Feb 20 2017

Attenzione! Il blog si è trasferito su www.parliamodivarazze.com

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Da domani, come anticipato alcuni mesi fa, troverete il blog di Varazze SOLAMENTE su
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su un sito più moderno e accogliente capace di gestire meglio i tanti lettori.
Vi invitiamo per tanto a memorizzare tra i "preferiti" il nuovo indirizzo www.parliamodivarazze.com <– LINK
Buona lettura!

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Dic 07 2016

Povertà a Varazze: rischia una famiglia su quattro

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Non te ne accorgi perchè da queste parti la dignità è una cosa importante. tuttavia i numeri sono impietosi ed indicano secondo le ultime ricerche ISTAT che nella nostra regione il 25% circa delle famiglie è a rischio di povertà per via dei redditi ridotti o della possibilità ridotta di poter svolgere un’attività lavorativa. Un dato pesante che fa capire la situazione reale di questo Paese che registra un dato davvero incredibile al sud dove le famiglie in questa situazione a rischio povertà) sono addirittura il 50% ovvero una su due!
A mio parere è una situazione insostenbile e lo è ancora di più a fronte di una continua disparità nella distribuzione della ricchezza prodotta dove, e non lo diciamo noi ma sempre l’ISTAT, che è ricco lo divente maggiormente e chi è povero…
Varazze è una città mediamente più ricca di quanto non lo sia la Liguria che tuttavia si conferma ocme la regione più povera e “mal messa” del nord Italia. Ma inutile illudersi: anche in un comune “ricco” come Varazze, la povertà c’è eccome, ed è anche molto diffusa. Te ne accorgi quando chiedi ai volontari della S.Vincenzo, che ti raccontano di un modo insospettabile e ampio di persone che “non avresti mai detto….”
Ecco, è proprio questo “non avresti mai detto….” che preoccupa e deve preoccupare anche gli amministratori locali. Non si tratta di fare assistenzialismo a buon mercato o di aiutare chi non vuole o non merita di essere aiutato (es. chi si rovina recidivamente con le slot machine); occorre però avere BEN presente che Varazze non è il mondo delle fiabe e che la povertà c’è ed è diffusissima, e soprattutto, preclude a molti ragazzi di poter davvero aspirare a ciò che vorrebbero fare con dedizione, applicazione e passione. Un delitto umano chiamato “povertà” (italiana).

