Feb 20 2017

Attenzione! Il blog si è trasferito su www.parliamodivarazze.com

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Da domani, come anticipato alcuni mesi fa, troverete il blog di Varazze SOLAMENTE su
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su un sito più moderno e accogliente capace di gestire meglio i tanti lettori.
Vi invitiamo per tanto a memorizzare tra i "preferiti" il nuovo indirizzo www.parliamodivarazze.com <– LINK
Buona lettura!

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Feb 20 2017

Una “normale” domenica di caos

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Fine febbraio. Meteo favorevole. Come una piccola alluvione la città si riempe di auto, persone e caos. Focaccerie e gelaterie prese d’assalto.

Parcheggi esauriti in pochi minuti. Alle 16 il vento di mare fa il suo corso e in pochi minuti l’aria diventa fredda e umida, mentre il cielo diventa scuro. Contro esodo. Tutti in auto in partenza per la Pianura o per Genova. La città “turistica” si svuota in poco meno di un’ora. La sensazione del turismo mordi e fuggi che coinvolge oramai in pieno Varazze è palpabile. Alle 18.00 buona parte dei parcheggi a pagamento sono vuoti. I vicoli semideserti. La prima domanda che uno si fa e se questo turismo per quanto utile, possa essere sostenbile alla lunga, sopratutto con questi modi e senza strutture adeguate (che non vuole dire costruire parcheggi all’infinito ovvero a richiesta del mercato della mobilità in auto). Poi, si pensa agli alberghi, presumibilmente mezzi vuoti o chiusi e ci si chiede se è possibile strutturare un turismo almeno in parte diverso, prima che sia troppo tardi e Varazze diventi una Las Vegas dei poveri (tranne che per pochi e per poche settimane all’anno).

Perchè essere condannati fino a settembre inoltrato, a fare da meta per assalti, sarà anche stimolante ma certo non pare un obiettivo dignitoso per una grande decaduta del turismo ligure. Eppure, le soluzioni ci sono. Sono state indicate, ad esempio, nel novembre scorso dal dott. Bruno, esperto a livello nazionale di marketing, che ha perfettamente indicato la strada e le strategie concrete e immediate per cambiare questo andazzo che vede la città preda di un turismo “botta e fuggi” sempre più nevrotico e isterico. Il dott. Bruno (che ha svolto il suo lavoro gratuitamente), ha spiegato quali sono le strategie e come Varazze si deve muovere. Tuttavia, da quel giorno è calato il silenzio e il disinteresse. Ci si chiede il “perchè”. Le risposte sono tante, tutte possibili ma certamente poco comprensibili: troppo ricchi per rischiare? Troppo rassegnati per crederci? Incapaci di mettere insieme progetti moderni degni di questo nome? Amministrazione incapace di coordinare? Tutto possibile. Di certo ci sono le faide degne di un paesino della Corsica centrale, dove a farsi male reciprocamente c’è più gusto.

Per ora dunque, teniamoci questo turismo da focacciari (con tutto il rispetto ovviamente di chi fa l’arte nobilissima del panificatore) e da cono gelato da 1,5 euro (idem). Perchè alla fine da Varazze si pretende un bel monolocale o bilocale a prezzi accessibili, un bel posto auto e poco altro.

Già, perchè alla fine va bene a tutti così. Tranne alle famiglie che cercano posti di lavoro in un’economia seria, strutturata e dinamica. Per quella passare il prossimo secolo.

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Feb 17 2017

Priorità: una questione di scelte e di obblighi

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sottopassaggio Varazze
Era sicuramente una giornata ventosa…ma questo apre il ragionamento sulla Qualità urbana ovvero dei livello di vita offerto dalla Comune ai residenti. E’ la piccola piazzetta all’inizio di Via Guastavino, presso il sottopassaggio a pochi metri dal Comune. In passato lo si volle trasformare in una piccola galleria d’arte e ora malridotta, spesso sporca, con le opera d’arte vandalizzate.

Ovviamente nessuna telecamera di sicurezza. Costano poco ma non ci sono lo stesso. Un angolo della città sfortunato? Può essere. Ci viene poi in mente anche la piazza sottostante l’ex caserma dei Carabinieri dove oggi sono ospitati a tempo indeterminato i migranti economici: ci sono ruolotte e camper abbandonate da anni, su parcheggio pubblico, alcune con il muschio sulle ruote senza che mai nulla sia stato fatto. Il contesto che ne deriva è davvero brutto e il tutto a 300 metri dallo “sfavillante” centro turistico.

