Feb 03 2017

Autorizzazioni sale gioco di azzardo. Varazze non pone limiti?


Mentre sulla questione seria e scottante nulla viene detto da parte del Comune di Varazze, il tempo passa. Passa perchè
di luoghi così diffusi dove il gioco d’azzardo e per i maggiorenni libero. Varazze come molti sanno, ha due casinò privati laddove tutti i regolamenti comunali oggi vigenti non li permetterebbero. Ovvero in zona centrale, nel centro storico, vicino a scuole, chiese e centri di ritrovo. Il silenzio ad oggi, del Comune è stato fino ad ora assordante. A giugno (anzi prima) vi sarà l’occasione – come fanno quasi tutti gli altri Comuni – di porre nuove e più stringenti regole per un fenomeno che non fa che drenare ricchezza non produttiva, arricchendo pochi. Anche la Chiesa Cattolica, come l’ASL e tantissimi altri hanno lanciato continue grida di allarme, per giocatori d’azzardo seriali che hanno rovinato intere famiglie.

Aspettiamo ancora una volta che il Comune di Varazze batta un colpo. Se così non fosse, occorrerà cominciare a domandarsi il perchè, quali sono le motivazioni di cotanta disattenzione per un fenomeno serissimo e a tratti drammatico che colpisce anche la nostra città.

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Feb 02 2017

Treni tra Savona Genova, Varazze dimenticata


Oggi nasce il Comitato dei Pendolari Savona – Genova. Invitiamo gli interessati a contattarci all’indirizzo email pendolarisvge@gmail.com per informazioni o per procedere con l’iscrizione gratuita. Più siamo, più contiamo!

https://www.facebook.com/pendolarisvge/

E’ nato un Comitato per il presidio degli utenti (parolone?) della tratta ferroviaria Savona-Genova. Negli ultimi tempi hanno pensato bene di riempirla di treni diretti tra le due “grandi città” (pensare a Savona viene da sorridere) che addirittura non si degnano neppure più di fermarsi nella quarta città della provincia. Tutto diretto. Certo. Ottimo. Ai pendolari “sfigati” non rimane che barcamenarsi tra treni che fermano a singhiozzo un pò quì e un pò là senza un criterio logico se non quello delle fermate a casaccio per accontentare un pò tutti. Ho un amico che lavora a Voltri che al mattino deve prendere un treno per Celle Ligure, per scendere poi a Voltri; al ritorno da Voltri deve scendere a Savona e poi prendere un treno per Varazze. Si commenta da solo.

Direi che l’esempio è esplicativo. Un tempo non era così. Varazze contava e i treni tra Savona e Genova facevano tutti o quasi fermata fissa a Varazze. Questo per 30 anni. Poi si è cominciato a suddividere le fermate tra Varazze, Cogoleto e Arenzano per arrivare all’attuale allucinante sistema. Ben venga dunque un Comitato di gente che paga il biglietto e vuole fare presente che non funziona come si è fatto in questi ultimi anni allungando i tempi di percorrenza dei treni locali per aumentare la puntualità…

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Feb 01 2017

Immigrazione economica: anche se i Tg Rai non ne parlano..