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Ott 05 2016

M5S targato on. Battelli: ieri assemblea pubblica

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La premessa è doverosa: ogni singola iniziativa di informazione e partecipazione politica dove i cittadini, se vogliono, possono partecipare o anche solo ascoltare, è sempre una buona cosa, anzi ottima. Indipendentemente dal partito che la promuove.
Ieri, ha preso l’iniziativa il M5S locale targato onorevole Battelli, per ospitare il tour ligure per il “No” al referendum elettorale. L’appuntamento era in Piazza Bovani alle 19.00. Non è stata certo “un’adunata oceanica” come quella proclamata, forse un pò troppo ardentemente, dal mitico Di Battista in pieno orario di vasche, quest’estate sempre in piazza del pallone. Ieri erano circa una ventina di persone, quelle che si sono riunite per ascoltare le ragione del partito M5S, mobilitate dall’onorevole locale.
Forse non un successo travolgente, contando l’importanza dei personaggi politici del M5S presenti. Uno dei motivi potrebbe essere nel contesto di oggettive divisioni che albergano nel movimento ante litteram originario varazzino, che poi sfociò nell’adesione al M5S nazionale.
Alcune assenze dei fondatori di quel movimento, pesano e indicano forse, quello che sta avvenendo anche a livello nazionale in questo partito. E’ in atto infatti, una biforcazione tra il professionismo politico che nasce nella “fase due” di ogni movimento politico di successo e i “volontari”, che spesso dopo aver dato l’inizio alla mobilitazione, tendono ad essere esclusi o ad autoescludersi in quanto non condividono la corsa al posto che nasce con le cariche importanti in ballo (deputati, senatori, consiglieri regionali ecc.)
Qualcuno dirà…”beh sono cittadini come gli altri” ovvero non guadagnano praticamente nulla dalla politica. Questo purtroppo non è vero: la stessa storia dei deputati M5S lo indica. Dai 2500 lordi al mese promessi da Grillo, si è passati a cifre ben superiori ai 10.000 (comprensivi di rimborsi e consulenze varie), con in più la pensione calcolata sullo stipendio intero alla quale mai nessuno pensa rinunceranno).
Se poi avete dei dubbi, potete vedere i filmati di oggi dei deputati convocati da Grillo nell’albergo romano per la lavata di capo: camicie su misura, borse all’ultima moda e abiti decisamente non da spaccio. Tutto ciò, beninteso è normale e comprensibile. Ma di certo non si parli di “cittadini-onorevoli” perchè ciò non è veritiero nella gran parte dei casi.
D’altronde da un partito che raccoglie 10 milioni di voti di protesta (questi si comprensibili) in mano ad un ottimo comico purtroppo pregiudicato e al figlio di un visionario scietifista che preconizzava “che la carne si fa elettronica”, che conta centinaia di deputati, ben difficilmente potrà essere controllato a lungo e medio termine.
Roma, Pizzarotti e tanto altro stanno a dimostrare che esiste un corpo enorme impiantato su due teste (Grillo e Casaleggio Junior primo caso di leader dinastico) che cercano di tenere insieme ciò che oggettivamente in questo modo casereccio non è proprio gestibile. Funzionerà per un poco. Poi, inevitabilmente l’anarchia e le dissidenze non potranno che ampliarsi e crescere per motivi che qualunque studente al 2 anno di scienze politiche comprenderà perfettamente.

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Set 21 2016

+4% di presenze in provincia di Savona. A Varazze?

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Ieri è sono stati annunciati i dati della stagione estiva per quanto riguarda gli arrivi e i pernottamenti nelle varie zone della Liguria. Positiva nel complesso la stagione, con dati lusinghieri per Genova. Anche la Riviera savonese ha ottenuto un +4% di presenze in più rispetto all’anno scorso che è stato comunque un anno di netta ripresa.

I motivi sono noti: difficoltà e diffidenza a recarsi lontano dall’Italia prima di tutto. La situazione rappresenta un’opportunità per questa regione, una chance (l’ultima?) per lanciare un messaggio di bellezza e ritrovata efficienza. Il problema è che come sempre non sono noti i dati dei singoli Comuni, anche se il database regionale li ha già. Tale situazione ostacola la possibilità di potere raffrontare i dati, analizzarli e dunque modulare le politiche di offerta turistica o ancora valutare le comparazioni con Comuni analoghi che magari hanno realizzato politiche turistiche differenti.

E’ una situazione paradossale anche perchè i dati, ripetiamo, ci sono già, pronti. A questo punto sarebbe il caso che l’assessore comunale al Turismo li “pretendesse”.

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Set 07 2016

Referendum costituzionale. Testo oggettivamente astruso. Quando i politici italiani cominciano ad emandare chi li ferma più?

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Avete provato a leggere la nuova bozza di legge costituzionale che sarà oggetto di referendum? Io si.
Ammetto che nonostante abbia insegnato un pò di anni Diritto pubblico all’Università, faccio non poca fatica a capirne il contenuto.
Buona lettura…

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Ago 29 2016

Ieri il mare era così….

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Spettacolo della Natura. Che toglie e dà. Ieri ha dato….

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Giu 01 2016

Quot homines tot sententiae

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Sinceramente non si capisce.
Siamo venuti di persona a sentire un comizio del M5S per un’ora e mezza senza fiatare e anzi applaudendo quando si dicevano cose sensate
- ho scritto su questo blog che il fatto di scendere in piazza e dire la propria era un segno di democrazia da aprezzare a prescindere dall’assenza o quasi di pubblico
Sembra di essere stato corretti e rispettosi.
Risultato?
Altri attacchi non simpaticissimi in verità perchè alle 19.45 (il comizio doveva iniziare alle 18 ed è iniziato alle 18.40) si è andati via e non si è sentita tutta la manifestazione politica del M5S.
Boh. Forse è per questo tipo di atteggiamenti che c’era così disinteresse per l’iniziativa del M5S varazzino?
Io una riflessione la farei.
Buona politica a tutti.