Il tutto contrasta ancora con le “grandi opere” e le grandi strategie urbanistiche che certamente solleticano l’interesse degli amministratori che vogliono “lasciare un segno tangibile” . Nessuno dice che non siano importanti. Siamo però sicuri che siano le priorità asoslute? In questi giorni si parla in Consiglio comunale delle aree degli ex cantieri Baglietto e della caserma nuova di zecca dei Vigili del Fuoco. Milioni di quà, milioni di là. Milioni anche per piazza Dante, sigh…. Bene…ma la qualità dei cittadini, quella di ogni giorno passa soprattutto dalla qualità dei servizi offerti:

sul livello di assisitenza alla Persona offerta,
sugli investimenti per servizi scolastici all’avanguardia e priorità
su strutture sanitarie di primo soccorso efficienti,
su accordo organici con sindacati, su “facilities” per giovani coppie residenti e i loro figli,
su sistem idi sicurezza pubblici evoluti (es. telecamere),
su una rete wi-fi e accesso veloca a internet che copra tutto il territorio,
sulla capacità di ricercare, ottenere e spendere ondi della comunti europea.
E’ una questione di scelte prioritarie. Ne sono state fatte altre che personalmente non condivido. E voi?

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Feb 09 2017

Carta identità per minori? Trionfo del tempo perduto.

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Ho sempre sostenuto e l’ho fatto in tutte le sedi, anche politiche, che Varazze ha bisogno prima di tutto di qualità nei servizi e dopo di “grandi” opere. Purtroppo di solito funziona all’incontrario con in più che la seconda parte la si dimentica…Ecco allora un piccolo episodio che mi è capitato oggi e che mi pare emblematico di come “non si parta dal cittadino ogni giorno, ma dal cittadino tra 200 anni…” cosa interessante ma al momento non decisiva.
Comune di Varazze. Carta d’identità per un minorenne. Mia moglie prende due ore di permesso (da Genova) di lavoro non retribuito. Io smetto di lavorare. L’ufficio anagrafe apre solo dalle 10 alle 12 e solo dal lunedi al venerdì. Ci mettiamo in coda dalle 9,30 nei corridoi. Siamo i primi! Dopo di noi altre 10 persone. Alle 10 aprono le porte. Ci spiegano che deve essere presente anche il minore. Faccio presente che sono aperti SOLO quando i ragazzi sono a scuola. La funzionaria mi fa presente che non hanno personale.
Tornerò lunedi mattina alla 9,30 con moglie e figlia sperando di essere il primo. Mia figlia perderà mezza giornata di scuola e mia moglie altre ore di lavoro oltre alle mie.
Il tutto per una carta d’identità.
Certo ci sarà anche il blocco del personale, per carità, però come Comune, PRIMA di fare altri investimenti in grandi opere, pensiamo ad erogare servizi ai cittadini degni di un’Europa sempre più lontana.

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Feb 03 2017

Autorizzazioni sale gioco di azzardo. Varazze non pone limiti?

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Mentre sulla questione seria e scottante nulla viene detto da parte del Comune di Varazze, il tempo passa. Passa perchè
di luoghi così diffusi dove il gioco d’azzardo e per i maggiorenni libero. Varazze come molti sanno, ha due casinò privati laddove tutti i regolamenti comunali oggi vigenti non li permetterebbero. Ovvero in zona centrale, nel centro storico, vicino a scuole, chiese e centri di ritrovo. Il silenzio ad oggi, del Comune è stato fino ad ora assordante. A giugno (anzi prima) vi sarà l’occasione – come fanno quasi tutti gli altri Comuni – di porre nuove e più stringenti regole per un fenomeno che non fa che drenare ricchezza non produttiva, arricchendo pochi. Anche la Chiesa Cattolica, come l’ASL e tantissimi altri hanno lanciato continue grida di allarme, per giocatori d’azzardo seriali che hanno rovinato intere famiglie.

Aspettiamo ancora una volta che il Comune di Varazze batta un colpo. Se così non fosse, occorrerà cominciare a domandarsi il perchè, quali sono le motivazioni di cotanta disattenzione per un fenomeno serissimo e a tratti drammatico che colpisce anche la nostra città.