Emergenza profughi, vertice in Prefettura con i sindaci: 270 nuovi arrivi nel savonese
Il prefetto Giorgio Manari: “Nei comuni sotto i due mila abitanti sei migranti, equa diffusione per le altre realtà territoriali”
Questo l’articolo di IVG
Si perchè seppure i Tg consumino molto il tempo su Trump o su quando si voterà, il mondo va avanti (o indietro a seconda dei punti di vista) e gli immigrati economici (solo il 5% sono rifugiati) da smistare arrivano circa 1000 alla volta, ogni giorno. Per itrafficanti e i corrotti business is business.
Ieri l’articolo piuttosto singolare sulle pagine “Estero” di Secolo XIX e La Stampa, che informava che il progetto è quello di affidare alla marina militare libica (?!) il pattugliamento nella acque territoriali, mentre di fianco vi era un altro articolo che illustrava i milardi di dollari che questa tratta della povera gente sta innescando. Delle due una: o la Marina libica è diventata la più incorruttible ed efficiente del mondo o qualche dubbio mi assale… sempre che esista una marina militare libica. Di certo c’è che dopo Renzi, Gentiloni persona decisamente più concreta, ha capito con il povero Minniti (persona serie e preparata) che l’accoglienza indiscriminata rischia di ammazzare presto la gallina (l’Italia) che fa le uova, ovvero che accoglie senza problemi alcuni tutti coloro che aspirano a servizi moderni e civili. Ho già scritto che è legittimo. Anche io al loro posto avrei le stesse richieste. Il problema come già scritto (e dopo l’abbuffata di ipocrisia, la questione finalmente comincia ad affiorare perfino sui media tv ) è che una gestione incontrollata che nasce da una politica totoalmente passiva dell’Italia, porta almeno a sei conseguenza precise: 1. l’insostenibilità economica e sociale a lungo periodo, di un afflusso di persone che hanno bisogno di tutto e che a medio termine non possono essere mano d’opera o di intelletto qualificato 2. la creazione di una domanda al di là delle esigenze effettive, ovvero di persone che vista la relativa facilità di sbarcare in Europa passando dall’Italia ci prova anche se magari non era intenzionato 3. il potenziamento dell’enorme rete di tratta di persone e l’arricchimento incredibile di questi criminali. 4. la consapevolezza ancora una volta dell’inaffidabilità dell’Italia sul tema immigrazione (in Europa stanno ancora aspettando la creazione dei centri di smistamento da 4 anni) 5. la creazione di una fascia di “disperati” che presto finiranno nelle mani della criminalità organizzata e non 6. la formazione e il potenziamento di movimenti razzisti che sfrutteranno la situazione creatasi per i punti 1,2,3,4,5.

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Gen 31 2017

Un varazzino ai vertici della Marina militare

passeggiata europa
A Varazze non lo conoscono in molti perchè per la sua professione ha sempre girato l’Italia e il mondo. Si chiama Maurizio Ertreo e oltre che essere varazzino, è ammiraglio della Marina militare. E’ divenuto da pochi giorni Capo di Stato Maggiore al Comando della squadra navale italiana a Roma, un incarico importantissimo, spesso anticamera di ruoli di assoluto vertice. Si aggiunge alla lunga lista di marinai e uomini di mare illustri che da Varazze hanno preso la lunga strada di esperienze e carriere tanto affascinanti quanto difficilissime. Da Lanzaroto Malocello in poi.

Ertro è stato anche alcuni anni negli USA come addetto navale all’Ambasciata italiana oltre a ricoprire altri ruoli primari come ad esempio quello di Comandante dell’Accademia navale di Livorno. Grandi professionalità dunque, che rafforzano il legame bimillenario tra la città che è un autentico pezzo della storia della marineria mondiale e il mare stesso. Rapporto duro, qualche volta spigoloso come la gente che abitava queste rive, ma legato da un collegmento diretto, un comune sentire le cose del mondo. Complimenti dunque all’ammiraglio Ertreo, nella speranza che presto lo si possa avere presente a Varazze per testimoniare ancorau na volta il legame unico tra mare e territorio varazzino.

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Gen 27 2017

T1, la telenovelas continua?

Sì, effettivamente la questione rischia di essere un poco noiosa. A renderla tale tuttavia, è il continuo rinvio e il fatto che molte conferme e certezze sono continuamente rimandate. Fossi l’Amministrazione pubblica (in questo caso i dieci anni per iniziare i lavori a piacimento non sono arrivati dalla Giunta Bozzano) fossi in Viale Nazioni Unite, qualche domanda me la farei.

Anche perchè il mese di gennaio 2017 è passato inutilmente. Bene, allora facciamo un pò di cronostoria degli annunci in pompa magna che prevedevano l’inizio dei lavori: 1° dicembre 2015, 2° gennaio 2016, 3° maggio 2016, 4° novembre 2016, 5° gennaio 2017. Questi solo quelli che ci ricordiamo noi con tanto di articoli di giornale che certificavano con dichiarazioni e “mano sul fuoco” che questa volta la città avrebbe visto riempirsi (di costruzioni) un buco nella zona di levante degno di Grozny.

E invece nulla. Silenzio ancora una volta. Se la credibilità era zero ora oggettivamente, con tutta la buona volontà del mondo, è sottozero. Con tutto quello che ne comporta, ovvero il campo sportivo “ostaggio” della situazione, trasformato chissà per quanto tempo ancora in una landa inguardabile, i soldi degli oneri che non si vedono e i privati che decideranno se e quando iniziare. Il silenzio ora è divenuto pesante e l’imbarazzo forte. Tuttavia, nulla si muove e la sensazione di impotenza cresce.

