginiamo in prima istanza, ma ci sarebbero comunque. Pensiamo ad esempio, al razionamento dell’acqua potabile per le strutture turistiche e in primis dei consumatori per eccellenza di acqua ovvero gli stabilimenti balneari. Se invece di avere la doccia libera “free” 12 ore al giorno, l’acqua non scendesse proprio, per preservare chi con l’acqua ci deve vivere piuttosto che farsi la “doccetta” post bagno in mare?
Certo è solo un esempio è siamo convinti che non arriveremo a questo punto.
E’ però un modo per riflettere su il fatto che ciò che è scontato in realtà può anche non esserlo.
Comunque non resta che augurare buona pioggia a tutti!

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Gen 30 2016

Guerre stellari a Varazze?

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Come noto non condivido quasi nulla del populismo e dell’organizzazione simil-scientology del M5S nazionale.
Non condivido la tendenza a emulare Roberspierre, non condivido la sottile linea di insofferenza che corre in alcune correnti del “Movimento”, non condivido l’organizzazione e soprattutto l’oscura procedura decisionale sempre affidata al Grande Fratello ovvero sia i server gestiti da una sola persona. Opinione diverso l’ho di alcuni esponenti locali di cui apprezzo e stimo l’impegno sociale e politico sempre condotto con criteri di fondo di rispetto per gli “altri”.
Da qualche ora gira il nuovo manifesto di satira politica indirizzata al Sindaco, che ho trovato, pur non condividendone i contenuti, simpatico e divertente. Ben venga una lotta politica incentrata sulla satira se come in questo caso, corredata di buon gusto e rispetto delle sfere personali.

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Gen 26 2016

Se i clienti delle Poste Italiane sono per la maggior parte “esperti” finanziari (Consob)

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Il nuovo approccio di Poste Italiane, forse in vista della prossima privatizzazione del gruppo, assomiglia sempre più a quello di una ‘banca di sistema’ e come tale necessita della linfa fornita dai risparmiatori per sostenere le proprie ambizioni di finanziamento. Ecco perché, negli ultimi tempi alle poste vengono offerti e impacchettati prodotti sempre più complicati e accattivanti, ma non necessariamente efficienti per i risparmiatori. E’ sempre bene informarsi e non lasciarsi ingannare da slogan fuorvianti, anche quando si tratta dei cari, vecchi e amati Buoni Fruttiferi Postali.
Tra il 2011 e il 2013, la ricchezza delle famiglie affidata alla Poste è passata da 326 miliardi di euro a 350 miliardi, fra strumenti finanziari e conti correnti. Al raggiungimento di questo risultato hanno contribuito diversi fattori, quali la diffusione degli sportelli postali sul territorio, molto più capillare di qualsiasi istituto bancario, e la percezione di Poste Italiane come un interlocutore sicuro, trasparente e affidabile per quanto riguarda la gestione del denaro. Questa fiducia sembra però essere stata mal riposta. Nel procedimento 20638/14 del 8 agosto 2014, Consob evidenzia pratiche di vendita di prodotti di risparmio finalizzate al raggiungimento di obiettivi aziendali piuttosto che basate sull’individuazione degli strumenti finanziari più adatti a ogni cliente. Questo enorme conflitto di interessi ha portato a una totale decorrelazione tra la clientela e i prodotti collocati. Consob rivela che il 91% della clientela in possesso della licenza media rientra tra quelli a cui potrebbero essere venduti i prodotti più rischiosi e complessi. Allo stesso modo si riscontra che l’80% dei clienti ultrasettantenni ha un orizzonte di investimento superiore ai 7 anni. Sembrerebbe che la clientela delle Poste sia in realtà estremamente propensa al rischio (e ottimista sulla propria speranza di vita) e con una buona preparazione finanziaria. Questa fotografia confligge però con i dati circa i sottoscrittori delle Poste (almeno per quanto riguarda i Buoni fruttiferi), che sono diffusi in maniera più che proporzionale tra i cittadini con un reddito medio-basso, un grado di istruzione contenuto, e soprattutto nei centri urbani più piccoli. Sempre Consob rileva che dei 900 mila clienti, soltanto 330 mila sono stati profilati ai sensi della direttiva Mifid, la direttiva europea che obbliga chi vende prodotti finanziari a proporre strumenti coerenti con le esigenze di ognuno.

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Gen 21 2016

Piccole pulizie che fanno una citta’ gradevole. 300 euro di multa per chi getta cicche di sigaretta

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La legge 221 del 2015 ha stabilto multe fino a 300 euro per chi gettera’ cicche di sigaretta.
Norma passata inosservata tra i provvedimenti di dicembre 2015. Questo tema si collega alla gestione dei cani e dei loro bisogni corporali. Innegabile che camminando per la citta’ l’odore e le tracce fisiche dell’urina dei cani e’ fatto quasi inevitabile. A me sinceramente fa abbastanza schifo. Basterebbe versare con una bottiglietta almeno un po’ di acqua per evitare gli aspetti piu’ evidenti e sgradevoli. Ad Alassio, ad esempio, la norma e’ in vigore da tempo. Eccessivo? Non credo.

