Feb 07 2017

Monetizzare gli oneri di urbanizzazione serve?

Pubblicato da archiviato in Approfondimenti

oneri urbanizzazione
Va di gran moda ed è una necessità. Quando si realizzano delle costruzioni o conversioni di palazzi ed edifici esistenti, la legge impone ai proprietari/costruttori di versare del denaro nelle casse del Comune o di realizzare delle opere concordate. Il tutto come fosse una sorta di indennizzo a vantaggio la Comunità.
Il problema è che oggi si sceglie quasi sempre “vil” denaro. Questo perchè il Comune può ovviamente disporne liberamente a seconda delle necessità. Il problema è che questo denaro una volta finito nelle casse comunali finisce un po’ ovunque. Il denaro permette infatti ai Comuni, spesso, di “tappare” buchi o di utilizzarli per opere pubbliche che non c’entrano nulla con l’intervento edilizio che ha consentito di incamerare quei soldi.
Così la città di fa carico di “insediamente abitativi crescenti” (ovvero centinaia di nuovi bilocali al posto di alberghi e case per famiglie più grandi), ovvero si sta riempendo proprio come Varazze, di migliaia di micro appartamenti che al turismo portano poco o nulla, e che intasano sempre di più con altre migliaia di auto la già intasatissima città di Varazze.
I soldi finiscono così nel nulla. Ad esempio, finiscono per pagare un ufficio del personale del Comune ,dove ci sono 3/4 impiegati per gestire poco più di 90 dipendenti, con uno spreco stimabile in 150.000 euro l’anno (se si calcola che la gestione personale potrebbe essere data all’esterno del Comune). Ecco allora che il “sacrificio” della città può essere stato nullo, con soldi spesi male o inutilmente.
Con il denaro incassato immediatamente dal Comune, si perde di fatto il controllo diretto dei benefici per la Comunità di fronte a nuove costruzioni, e si perde ogni percezione del rapporto diretto tra l’opera realizzata e i vantaggi per la Comunità.
Guardate non è poca cosa. Pensateci….

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Set 22 2012

E’ stato bello ma l’industria non fa per Varazze

Pubblicato da archiviato in Spazio Aperto

La cartiera ha chiuso per sempre. 50 e più operai a spasso senza lavoro e sopratutto senza prospettive. In questa città l’industria non interessa perchè qui non si scherza; il nostro obiettivo numero uno è accogliere per 60 giorni l’anno i turisti giornalieri e gli abitanti delle seconde case nel miglior modo possibile e poi va bene così. Così la città l’accoppiamo perchè e come tagliassimo una gamba ad un uomo: si fa poca strada.

Per altro neppure  sul turismo abbiamo coraggio e idee chiare con una logica assolutamente conservativa che governa solo un lento declino qualitativo. La città e sopratutto il suo Governo dovrebbe capire che l’economia deve avere più opzioni e settori di attività incoraggiandoli seriamente e non a parole. Ad esempio, l’artigianato non è la bancherella al mercatino , sono spazi produttivi seri accessibili e a prezzi decenti. L’agricoltur vuole dire dare servizi veri al consorzi di produttori e spingere per qualilificazioni della produzione. Qualcuno telefoni in Viale Nazioni Unite: magari li trovate liberi mentre calcolano gli oneri di urbanizzazione dell’ennesimo intervento edilizio; si perchè loro pensano che quello sia il futuro della città unico possibile. E’ certo il più comodo ma è un suicidio bello e buono firmato Carletto-Delfino- e C.

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