Di certo, ci sono operazioni sui cantieri ex Baglietto (abbattimento delle ex segherie) che darebbero vista mare alle costruzioni della T1 e magari invoglierebbero di più i costruttori. Forse stanno aspettando che quanto perseguito dal Comune per quella zona, diventi realtà e non fidandosi non iniziano fino a quando quei caponnoni davanti alla T1, effettivamente non saranno abbattuti. Certamente la sensazione di totale impotenza rispetto a quanto decideranno i proprietari dell’area è forte. Su questa situazione oramai il Comune ha deciso di non parlare più, non si sa se per disperazione o per totale sfiducia. La città comunque, smembrata rimane ferma, in attesa di non si sa più bene che cosa.

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Gen 26 2017

TPL trasporti: oltre i 5 kg paghi doppio!


Che la gestione di quella che fu ACTS e ora TPL ovvero l’azienda di trasporti sostenuta dai contributi pubblici dei Comuni e della Regione, non fosse una storia da insegnare nelle scuole di management internazionale era noto. Basta chiedere a qualcuno che ci lavora per sentirne un pò di tutti i colori. Che però si arrivasse a imporre il biglietto doppio se si ha un bagaglio superiore ai 5 kg sfiora la demenza. Tutto è nato perchè avendo abolito la navetta che collega il terminal Costa crociere di Savona e la stazione ferroviaria di Savona, ai turisti (a proposito…benvenuti!) e le loro valigie, si chiede di pagare biglietto normale sulle linee TPL (ci sta) e un biglietto in più per ogni bagaglio superiore ai 5 kg; in poche parole una famiglia di 3 persone con tre valigie deve prendere 6 biglietti e dunque spende meno con il taxi…
La decisione però vale per tutte le tratte TPL. Pensiamo agli studenti con zaini che pesano ben sopra i 5 kg. Cosa facciamo? Mettiamo le bilance per salire sull’autobus? Li facciamo pagare doppio abbonamento? Facciamo la tara prima e dopo che hanno mangiato per scoprire se barano?
Poi ci si chiede come mai TPL è ridotta così. Ecco chiedetevi perchè. Dare la risposta è decisamente più facile di due giorni fa.

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Gen 25 2017

Prendere il peggio e lasciare il buono..

muro a secco a Varazze
Eh sì, perchè pare proprio che noi italiani, di questi tempi si ami prendere in uso abitudini e costumi dagli altri in peggio, dimenticando di acquisire quelli positivi.
Il riferimento va alle denunce che oramai quotidianamente chi opera nel settore della salute e del volontariato si porta a casa maari, dopo una giornata di duro e positivo lavoro.
LA nostra non è una difesa a priori. E’ però vero che medici, infermieri e soccorritori volontari delle pubbliche assistenze sempre più devono fare i conti con denunce che arrivano dai parnti del famigliari soccorsi. Il meccanismo è “semplice”: al minimo dubbio parte la denuncia, poi se tutto è ok….amici come prima!
Come negli USA, dove esiste un vero e proprio mercato legale specializzato in questo, la denuncia per presunte negligenze e tuttavia “semplice e immmediata: l’avvocato che non costa neppure troppo o si fa pagare sulla base dell’esito, e il minimo dubbio che l’intervento o il soccorso magari in strada di volontari che prestano il loro tempo agli altri non sia stato assolutamtne e tecnicamente perfetto.
L’obiettivo è duplice: creare pressione affinchè il paziente sia da quel momento necessariamente uper monitorato e quello di farci dei soldi per indennizzi intressanti.
E’ cinico. Se si pensa ad esempio, anche ai volontari del soccorso che vivono nel “terrore” della denuncia facile da parte di qualche parente, tutto diventa assurdo e contro producente. Gli operatori magari nel salvare una vita, si limitano a ciò che tecnicamente è inattaccabile proprio per non allargare i margini di rischio laddove il rischio è già elevato intrinsicamente (un infarto, una rianimazione, un’operazione chirurgica su persona molto anziana, ecc). Spesso in qesto modo si ottiene il risultato opposto: interventi e cure che rinunciano a operazioni “alla disperata” perchè se mai fallissero sarebbero occasione di contestazione tecnico legale.
Questo un fenomeno che in Italia, era sconosciuto fino a 20 anni fa e che abbiamo acquisito dagli Stati Uniti mentre altrove in Europa ha numeri molto meno alti Non c’è che dire: spesso riusciamo a prendere i comportamenti peggiori Non c’è pericolo invece che si acquisisca quelli virtuosi per un Paese dove l’individualismo el a certezza scientifica di essere mediamente più furbi degli altri e inestirpabile.