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Gen 21 2016

La grande questione della quale si dimenticano in molti

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Sulla vicenda t1 alcuni esponenti del M5S locale e esponenti della minoranza hanno creato un caso che appare sinceramente spropositato per il valore della cosa in se’; ci riferiamo alla vicenda piuttosto noiosa tra fideiussioni bancarie o assicurative. Lo scriviamo perche’ in realtà vi e’ una vicenda molto piu’ importante che attende una decisione . E” la scelta di cosa fare dell’unica area pianeggiante e pubblica rimasta in Varazze centro. Questa area e’ l’ex campo Pino Ferro che nei voleri del sindaco Delfino avrebbe dovuto diventare una piscina olimpionica, dimenticandosi che i costi di gestione annuali avrebbero superato i 600.000 euro anno di deficit se ben gestita. Ora sarà restituita alla comunità e occorrerà decidere molto in fretta quale utilizzo strategico per la citta’ sara’ il migliore. Personalmente credo che si debba pensare a una piccola sala moderna e polifunzionale, per incontri, convegni, collegamenti,concerti, seminari, ecc. Ecc. Molto flessibile e versatile e improntata a tecnologie d’avanguardia.

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Gen 20 2016

Scienza della comunicazione: una lobby senza spiegazione?

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Leggo che incredibilmente sono aumentati gli iscritti 2015 della Facoltà universitaria di Scienze della comunicazione di Savona, nota fucina di disoccupati. Non me la prendo con gli studenti ovviamente, dei quali alcuni sicuramente bravi e preparati. Però, penso che proporre una facoltà del genere a Savona sia un’autentica presa in giro. Purtroppo i dati dicono che il laureato in Scienze della Comunicazione ha una percentuale di disoccupazione astronomica anche a medio-lungo periodo. Certo l’argomento intriga un po’ come psicologia ma purtroppo non dà alcuna preparazione specifica di nessun tipo.
Allora perché questa Facoltà a Savona? La risposta è chiara ma pochi la sussurrano. Esiste una lobby potente, che è riuscita ad ottenere questa Facoltà. Pensiamo all’ex direttore di Rai Due e Rete4, pensiamo al conduttore di “Il tempo che fa”, pensiamo all’albenganese patron di Striscia la Notizia. E’ un trio di personalità, accomunate anche da posizioni politiche molto omogenee, che certamente hanno una certa voce in capitolo e che hanno fatto eleggere Savona città della Comunicazione (di cosa?).
Il problema è che tanti ragazzi si iscrivono a questa facoltà, con programmi ampiamente deficitari, inutili e datati, pensando di potersi inserire nel rutilante mondo della comunicazione e di fatto perdendo anni di studio per nulla o poco più. Ecco, questo dispiace molto e secondo me esigerebbe più rispetto, trasparenza e attenzione per gli studenti e le loro famiglie.
E’ una facoltà che non serve praticamente a nulla per lo meno per come è impostata e voluta oggi.

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Gen 18 2016

Le scelte strategiche di una città.

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Vi siete mai chiesti perché nessuno o quasi pianta più alberi nel contesto urbano cittadino? I motivi sono due. Uno prosaico, ovvero dover pulire fogliame, avere a che fare con le radici che rompono asfalti e marciapiedi. Orribile.
Il secondo invece è segno dei tempi…ovvero perché piantare un albero che verosimilmente ci vorrà una vita o due per vederlo nel suo pieno splendore? E così, la gente ma soprattutto gli urbanisti e gli architetti che fessi non sono, si guardano bene dal progettare un viale alberato, perché dopo tutto è fatto che riguarda le prossime generazioni e invece “qui si vive alla giornata”…
Al massimo, si può comprare un albero già “bello e fatto”…perché tutti hanno fretta di vedere gli alberi cresciuti da un giorno all’altro.
Cosa c’entra chiederete? C’entra, c’entra, perché nella progettazione degli spazi verdi urbani, gli alberi ci sono sempre meno per i motivi suddetti. Piuttosto si preferiscono aiuole, cespugli vari e al massimo, laggiù nell’angolo un piccolo ulivo. Poi, però, rimaniamo a bocca aperta nel pensare che 50 anni fa qualche “fesso” ha pensato di piantare filari di cipressi in Toscana o lecci meravigliosi nei giardini di Varazze.
Già, ma oggi abbiamo fretta, molta fretta…

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