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Mag 28 2016

I sociologi (tutti corrotti) sul M5S…

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tratta da La Stampa del 19 06 – Per chi ha voglia di approfondire.
Il movimento è diventato un partito di parlamentari, attivisti relegati ai margini”
Jacopo Iacoboni
Il Movimento cinque stelle, se mai lo è stato, non è più un Movimento di meet up ma è diventato soprattutto un Movimento degli eletti: in primis il direttorio. E naturalmente la Casaleggio.
Chi studia il Movimento da anni sa che questa è la mutazione genetica in corso, ma adesso questa conclusione è rafforzata dal primo studio scientifico di questo genere, un’indagine condotta dall’Università La Sapienza e coordinata da Antonio Putini, che l’ha pubblicata su «Sociologia», la rivista quadrimestrale di scienze storiche e sociali (con un’ampia introduzione di Arianna Montanari). I sociologi, in occasione della kermesse “Italia a 5 Stelle” organizzata dal Movimento a Roma fra il 10 e il 12 ottobre del 2014, hanno diffuso 500 questionari agli attivisti (l’86% dei quali ha risposto), delineando un identikit non statistico, ma mai condotto con questi numeri, su che cos’è oggi l’attivista del M5S, e soprattutto come funzionino, se funzionino, e eventualmente, se esistano ancora, i meet up. I risultati sono rilevanti: scrive Putini che «i meet up “Movimento 5 Stelle” presenti sul comune di Roma sono 93 secondo la piattaforma “meet up ”, mentre solo 61 sono quelli ufficialmente riconosciuti dalla piattaforma Beppegrillo.it. Inoltre, dei 97 meet up presenti nel blog beppegrillo.it relativi alle quattro città di Milano, Roma, Napoli e Palermo, ben 21 erano inesistenti, e in altri 15 l’attività più recente (convocazione di una riunione, pubblicazione di un post o risposta ad un post), risaliva almeno all’anno precedente, mostrando una sostanziale inattività del gruppo». Traduciamo noi, e perdonate la brutalità: il Movimento cinque stelle dei meet up non esiste più, siamo dinanzi a un partito di parlamentari, peraltro collegato e almeno in parte diretto da un’azienda.
Nel 2012-2013, l’elettorato M5S era rappresentato in maggioranza da uomini di età fra i 35 e i 41 anni, oggi (fonte Cise) la classe di età più numerosa è fra i 45 e i 64 anni. Nel 2012 l’elettorato era equamente diviso tra nord, centro e sud, oggi il 57% dei voti proviene dalle regioni del Sud, il 31,4% dal Nord, e l’11,6% dal Centro. Gli attivisti M5S sono al 60% uomini. L’età media è di 39 anni, mentre la fascia di età più rappresentata è quella fra i 25 e i 29 anni. I laureati sono il 34,2% del totale (a differenza del 12,7% registrato nella media dei dati Istat), mentre il 49,1% dichiara di possedere un diploma. Il ceto medio impiegatizio rappresenta il 31,3% del totale, al quale va aggiunto un 5.3% di insegnanti, mentre il 25,5% sono liberi professionisti o dirigenti. Il 22,3 sono operai (14,9) e lavoratori atipici. Il 26.7% degli attivisti che ha risposto ha espresso un posizionamento nell’area di centro-sinistra, il 66% dice di non riconoscersi nella distinzione destra-sinistra (un’espressione che però, aggiungiamo noi, connota storicamente in Italia simpatizzanti di centrodestra).
Ricorda la Montanari che le deliberazioni online, «su un Paese di sessanta milioni di abitanti, non superano mai il numero di qualche migliaia». Putini nota che i meet up, anche quando sono presenti sul territorio, dipendono «dal centro per le posizioni e decisioni politiche, pena l’esclusione dal movimento»: «Nonostante la creazione nell’ultimo anno di un direttorio composto da cinque parlamentari, i cinque stelle non hanno creato i meccanismi di collegamento per ciò che riguarda i diversi presidi territoriali. In genere la ricomposizione dei diversi interessi e dei bisogni espressi dal variegato mondo dei grillini passa dal centro». Con tanti saluti alla partecipazione e ai territori.
Anche il sistema operativo è pochissimo usato: partecipa a votazioni online solo il 36.4% degli attivisti. «Dal Movimento degli attivisti siamo diventati il Movimento degli arrivisti», chiosa amaramente uno degli attivisti fondatori. Difficile, stando a questi dati, dargli torto.
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Mag 09 2016