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Gen 24 2017

Il mondo delle “problematicità”


C’erano una volta i problemi. Erano problemi e in quanto tali da risolvere. Però erano chiari, individuati e tutto sommato “semplici” nel modo in cui si ponevano davanti agli esseri umani, possibilmente per essere risolti. Andavano di pari passo con una burocrazia fatta anche di termini incomprensibili per dare maggiore risalto e importanza a chi li pronunciava. Poi la situazione è scappata di mano: sono comparse in tv e non solo, le “problematicità”.
Già perchè vuoi mettere parlare di banali “problemi” invece che di “problematicità”, una roba che nessuno sa bene cosa sia ma che suona bene…
Elogio dunque alla “problematicità” che rende importante e colto chi la pronuncia e morte al “problema”, parola troppo semplice che non da l’importanza sperata. Le soluzioni delle “problematicità” sono per altro sempre difficili e dunque se non arrivano la cosa diventa comprensibile.
Ecco allora perchè la “problematicità” ha un grande futuro sulla strade della spersonalizzazione e deresponsabilizzazione.

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Gen 24 2017

Vento: oggi ultimo giorno? 9 giorni di Grecale senza tregua!


Oggi potrebbe essere l’ultimo giorno di venti sostenuti da nord-est. Sono 9 giorni consecutivi che un forte vento di Grecale investe la Liguria, rendendola più secca e asciutta di uno stoccafisso. Una specie di record perchè di norma, in inverno, questa configurazione meteo dura due-tre giorni al massimo. Invece, da lunedì scorso non c’è stata tregua e come anche preventivato da noi, purtroppo, la situazione ha dato il via ai piromani che sarebbe meglio chiamare terroristi ambientali e per i quali le pene sono sempre troppo leggere (quando riescono a prendere questi vigliacchi).
I danni sono stati enormi, compreso l’ultimo incendio di due giorni fa a Vado Ligure. In totale circa 6000 ettari di boschi bruciati, autostrade e ferrovie in tilt e una regione in scacco.
Ora il vento finalmente dovrebbe cessare dopo questo incredibile periodo, lasciando però spazio, a nuova mitezza e zero piogge per altri 10 giorni. Ci accontentiamo in attesa di …piogge sempre più necessarie.

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Gen 23 2017

Bilanci di Governo: fare la tara


Una delle cose più curiose delle Amministrazioni pubbliche locali in Italia al governo (in generale), è la tendenza ad elencare tutto ciò che è stato fatto come se l’alternativa non avrebbe fatto nulla. Mi spiego meglio. Un’Amministrazione uscente chiamamola Pallo, di solito, elenca giustamente le cose fatte: A,B, C,D, acquisendone i meriti a prescindere da ciò che si sarebbe realizzato se a governare fosse stato un’altro.

In realtà se a governare vi fosse stato Pinco anzichè Pallo non sappiamo cosa avrebbe fatto ma verosimilmente avrebbe fatto a sua volta A,B,F,G. In meglio? In peggio? Beh, ovvio che non lo si potrà mai sapere. Tuttavia ipotizzare che TUTTE le cose che ha fatto il Governo di Pallo NON si sarebbero fatto con il governo di Pinco o si sarebbero fatte peggio, è quanto meno avventato.

Ecco perchè all’elenco delle cose fatte che normalmente un governo della città presenta, va fatta inevitabilmente la “tara” chiedendosi “Altri governi possibili avrebbero fatto le stesse cose?” “Le avrebbero fatte meglio o peggio?”

Di certo anche il Governo Pinco avrebbe fatto delle cose perchè non è comunque ipotizzabile che possa stare fermo per 5 anni consecutivi per quanto costituito da “incapaci”. Ecco allora che verosimilmente le cose “obbligate” A,B sarebbero state fatte comunque (spesso perchè obbligatorie per legge) oppure legate a scadenze, obblighi, necessità non prorogabili. Ciò comporta porgere attenzione alle cose non “obbligate” (C,D,E,F) e per quelle occorrerà chiedersi se sono state le scelte giuste o se si potevano fare meglio.

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