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Feb 02 2017

Treni tra Savona Genova, Varazze dimenticata

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Oggi nasce il Comitato dei Pendolari Savona – Genova. Invitiamo gli interessati a contattarci all’indirizzo email pendolarisvge@gmail.com per informazioni o per procedere con l’iscrizione gratuita. Più siamo, più contiamo!

https://www.facebook.com/pendolarisvge/

E’ nato un Comitato per il presidio degli utenti (parolone?) della tratta ferroviaria Savona-Genova. Negli ultimi tempi hanno pensato bene di riempirla di treni diretti tra le due “grandi città” (pensare a Savona viene da sorridere) che addirittura non si degnano neppure più di fermarsi nella quarta città della provincia. Tutto diretto. Certo. Ottimo. Ai pendolari “sfigati” non rimane che barcamenarsi tra treni che fermano a singhiozzo un pò quì e un pò là senza un criterio logico se non quello delle fermate a casaccio per accontentare un pò tutti. Ho un amico che lavora a Voltri che al mattino deve prendere un treno per Celle Ligure, per scendere poi a Voltri; al ritorno da Voltri deve scendere a Savona e poi prendere un treno per Varazze. Si commenta da solo.

Direi che l’esempio è esplicativo. Un tempo non era così. Varazze contava e i treni tra Savona e Genova facevano tutti o quasi fermata fissa a Varazze. Questo per 30 anni. Poi si è cominciato a suddividere le fermate tra Varazze, Cogoleto e Arenzano per arrivare all’attuale allucinante sistema. Ben venga dunque un Comitato di gente che paga il biglietto e vuole fare presente che non funziona come si è fatto in questi ultimi anni allungando i tempi di percorrenza dei treni locali per aumentare la puntualità…

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Gen 31 2017

Un varazzino ai vertici della Marina militare

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passeggiata europa
A Varazze non lo conoscono in molti perchè per la sua professione ha sempre girato l’Italia e il mondo. Si chiama Maurizio Ertreo e oltre che essere varazzino, è ammiraglio della Marina militare. E’ divenuto da pochi giorni Capo di Stato Maggiore al Comando della squadra navale italiana a Roma, un incarico importantissimo, spesso anticamera di ruoli di assoluto vertice. Si aggiunge alla lunga lista di marinai e uomini di mare illustri che da Varazze hanno preso la lunga strada di esperienze e carriere tanto affascinanti quanto difficilissime. Da Lanzaroto Malocello in poi.

Ertro è stato anche alcuni anni negli USA come addetto navale all’Ambasciata italiana oltre a ricoprire altri ruoli primari come ad esempio quello di Comandante dell’Accademia navale di Livorno. Grandi professionalità dunque, che rafforzano il legame bimillenario tra la città che è un autentico pezzo della storia della marineria mondiale e il mare stesso. Rapporto duro, qualche volta spigoloso come la gente che abitava queste rive, ma legato da un collegmento diretto, un comune sentire le cose del mondo. Complimenti dunque all’ammiraglio Ertreo, nella speranza che presto lo si possa avere presente a Varazze per testimoniare ancorau na volta il legame unico tra mare e territorio varazzino.

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Gen 25 2017

Prendere il peggio e lasciare il buono..