Dura fare i Roberspierre..

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E’ dura la vita dei Roberspierre nostrani e il sentiero impervio. Dopo la galera e la richiesta di dimissioni immediate (con rogo in piazza pubblica) del sindaco di Lodi che un reato lo potrebbe avere commesso, tocca al cinquestelle Nogarin sindaco di Livorno ricevere un avviso di garanzia per concorso in bancarotta fraudolenta.
In questo caso però è storia diversa perché si sa, gli avvisi di garanzia si pesano. Corsa ai distinguo, ai “se” ed ai “ma” a partire dal figlio del fondatore dell’impero, Casaleggio Junior che detta la linea per successione e investitura della “rete web”. Sì a Livorno è “caso diversa”…eppoi vogliamo mettere una turbativa d’asta con un bella bancarotta fraudolenta?
Dura la vita dei Roberspierre, sempre più dura con la crescita dei sindaci cinque stelle.
p.s. si è rivisto in pubblico l’onorevole varazzino. Dal palco ha giustamente arringato la folla fianco a fianco di Di Maio. Alla fine probabilmente avrà anche svelato il mistero del suo portaborse, l’uomo che rispetto a Martin Mystere sfigura alla grande….
Noi da umili cittadini, gente che non conta una cippa, ci chiediamo sempre per sfizio chi sarà il portaborse del nostro deputato locale? Come sono stati spesi i 10.000 e passa in consulenze solo per l’anno 2015?

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Ott 25 2015

Una città che ha bisogno di più unità d’intenti

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Le “beghe” tra liguri sono un “must” come il mugugno esportato in tutto il mondo. Un anno fa la divisione del voto è stata piuttosto chiara. Da una parte una sinistra tradizionale che veniva da 20 anni di amministrazione con esiti a mio personalissimo parere deludenti, appoggiata da alcuni poteri economici un po’ con il fiatone che hanno pensato di mantenere lo status quo, una destra fortemente danneggiata da un’esperienza amministrativa uscente oggettivamente non positiva, una lista “storica” del M5S e una “centrista” e apartitica pur avendo al suo interno iscritti di vari partiti politici.
Come è andata lo sappiamo.
La città ha un oggettivo bisogno di un grande ammodernamento. Le inefficienze e la vetustà della macchina comunale sono evidentissime, la necessità di avviare una politica commerciale e turistica moderna anche. Come ancora la necessità di politiche ambientali e sulla sicurezza dei cittadini aggiornate. Le idee non mancano e sono convinto anche le energie. Secondo me ci vorrebbe un po’ meno la tendenza a brandire le asce di guerra e un po’ di più, pur nel rispetto delle posizioni differenti, la volontà di proporre soluzioni, idee , progetti.
Il mio non è un appello patetico al “vogliamoci bene” che di solito dopo un po’ di tempo arriva inevitabilmente, ma la constatazione che siamo già pochi e forse perdiamo troppo risorse (anche se magari è “divertente”) a battere i pugni sul petto.
Allora invece che il classico “non passa lo straniero!” che poi, di solito, è uno che abita a 200 metri da noi, sarebbe meglio dire “passa la città!”

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