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muro a secco a Varazze
Eh sì, perchè pare proprio che noi italiani, di questi tempi si ami prendere in uso abitudini e costumi dagli altri in peggio, dimenticando di acquisire quelli positivi.
Il riferimento va alle denunce che oramai quotidianamente chi opera nel settore della salute e del volontariato si porta a casa maari, dopo una giornata di duro e positivo lavoro.
LA nostra non è una difesa a priori. E’ però vero che medici, infermieri e soccorritori volontari delle pubbliche assistenze sempre più devono fare i conti con denunce che arrivano dai parnti del famigliari soccorsi. Il meccanismo è “semplice”: al minimo dubbio parte la denuncia, poi se tutto è ok….amici come prima!
Come negli USA, dove esiste un vero e proprio mercato legale specializzato in questo, la denuncia per presunte negligenze e tuttavia “semplice e immmediata: l’avvocato che non costa neppure troppo o si fa pagare sulla base dell’esito, e il minimo dubbio che l’intervento o il soccorso magari in strada di volontari che prestano il loro tempo agli altri non sia stato assolutamtne e tecnicamente perfetto.
L’obiettivo è duplice: creare pressione affinchè il paziente sia da quel momento necessariamente uper monitorato e quello di farci dei soldi per indennizzi intressanti.
E’ cinico. Se si pensa ad esempio, anche ai volontari del soccorso che vivono nel “terrore” della denuncia facile da parte di qualche parente, tutto diventa assurdo e contro producente. Gli operatori magari nel salvare una vita, si limitano a ciò che tecnicamente è inattaccabile proprio per non allargare i margini di rischio laddove il rischio è già elevato intrinsicamente (un infarto, una rianimazione, un’operazione chirurgica su persona molto anziana, ecc). Spesso in qesto modo si ottiene il risultato opposto: interventi e cure che rinunciano a operazioni “alla disperata” perchè se mai fallissero sarebbero occasione di contestazione tecnico legale.
Questo un fenomeno che in Italia, era sconosciuto fino a 20 anni fa e che abbiamo acquisito dagli Stati Uniti mentre altrove in Europa ha numeri molto meno alti Non c’è che dire: spesso riusciamo a prendere i comportamenti peggiori Non c’è pericolo invece che si acquisisca quelli virtuosi per un Paese dove l’individualismo el a certezza scientifica di essere mediamente più furbi degli altri e inestirpabile.

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Gen 24 2017

Il mondo delle “problematicità”

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C’erano una volta i problemi. Erano problemi e in quanto tali da risolvere. Però erano chiari, individuati e tutto sommato “semplici” nel modo in cui si ponevano davanti agli esseri umani, possibilmente per essere risolti. Andavano di pari passo con una burocrazia fatta anche di termini incomprensibili per dare maggiore risalto e importanza a chi li pronunciava. Poi la situazione è scappata di mano: sono comparse in tv e non solo, le “problematicità”.
Già perchè vuoi mettere parlare di banali “problemi” invece che di “problematicità”, una roba che nessuno sa bene cosa sia ma che suona bene…
Elogio dunque alla “problematicità” che rende importante e colto chi la pronuncia e morte al “problema”, parola troppo semplice che non da l’importanza sperata. Le soluzioni delle “problematicità” sono per altro sempre difficili e dunque se non arrivano la cosa diventa comprensibile.
Ecco allora perchè la “problematicità” ha un grande futuro sulla strade della spersonalizzazione e deresponsabilizzazione.

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Gen 23 2017

Bilanci di Governo: fare la tara

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Una delle cose più curiose delle Amministrazioni pubbliche locali in Italia al governo (in generale), è la tendenza ad elencare tutto ciò che è stato fatto come se l’alternativa non avrebbe fatto nulla. Mi spiego meglio. Un’Amministrazione uscente chiamamola Pallo, di solito, elenca giustamente le cose fatte: A,B, C,D, acquisendone i meriti a prescindere da ciò che si sarebbe realizzato se a governare fosse stato un’altro.

In realtà se a governare vi fosse stato Pinco anzichè Pallo non sappiamo cosa avrebbe fatto ma verosimilmente avrebbe fatto a sua volta A,B,F,G. In meglio? In peggio? Beh, ovvio che non lo si potrà mai sapere. Tuttavia ipotizzare che TUTTE le cose che ha fatto il Governo di Pallo NON si sarebbero fatto con il governo di Pinco o si sarebbero fatte peggio, è quanto meno avventato.

Ecco perchè all’elenco delle cose fatte che normalmente un governo della città presenta, va fatta inevitabilmente la “tara” chiedendosi “Altri governi possibili avrebbero fatto le stesse cose?” “Le avrebbero fatte meglio o peggio?”

Di certo anche il Governo Pinco avrebbe fatto delle cose perchè non è comunque ipotizzabile che possa stare fermo per 5 anni consecutivi per quanto costituito da “incapaci”. Ecco allora che verosimilmente le cose “obbligate” A,B sarebbero state fatte comunque (spesso perchè obbligatorie per legge) oppure legate a scadenze, obblighi, necessità non prorogabili. Ciò comporta porgere attenzione alle cose non “obbligate” (C,D,E,F) e per quelle occorrerà chiedersi se sono state le scelte giuste o se si potevano fare meglio.

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